sabato 31 dicembre 2016

Svuotando la mia Book Jar 2016!

Ogni blogger che si rispetti scrive il bilancio annuale con cura e con anticipo, così da non dimenticare nulla e creare un post completo ed esaustivo che racconti con immagini e parole un anno di libri ed avventure. Io no. Io improvviso perché un po' amo il rischio e poi non ho avuto tempo. Cercherò comunque di non divagare più del necessario e raccontarvi cosa è stato per me questo anno!

Non so se lo sapete, ma quest'anno ho riempito anch'io la mia book jar. Che cos'è?! Sostanzialmente è un vaso, contenitore o scatola dove si mettono dei bigliettini, uno per ogni libro letto con una citazione, un commento o una nota. Mi è piaciuto molto farlo perché altrimenti, tra social network e librerie digitali, si perde il contatto con quello che si è letto e amato. Tirando fuori i vari bigliettini e leggendoli, mi sono resa conto delle emozioni e dei pensieri che ogni libro mi ha suscitato e non sono mancati i sorrisi di compiacimento o le smorfie di disappunto. 
Nella mia book jar c'erano 44 bigliettini! Mi sono lamentata di continuo (e me ne scuso!) del poco tempo disponibile per leggere, soprattutto negli ultimi mesi, ma il bilancio invece è più positivo di quel che pensavo!

All'inizio dell'anno mi ero posta degli obiettivi abbastanza ambiziosi. Ve li metto qui, prima di iniziare a verificare come sono andata! Sia ben chiaro, non sono una patita delle challenges, una di quelle che se non le porta a termine si sente mancare, ma mi piace pormi degli obiettivi e vedere come sono andata. Durante l'anno non verifico mai a che punto sono, mi tengo la sorpresa per la fine dell'anno! Temeraria fino alla fine.


Libri quest'anno ne ho letti 44, quindi ampiamente sopra i 25 programmati. Avevo messo un numero basso perché all'inizio di questo 2016 lavoravo per un pazzoide e il tempo era tutto risucchiato dallo stare dietro alle millemila cose da fare. Quando a marzo il lavoro è finito, il tempo è diventato di più e ho recuperato un po'. Ma siccome non mi piace stare con le mani in mano, ho cercato e cercato fino a che ho trovato sulla mia strada il Servizio Civile (del quale sono felicissima!) e il tempo adesso è di nuovo poco, ma meglio così!
Classici ne ho letti 13. Un po' pochi rispetto alle mie abitudini, ma quasi tutti di qualità. Undici sono ante 1945, due no, ma per la loro popolarità e per il loro successo, si possono inserire a ragione tra i classici dell'ultimo secolo. 
Libri in inglese ne ho letti soltanto cinque. Avendo meno tempo a disposizione, preferisco leggere in italiano perché, ovviamente!, mi risulta più semplice e veloce. I libri che ho letto però mi sono piaciuti molto, anche perché sono andata abbastanza sul sicuro con titoli e autori che volevo leggere e che conoscevo.
Ho letto 28 nuovi autori. Leggere autori nuovi è una cosa che mi riesce abbastanza facile tutti gli anni, quindi non mi stupisce aver raggiunto questa cifra, anzi!, mi sarei stupita del contrario. A parte i miei punti fermi rappresentati da Paullina Simons e dai russi, per il resto mi piace sempre scoprire scritture nuove e storie assolutamente diverse!
Il mio scaffale è sempre in evoluzione, quindi ho letto soltanto 7 libri che avevo sullo scaffale a inizio anno. Gli altri li ho venduti o li ho scambiati, quindi non ci sono più. Scoprire AccioBooks quest'anno è stato una manna dal cielo che mi ha permesso di liberarmi di quei libri che proprio non mi ispiravano più (chissà come erano entrati nella mia libreria!?) e riceverne altri che invece desideravo. Il risultato? Uno scaffale più scarno, ma assolutamente più in linea con i miei gusti e le mie esigenze! 
Ho letto ben 20 libri scritti da donne e questa è una grande conquista! Non so perché, spessissimo, leggo uomini, ma le donne sono sempre scarse sul mio scaffale. Quest'anno la tendenza si è invertita. Sarà che ho maggior consapevolezza di me, sarà che i miei gusti mutano come le stagioni, sarà che avevo bisogno di storie diverse, fatto sta che il risultato mi soddisfa non poco!
Per quanto riguarda invece il mio ultimo proposito: leggere Ulisse di James Joyce, beh, non ce l'ho fatta. Ho iniziato due volte e due volte l'ho riposto sullo scaffale. Aggiungendoci anche il tentativo del 2015, sono a tre approcci con Joyce, tutti e tre falliti. A questo punto mi ritengo sconfitta e non intendo provarci più. Mi terrò il bel ricordo di Gente di Dublino, ma Ulisse no, grazie!

Arrivati alla fine di questa lunghissima carrellata, vi starete chiedendo qual è il libro dell'anno. Rullo di tamburi...

Oblomov di Ivan Goncarov è il libro del 2016!

E' stato difficile scegliere perché ci sono stati altri tre libri che mi hanno catturata in questo 2016: Educazione siberiana di Nicolai Lilin, Io prima di te di Jojo Moyes e Fisica della malinconia di Georgi Gospodinov. Avrebbero meritato tutti e quattro il gradino più alto del podio, ma so per certo che due autori del calibro di Gospodinov e Lilin saranno ben contenti di essere stati battuti da un cavallo di razza come Goncarov. E Jojo Moyes, beh, se ne farà una ragione! I russi non si possono battere, almeno non nel mio cuore.

Se non ricordate quanto fossi esaltata per questo romanzo, vi lascio la mia recensione così da rinfrescarvi la memoria, perché ho letto questo libro a gennaio, quindi è passato molto tempo, ho girato molte pagine e parlato di moltissimi altri libri.

Quest'anno non ci sarà un peggiore, non perché non ci sia effettivamente stato, ma perché mi sembra sciocco tornare a parlare di libri che non mi sono piaciuti. 

Detto questo, passiamo ai buoni propositi per il 2017.

Immagine presa su Pixabay.
Vorrei essere più presente in pagina e sul blog, raccontarvi e raccontarmi di più, riprendere in mano vecchie rubriche lasciate ad ammuffire in un angolino di questo blog e leggere. Leggere libri belli (possibilmente!) e qualche ciofeca perché senza i libri brutti non si possono apprezzare quelli belli. 
Vorrei continuare ad essere la persona che sono adesso, con un lavoro, anche se sottopagato, senza spade di Damocle sulla testa e piena di entusiasmo, con uno sguardo a quel futuro che vorrei e che spero non sia più così lontano.
Vorrei continuare a parlare di libri, tenere la mia book jar e scrivere. Scrivere di libri, di me, di vita e di progetti perché non voglio restare ferma, voglio muovermi e scoprire cose nuove.
Vorrei, finalmente!, andare al Salone del Libro, vivere quest'esperienza e rompervi le scatole con foto, impressioni e acquisti, facendovi salire l'invidia se non ci sarete (scusate, ma a me succede da anni di rosicare!) e incontrando chi di voi ci sarà.
Vorrei mettere su casa, o almeno cominciare a pensare di farlo. Vorrei che il bel periodo che sto vivendo non finisca mai. Vorrei che le persone che ho accanto restassero sempre e mi accompagnassero nel mio percorso di vita che mi sto costruendo.
Vorrei continuare a conoscere persone con la mia stessa passione, persone splendide come tutti voi che mi seguite e imparare sempre cose nuove seguendo i vostri consigli.

Concludo questo post infinito e vi ringrazio se siete arrivati in fondo: tante cose da dire, un sacco di confusione in testa e qualcosa che mi sarà sicuramente sfuggito! Io vi ringrazio virtualmente uno ad uno per il sostegno, i commenti e la comprensione. In questo ultimo anno, puntellato di sfighe e problemi, sono successe moltissime cose positive delle quali sono fiera e ho ricevuto da parte vostra molto appoggio e incoraggiamento. Non so come farei senza questo mio angolino, senza di voi che lo visitate e mi lasciate una parola. Vi ringrazio di cuore e vi do appuntamento al 2017, sperando e augurandovi un anno nuovo ricco di soddisfazioni e libri bellissimi!

venerdì 30 dicembre 2016

Snapshots #21.

Snapshots è una rubrica di recap mensile.

Salve lettori!
Lo so!, il mese non è ancora finito, ma siccome siamo a dicembre e a fine anno di solito scrivo un post tutto dedicato alle letture dell'anno che si conclude, ho pensato di pubblicare un giorno prima il post di recap mensile. 
E' stato un mese strano e molto impegnativo. Non ho avuto molto tempo per leggere, anche se alla fine ho letto tre libri e una graphic novel, e ho scritto poco sia in pagina sia sul blog, ma i nuovi ritmi di vita che ho adottato non mi lasciano più molto spazio. Le settimane volano senza vederle...
Tra servizio civile (che sta andando benissimo!), ripetizioni e attività extra-lavorative, le mie giornate sono piene come uova. Questo mi rende immensamente felice. E' un periodo bellissimo questo per me, mi sento bene, contenta, soddisfatta, utile per me stessa e per gli altri, e questo si riflette in un atteggiamento propositivo e aperto verso gli altri e verso le cose che devo fare. Insomma, è un buon momento che spero possa continuare ancora, ancora e ancora.
Ma passiamo ai preferiti del mese. Cercherò di essere breve e concisa, senza dimenticare nulla però!

Un libro.

Non potevo che scegliere Io prima di te di Jojo Moyes. Come ho già ampiamente spiegato nella recensione, ero molto restia a leggerlo, non pensavo potesse piacermi, ma poi mi sono lasciata convincere e mi dispiace non essermi lasciata convincere prima!
Un libro molto bello e intenso. Se non lo avete letto, buttatevi! Farà male, dannatamente male, ma ne vale la pena. Aspettate il momento giusto però perché non è un libro da leggere a cuor leggero, bisogna essere in un buon momento e non avere fretta. C'è chi, dopo anni, ancora non si è ripreso dallo strazio, e chi, come me, non hanno fatto trascorrere nemmeno ventiquattro ore tra la lettura di questo e l'inizio del seguito. Così, tanto per soffrire tutto in botto e poi non pensarci più!

Una copertina.

Avevo già intravisto questo volume in un paio di video su YouTube, ma l'altro giorno @bookishbrain (la trovate su Instagram) ha postato una bellissima immagine di questo libro e me ne sono innamorata.
Non so se è per la copertina (non questa in foto, ma quella orginale ormai introvabile) o per quello che contiene, ma il volume mi affascina e sarà uno dei miei prossimi acquisti su Wordery!
Voi ce l'avete? Vi piacerebbe averlo? Ditemi che, come sempre, sono molto curiosa!

Una canzone.

A dicembre posso non postare una canzona a tema natalizio? Ok, non sarò l'esempio perfetto di persona con lo spirito natalizio, ma sicuramente a Natale svesto i panni di Mercoledì Addams e mi vesto a festa pure io! Quindi via con le canzoncine natalizie!



Un film.

Dicembre è il mese Disney per eccellenza. I canali televisivi fanno a gara per programmare il maggior numero possibile di cartoni animati, film strappalacrime e quant'altro. E allora io spotto tutti i film Disney andati in onda questo mese. Dal classico Il gobbo di Notre Dame (visto la notte della vigilia con i miei!) al più recente Brave, passando per Mary Poppins, Alice e via dicendo. 
Una menzione a parte la merita Fantaghirò che, questo Natale, è andata in onda con una speciale maratona (che si ripeterà il primo gennaio). Per una nata alla fine degli anni '80, che Natale sarebbe senza Fantaghirò e il bel tenebroso Tarabas? No, ditemi!, che Natale sarebbe?!

Un booktuber.

Da quando ho preso a lavorare, non guardo più praticamente nulla su YouTube, non ne ho il tempo. Però vorrei menzionarvi la splendida iniziativa della mia amica e collega blogger Martina di Un buon libro e una tazza di the che quest'anno ha proposto l'iniziativa "I libri dell'avvento": una serie di video, uno al giorno, per accompagnarci al Natale con argomenti librosi e consigli. Se avete tempo, recuperate questi video perché sono molto belli!

Un articolo.

Mi ero segnata una serie di articoli e autori su un foglietto, ma l'ho perso. Mea culpa, scusate! E, onestamente, non mi ricordo cosa avevo segnato. Perciò niente articolo, solo un consiglio spassionato: se cercate brave penne, fate un salto da Duille e da Cristina, sempre che non lo abbiate già fatto!


Anche per questo mese io mi fermo qui. Spero di avervi dato qualche spunto interessante! Alla prossima!

P.S. i ringraziamenti e i propositi arriveranno nel post dedicato al bilancio annuale!

mercoledì 28 dicembre 2016

Panzerotta e Crocchetto, Ana Oncina.

Titolo: Panzerotta e Crocchetto.
Autore: Ana Oncina.
Casa Editrice: Bao Publishing.
Pagine: 128.


Trama: Panzerotta e Crocchetto è un fumetto amatissimo in Spagna, che racconta, semplicemente, le dinamiche della vita condivisa da una giovane coppia di innamorati. Solo che sono una crocchetta e un panzerotto. Tra serate pigre, il consueto rubarsi le coperte la notte, la scarsa voglia di socializzare dopo lunghe giornate di lavoro e la disputa garbata per decidere che animale domestico prendere in casa, questi due appetitosi innamorati vi conquisteranno, perché vi riconoscerete nel loro modo di essere. La giovanissima autrice Ana Oncina è ormai una celebrità nel suo paese e continua a raccontare le avventure di questa coppia che è un po' in ognuno di noi.



Volevo questa graphic novel da quando ho visto l'anteprima della copertina mesi fa perché, in fondo, sapevo avrebbe parlato di me. Ogni coppia si riconosce almeno un po' nelle avventure di Panzerotta e Crocchetto, nella vita di coppia, nel rubarsi le coperte, nell'amore o odio per l'animale domestico, nella vita sociale e via dicendo...

Il libro si legge in una mezz'oretta e, forse, è un po' poco visto i 15 euro di prezzo di copertina (io l'ho pagato il 15% in meno visto che era in sconto su InMondadori, ma comunque tanto), ma mi sono ritrovata più di una volta a ridere da sola mentre i miei mi fissavano preoccupati e con un mega punto interrogativo stampato in fronte!

Mi sono rivista in più di una scena, in più di una frase o di un episodio. Panzerotta e Crocchetto sono una giovane coppia che cerca di costruirsi una vita insieme tra lavori, impegni e difficoltà, con ironia e tanto amore.
Le tavole sono bellissime nella loro semplicità e fanno tornare alla mente episodi e ricordi.

L'ho letto da sola, in soggiorno, ma non vedo l'ora di poterlo leggere in compagnia del mio ragazzo. Sarà divertentissimo, ne sono sicura! E' una piccola chicca da gustare da soli o in coppia, per sani momenti di divertimento!
Ora aspetto con ansia gli altri volumi (dovrebbero essere cinque, mi confermate?) perché voglio tanto sapere cosa succederà a questo panzerotto e a questa crocchetta che tanto assomigliano alle coppie normali, anche alla mia!

Voi l'avete letto? Vi è piaciuto? Lo vorreste acquistare? 
Io ve lo consiglio, nonostante ci siano alcune critiche negative, soprattutto legate al costo elevato e alla brevità del volume. Non sono una grande esperta di graphic novel, ma penso che questo sia un buon prodotto, originale e divertente. Una possibilità a questa giovane autrice, mia coscritta, io l'ho data. E voi?

martedì 27 dicembre 2016

Dopo di te, Jojo Moyes.

Titolo: Dopo di te.
Autore: Jojo Moyes.
Casa Editrice: Mondadori.
Pagine: 382.


Trama:"Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante... C'è fame in te, Clark. C'è audacia. L'hai soltanto sepolta, come fa la gran parte della gente. Vivi bene. Semplicemente, vivi!"
Dopo di te è il seguito di Io prima di te, il romanzo di Jojo Moyes che continua a commuovere milioni di lettori. 
Quando finisce una storia, ne inizia un'altra. Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l'hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita. A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare. Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com'è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo. Questo romanzo appassionante e mai scontato è l'attesissimo seguito del bestseller internazionale Io prima di te. Jojo Moyes ha deciso di scriverlo dopo che per tre anni è stata letteralmente sommersa dalle lettere e dalle e-mail di lettori che le chiedevano che fine avesse fatto l'indimenticabile protagonista Lou. 


Che dire, volevo farmi del male. Non mi era bastato ritrovarmi il cuore in mille pezzi dopo la lettura di Io prima di te (trovate la recensione qui), quindi senza indugi ho letto anche il seguito. Dopo anni c'è chi ancora non si è ripreso dalla morte di Will. E io cosa ho fatto?! Ho voluto scoprire subito cosa è successo dopo. Proprio non ce la facevo a restare in sospeso, a non sapere. 
Lo ammetto, per la prima metà del romanzo mi sono annoiata perché l'ho trovato molto artificioso, abbastanza surreale e ricco di espedienti letterari vendi-copia, poi però nella seconda parte tutto ha preso una piega diversa e mi è piaciuto. Non quanto il primo, ma mi è piaciuto. Certo, il finale me lo aspettavo diverso. Di solito questo genere di romanzo finisce con un lieto fine alla Cenerentola, invece qui il lieto fine ha una piega più femminista e auto-realizzante, ma ci sta tutto!

E' molto difficile esprimere quel che penso senza fare spoiler, ma per rispetto di chi ancora non ha letto il seguito (e so che molte ragazze ancora non hanno avuto il coraggio di affrontare questo romanzo) cercherò di fare il possibile.
Allora, come ho già detto, inizialmente l'ho trovato molto artificioso: la comparsa di una persona del passato di Will l'ho trovato un espediente letterario troppo tirato e assolutamente già visto. Tra Lou e questa persona si instaura un tira e molla di avvenimenti e parole che, sinceramente, dura un po' troppo. Solo con l'entrata in scena del figaccione di turno (che, in tutta onestà, mi ha ricordato il mio cuginone, ma non diciamoglielo!) il romanzo si è rivitalizzato e la storia ha cominciato a prendere una piega un pizzico più interessante. 
La Lou di questo seguito è depressa, triste, spenta, persa e avrei tanto voluto prenderla e darle una bella scrollata! Insomma!, con tutto quello che Will le ha dato in termini di ricordi e materiali una dovrebbe almeno sforzarsi di essere se stessa, e invece nulla, fino all'arrivo della persona misteriosa e del figaccione; perché sì!, puoi essere giù quando vuoi, ma quando nella tua vita entrano due tornado, come fai a restare chiusa nella tua bolla di tristezza e commiserazione? Non puoi, e quindi un po' alla volta ti schiudi di nuovo.
Come detto, il finale è da favola per tutti i protagonisti, vecchi e nuovi, lascia uno spiraglio aperto per un terzo volume (e arriverà!, credetemi), ma non è assolutamente da principessa salvata dal principe azzurro, Più che un finale da Cenerentola è un finale alla Brave, dove l'eroina non si fa salvare, ma si alza da sola e si realizza. Un'ottima scelta, soprattutto se penso alle ragazzine che, forse, leggendo questo romanzo possono capire che non siamo più ai tempi della Austen, che le donne possono stare bene da sole e che, anche se hanno un uomo al loro fianco, non necessitano di protezione e non si realizzano se il loro uomo si realizza, ma se la realizzazione è la loro. 

Un romanzo bello, intenso, ma meno del primo, con molti colpi di scena e un insegnamento importante: ogni ragazza può essere ciò che vuole, nulla può più contrapporsi tra un sogno e la sua realizzazione. Se poi al suo fianco c'è pure un bel figaccione, ancora meglio!

domenica 18 dicembre 2016

Io prima di te, Jojo Moyes.

Titolo: Io prima di te.
Autore: Jojo Moyes.
Casa Editrice: Mondadori.
Pagine: 391.

Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.


Non lo volevo leggere. Volevo stare alla larga da uno dei libri più chiacchierati degli ultimi anni, volevo stare lontana da un libro così prepotentemente doloroso e strappalacrime, volevo evitare di essere coinvolta emotivamente da questo romanzo. Poi ho ceduto. Un po' per curiosità, un po' per far contenta un'amica che continuava a consigliarmelo. Ho iniziato a leggerlo ripromettendomi di non farmi coinvolgere, ben conscia dell'impatto emotivo che una storia del genere poteva avere e assolutamente consapevole della trama. Insomma, tutto faceva supporre che avrei potuto leggere il romanzo senza conseguenze. E' stato così per 380 pagine, ma le ultime 10 mi hanno devastata, facendo cadere, anzi precipitare, quel misero castello di carte che mi ero costruita attorno come barriera. Non c'è l'ho fatta!, come mille altre lettrici prima di me, sono stata risucchiata e stritolata dalla storia di Will e Lou e non ne sono uscita indenne.
La mia mamma me lo aveva detto "Ti piacerà!", e io a ripetermi mentalmente che "Sì!, sarà pur un bel romanzo, ma con tutto quello che leggo, non sarà un romanzo d'amore a sconvolgermi. Conosco le dinamiche, la storia e i possibili sviluppi". Vero. Non ci sono stati sviluppi nel libro che mi abbiano sorpresa, ma ci sono state alcune parole, piccole frasi, sussurrate e appena percettibili, che mi hanno fatta sciogliere come una scolaretta alla sua prima cotta. 
Eccomi qui, mi chiamo Antonella, ho 27 anni e sono l'ennesima "vittima" di Jojo Moyes e delle sue storie strappalacrime, strappacuore e stritola anima. E ne sono orgogliosa.

Credo sia umanamente impossibile non farsi coinvolgere emotivamente dalle parole in questo romanzo. Ribadisco parole perché la storia in sé non è del tutto nuova, ma il modo in cui viene raccontata, i dialoghi e l'epilogo la rendono unica nel suo genere. Nella storia di Will e Lou, a fare la differenza non sono luoghi e colori, ma parole, lettere e opinioni. E questo rende il tutto molto accattivante, coinvolgente e dannatamente difficile da sopportare per chi non ha nervi d'acciaio. Chi non è dotato di super-poteri negativi e prova almeno un briciolo di empatia per gli altri (come il buon vecchio Gospodinov mi ha insegnato) non può restare indifferente, non può girarsi dall'altra parte e a stento trattiene le lacrime (giuro che non ho pianto!, ma c'è mancato pochissimo). 

La cosa più difficile da digerire di questo romanzo è il realismo. Tutto è reale, ricorda qualcuno o un fatto che ci ha toccato da vicino, nulla è falso o troppo costruito. La malattia, l'amore, la famiglia, la morte. Tutto è così vero da rendere il romanzo un racconto di vita come pochi. 

In poche righe, credo sia evidente il mio cambio d'opinione sul romanzo e sono a dir poco dispiaciuta di non aver ceduto prima. Ora non vedo l'ora di leggere il seguito, sperando che il mio cuore a pezzettini non venga ulteriormente messo alla prova (cosa che temo succederà). 
Aspetto di conoscere le vostre impressioni e, sono sicura, la maggior parte di voi avrà letto questo romanzo. Vi prego di non spoilerarmi il seguito perché voglio soffrire per conto mio, sola, rannicchiata in un angolino del divano!

mercoledì 14 dicembre 2016

Caduta libera, Nicolai Lilin.

Titolo: Caduta libera.
Autore: Nicolai Lilin.
Casa Editrice: Einaudi.
Pagine: 323.

Trama: Nel settembre dell'anno 1999 la Federazione Russa annuncia ufficialmente l'inizio della seconda operazione antiterroristica nel territorio della Repubblica Federativa della Cecenia e nella zone confinanti con il Caucaso del Nord. Lilin racconta quello che hanno vissuto i giovani dell'esercito russo in quel periodo, durante il loro servizio militare obbligatorio; e quello che hanno vissuto i civili, mentre nella loro terra operavano due eserciti nemici. L'autore di "Educazione siberiana" narra in presa diretta la vera faccia della guerra, quella che non si vede nei film, nei documentari, e che si vede solo a tratti nei reportage giornalistici o nei racconti degli osservatori di pace e dei difensori dei diritti umani. Racconta tutto in modo tale da permettere a ogni lettore di vivere i momenti della guerra, di attraversarla a fianco dei soldati, di sentirne l'oscenità sulla propria pelle. Mostrandone soprattutto le contraddizioni. Un libro che vuole essere apolitico, neutrale; che racconta la guerra, la vita e la morte, le ingiustizie, gli orrori e gli atti di onestà così come apparivano nella vita di ogni giorno in Cecenia; che descrive le sensazioni, la perdita dell'equilibrio, i cambiamenti dell'essere umano che avvengono nel caos, oltre i limiti dell'etica e della morale. Non un saggio storico, ma un romanzo costruito su particolari veri, con vite vere. 


Se avete letto la mia recensione di Educazione siberiana, potete capire quanto volessi leggere anche il secondo capitolo della trilogia. Ci ho messo molti giorni perché il tempo libero è sempre meno, ma ne è valsa la pena!
Anche il secondo volume della trilogia siberiana è un concentrato di vita (in guerra), di persone e di emozioni. Il lettore si trova a marciare al fianco dei soldati, a soffrire con loro durante un attacco e a sparare all'impazzata contro i nemici. Il livello di coinvolgimento è altissimo.

A dispetto di quello che si potrebbe pensare, Lilin non scrive un libro politico, anzi!, racconta con naturalezza e semplicità quello che accadeva in guerra, senza mezzi termini e giri di parole, ma non con gli occhi di chi stava a Mosca sorseggiando tè nero, bensì con quelli di chi la guerra in Cecenia l'ha vissuta e sofferta sulla propria pelle. Questo rende il romanzo coinvolgente e unico nel suo genere, personale e fin troppo reale.

Ammetto che, per gli argomenti trattati, ho preferito Educazione siberiana a Caduta libera, ma solo perché leggere certi passaggi non lascia indifferenti e sconvolge un pochino. Ora non vedo l'ora di procurarmi anche il terzo volume e completare la lettura della trilogia (cosa che accadrà nel 2017 ormai).
Io non so se avete mai letto Lilin, se è il vostro genere o meno, ma io ve lo consiglio. Ne vale sicuramente la pena, se non altro perché racconta la vita vera, quella che i telegiornali e i giornali infarciscono di troppa retorica e poco buonsenso. Non c'è che da imparare dalle pagine scritte da Lilin e la lettura non serve un po' anche a questo? Tuffatevi! Potreste sentirvi persi leggendo certe vicende, ma Lilin vi terrà per mano e vi guiderà per strade poco battute, ma che nascondono un grande fascino e molto potenziale!

sabato 3 dicembre 2016

Snapshots #20.

Snapshots è una rubrica di recap mensile.
Salve lettori!
Eccomi qui con qualche giorno di ritardo a scrivere il post sui preferiti di novembre. Volevo scriverlo ancora martedì scorso, così da essere pronta per l'ultimo giorno del mese, ma poi gli impegni di lavoro mi hanno impedito di tener fede al mio proposito (perché sì!, anche se ti dicono che non lo è, il Servizio Civile è a tutti gli effetti un lavoro, fatto di orari, riunioni ed imprevisti). Volevo scriverlo ieri, ma poi mi sono persa dietro ad altre faccende. Stamattina, mentre i primi biscotti natalizi si cuociono in forno, recupero quello che avrei dovuto fare già alcuni giorni fa.

Il mese di novembre è stato pieno di novità, scoperte e nuovi inizi. Sono stata risucchiata dalla mia nuova quotidianità ed il tempo per occuparmi delle mie cose, letture e blog compresi, è diminuito notevolmente. Non starò di nuovo a raccontarvi cosa mi è successo ultimamente perché ve ne ho già ampiamente parlato nei post di aggiornamenti casuali, se ve li siete persi potete recuperarli qui

Ora passiamo ai preferiti del mese, sperando di non fare un poema anche questa volta.

Un libro.

A novembre ho letto poco rispetto ai miei standard: due soli libri. Entrambi mi sono piaciuti molto e mi hanno dato tantissimo, ma ho deciso di scegliere come libro del mese Educazione siberiana di Nicolai Lilin perché è un libro incredibile che mi ha trasmesso molte emozioni. 
A novembre è stata l'unica recensione che ho scritto, quindi per le chiacchiere vi rimando al post relativo, senza ripetermi.
Quello che vorrei sapere invece da voi è se lo avete letto e come lo avete trovato. Ho sentito pareri contrastanti su questo romanzo e, in tutta onestà, mi è difficile capire come non si possa almeno apprezzare un pizzico questa storia di vita.

Una copertina.

Ho visto questa copertina su Instagram e, sebbene io non abbia la benché minima idea del contenuto di questo volume, ho deciso che devo averlo.
Sapete dirmi qualcosa di questo libro? Perché va bene invaghirsi di una copertina e tutto, ma almeno sapere cosa si andrà a comprare non è male. Insomma, va bene la famosa frase "Shut up and take my money", ma fino ad un certo punto.
Venitemi in soccorso e datemi qualche informazione in più su questo libro. Grazie!

Una canzone.

Questo mese ho la canzone! Anzi!, ho un'artista. Lo so, lo so, non credete a quello che state leggendo, ma è la verità. Dopo mesi, finalmente, sono uscita da quel tunnel di buio senza novità ed ho scoperto lei: Oonagh. Non capisco quasi niente di quello che canta perché è un'artista tedesca, ma mi piace moltissimo. Gli accordi, le atmosfere dei suoi video, le tonalità, tutto mi piace e mi mette in un mood positivo e sereno. Quindi oggi vi regalo una delle sue canzoni.


Un film.

Il mese scorso vi avevo citato tre film, questo mese non vi cito un film, ma un film-tv, ovvero La classe degli asini. Lo hanno trasmesso in prima serata su RaiUno e, ammetto, inizialmente ero un po' scettica, ma a casa mia avevano deciso di vedere quello e io di conseguenza. Ok, non si tratta di un capolavoro e molte cose possono essere contestate, ma la storia in sé mi è piaciuta e credo che il messaggio fosse forte e chiaro. Voi lo avete visto?


Questa volta mi fermo qui: niente booktuber e niente articolo del mese. Non ho avuto molto tempo né per seguire la comunità di BookTube e nemmeno per leggere le bellissime cose che i miei colleghi blogger e/o testate giornalistiche online scrivono. Praticamente sono rimasta ai margini del mondo virtuale per quasi tutto il mese. Spero con tutto il cuore di recuperare a dicembre, anche perché ho visto in giro alcune belle iniziative natalizie e alcuni progetti che vorrei scoprire maggiormente.
E voi cosa mi dite? Quali sono stati i vostri preferiti del mese? Alla prossima!