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mercoledì 18 marzo 2015

Tempesta, Lilli Gruber.

Titolo: Tempesta.
Autore: Lilli Gruber.
Casa Editrice: Rizzoli.
Pagine: 385.

Trama: “Mi chiamo Hella, Hella Rizzolli, e la mia voce viene dal passato.” Quel passato è il 1941, in un’Europa in cui il nazismo dilaga vittorioso assoggettando un Paese dopo l’altro. Hella crede ancora nel Führer, ma lui le sta strappando ciò che ha di più prezioso: Wastl, il suo fidanzato, che parte per il fronte dopo un’ultima settimana d’amore a Berlino. Sul treno che riporta Hella a casa c’è anche un giovane falsario, Karl, che in fuga da una Germania ormai troppo pericolosa per i nemici del regime ha deciso di rifugiarsi in Sudtirolo. Ma nemmeno quella terra chiusa tra le montagne è al sicuro dalle tempeste della storia: nei quattro anni successivi, che devasteranno il mondo, l’orrore del nazismo e la realtà della guerra arrivano anche qui, culminando nell'occupazione da parte dei tedeschi nel 1943. Hella e la sua famiglia sono costretti ad abbandonare le loro illusioni, e Karl a confrontarsi con il Male. In questo nuovo episodio della storia della sua Heimat e della sua famiglia, cominciata con Eredità, Lilli Gruber riprende le fila della vita di Hella, la sua prozia, per seguirla attraverso gli anni cruciali della Seconda guerra mondiale: dall'apertura del fronte orientale alla lunga campagna italiana degli Alleati. Un viaggio della memoria e dell’immaginazione che combina ricerca, interviste e avvincente fiction, costruendo un libro che ha il respiro della grande Storia e il passo della narrativa d’avventura. Nella parabola di Hella e di Karl si disegna la tragedia di un popolo, quello sudtirolese, e di un intero continente, intrappolati tra due regimi sanguinari e prigionieri di un dilemma: salvarsi la vita, o salvarsi l’anima?




Tempesta è il secondo capitolo della saga che Lilli Gruber ha scritto sulla sua famiglia e sulla sua Heimat. Ho sempre apprezzato il lavoro della Gruber giornalista, ma da quando ho scoperto la Gruber scrittrice con questi romanzi, la apprezzo anche in veste di narratrice.
Il libro non è un romanzo, non è un saggio, non è un racconto, ma è tutte e tre queste cose insieme. E' un romanzo perché narra di persone realmente esiste, dei loro sentimenti e delle loto vite; è un saggio perché la parte storica è curatissima, a tratti didattica, per permettere a tutti di entrare nel profondo di tutti gli intricati avvenimenti che hanno segnato la storia europea e italiana; è un racconto perché alla narrazione dei tempi di guerra, la Gruber alterna capitoli nei quali riporta le interviste fatte a chi la Guerra l'ha vissuta e combattuta.
Tempesta è un libro complesso, importante, storico, ma davvero ben curato.

Lilli Gruber riprende la narrazione da dove si era fermata nel primo capitolo della saga (Eredità). Se nel primo libro l'attenzione era focalizzata sugli avvenimenti dell'intera famiglia, ancora tutta riunita a Pinzon, nel periodo della Prima Guerra Mondiale fino ai primi anni '30, ora, nel secondo capitolo, l'attenzione è concentrata su Hella, la prozia della Gruber, sulla sua vita, i suoi valori, le sue vittorie e le sue sconfitte. Hella è una donna decisa, convinta, votata alla causa ariana, ma costretta dagli eventi a ricredersi e a tornare sui suoi passi. La Storia insegna ad Hella una dura verità che la sconvolge come donna, come figlia e come sorella.

Ammetto che nel primo libro Hella non mi stava molto simpatica. In Tempesta mi è piaciuta di più, anche se il suo credere fermamente nel nazismo ad un certo punto era abbastanza fastidioso davanti a certi avvenimenti storici che avevano fatto vacillare nelle loro convinzioni persino le cariche del partito. Dopo la morte (presunta, perché il corpo non fu mai trovato) di Wastl, Hella cambia. E' una donna distrutta, diversa, vuota, divorata da una perdita che non riesce ad elaborare e che la porta al tragico finale. (Non vi dico come va a finire sennò farei uno spoiler epocale!)

Alle vicende della famiglia Rizzolli-Tiefenthaler (si scriverà così poi?) si mescolano quelle di Karl, giovane falsario berlinese, scappato da Berlino a causa della sua fede comunista. Messosi in salvo in Sudtirolo, Karl viene presto rintracciato e si ritroverà, suo malgrado, a falsificare carte e documenti per il fratellastro Oskar, ufficiale nazista, in un susseguirsi di scambi di identità, fughe, viaggi e colpi di scena.

Il libro è bello, merita, se non altro per La Storia nella storia, ovvero il capitolo finale che la Gruber ci regala e che racconta al lettore gli ultimi atti del secondo conflitto mondiale visti con gli occhi dei sudtirolesi. Io vi consiglio di leggere il libro, ovviamente leggete prima Eredità! Vi lascio un brevissimo estratto dal capitolo finale:

Nella grande partita a scacchi per il destino dell'Europa, questo pezzetto di terra non conta molto. il 13 aprile 1945 i russi hanno preso Vienna. L'Armata Rossa abbevera i suoi cavalli alle antiche fontane nel cuore del Vecchio Continente. I comunisti vincitori fanno più paura dei nazisti sconfitti. E la frontiera alpina del Brennero è una difesa naturale a cui gli americani non possono rinunciare. A dispetto di Woodrow Wilson e del diritto dei popoli all'autodeterminazione, sanno benissimo che l'Italia è strategica. Deve restare sotto l'influenza occidentale. Non è il caso di ridiscutere le sue frontiere. Il Tirolo, diviso dopo la Prima Guerra Mondiale, non verrà riunito dalla Seconda. E pochi anni dopo il sangue ricomincerà a scorrere. Ma questo è un altro capitolo della nostra storia. 

Spero di avervi incuriositi almeno un pochino. Se avete letto anche voi questi libri, fatemi sapere cosa ne pensate. Alla prossima!

venerdì 23 gennaio 2015

A letto con il nemico, Angela D'Angelo.

Titolo: A letto con il nemico.
Autore: Angela D'Angelo.
Formato: E-book.
Pagine: 129.
 
Trama: Cristina De Santis è una donna pratica ed equilibrata, ma quando segue le partite della Stars Roma, la squadra di pallacanestro in cui gioca suo fratello Edoardo, si trasforma in una sostenitrice appassionata, aggressiva e sanguigna. Soprattutto con gli avversari arroganti, presuntuosi e un po’ duri. Come Nicola Zanini, capitano della squadra rivale e nemico storico di Edoardo: sguardo magnetico e un fisico che toglie il fiato più di una pallonata allo stomaco. La rivalità tra i due uomini non ferma Nico, che inizia a fare una corte spietata a Cristina. Con lui, lei ritroverà se stessa, anche se sarà difficile abbandonarsi completamente. Una donna che ha già visto fallire i propri sogni può fidarsi di un uomo? A maggior ragione se è il nemico? Quando l’attrazione diventa incontrollabile, la passione supera qualsiasi rivalità sul campo. Un romanzo coinvolgente ed eccitante come una finale. Un canestro vincente all’ultimo tiro, un incontro che vi terrà incollati e con il fiato sospeso, in cui l’arbitro è soltanto il cuore.
 
 
Anche questa volta mi sento di premettere che ho ricevuto il libro dall'autrice, dopo averla contattata per un'intervista (che deve ancora uscire, ma che uscirà presto).
Visto che in questo periodo non ho molto tempo per leggere, ricevere questo breve romanzo è stata una fortuna, nel senso che ho potuto leggerlo in poco tempo e senza fatica. Infatti è scritto molto bene, in modo fluido e dinamico.
I protagonisti della storia non sono i classici "figoni" dei libri della James o simili, bensì sono sportivi (e sì!, il termine "sportivo" si porta dietro tutte le implicazioni del caso: addominali da dio greco, prestanza fisica e tutto il resto). E nemmeno le protagoniste sono le solite bellissime e inconsapevoli di esserlo, ecc...Sono donne normali, belle sì!, ma con le loro paure e insicurezze e i loro sentimenti.
Già questo discostarsi di tutti i protagonisti (femminili e maschili) dai soliti stereotipi mi ha ben disposta verso la storia. 
Il fatto poi che non ci fosse lo stra-usato triangolo amoroso mi ha ancor di più convinta che non avrei letto la solita storiella.
 
La vicenda è molto semplice, lineare e scorrevole.  I fatti sono ben suddivisi e nulla è lasciato in sospeso. Le "incriminate" scene di sesso non sono né volgari né numerose, quindi i benpensanti non troveranno nulla da recriminare, mi dispiace!

Cristina e Nicola sono una bella coppia, ben assortita e che non permette al lettore di annoiarsi. E poi, direi che Nicola può tranquillamente sostituirsi a Mr. Grey: va bene l'uomo bello e rampante, ma vogliamo mettere il pirata in sella ad una bella moto?!

Mi fermo qui, altrimenti rischierei di svelare troppo. Vi do appuntamento tra alcuni giorni quando uscirà l'intervista all'autrice. A presto!