lunedì 27 marzo 2017

Alice nel Paese delle Meraviglie - Attraverso lo Specchio, Lewis Carroll.

Titolo: Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie - Attraverso lo Specchio.
Autore: Lewis Carroll.
Casa Editrice: Mondadori.
Pagine: 344.


Alice.
Alice la Matta.
Alice la Matta che vive avventure fantastiche in compagnia di amici improbabili.
Alice a cui nessuno ha insegnato che non si accettano bevande o dolcetti dagli sconosciuti.
Alice che beve e mangia cose trovate per caso.
Alice, lo Stregatto, il Cappellaio, il Brucaliffo e tutti gli altri.
Alice e la Regina Rossa.
Alice si sveglia, nessuno le crede.
Alice attraversa lo specchio.
Alice incontra altri personaggi strani.
Alice vive altre avventure fantastiche (ed improbabili).
Alice torna alla realtà.

Insomma, un bel potpourri di personaggi, situazioni e accadimenti improbabili, nel segno del nonsense più spinto.
Avevo letto Carroll alle superiori. In estate ci era stata assegnata la lettura di Alice nel Paese delle Meraviglie per le vacanze, ma in versione ridotta e in lingua. Ne conservavo un ricordo sbiadito e volevo recuperare da tempo, ma continuavo a tergiversare. Alla fine però il mio affetto per i personaggi della mia infanzia prima e dei film di Burton poi mi ha convinta a buttarmi in questa lettura assolutamente fuori dalla mia comfort zone.
Devo ammettere che sono rimasta un pizzico delusa. Sapevo che il libro era profondamente diverso dai suoi adattamenti, ma non pensavo così tanto e un po' mi è dispiaciuto. Non ho ritrovato tutte quelle situazioni che mi hanno fatto amare cartone animato e film. Ovviamente, la mia testolina da lettrice sa che prima si dovrebbe leggere il libro e poi vedere gli adattamenti, quindi incasso il colpo e non mi lamento perché me la sono un po' cercata.

Certo è che Carroll (tralasciando dicerie, verità e chiacchiere) ha scritto un capolavoro del nonsense. Non so chi altri prima di lui potrei citare, ma dopo di lui non se ne possono certo citare tanti davvero di rilievo. Quindi sono più che convinta che questo classico vada letto, se non altro per poterne parlare in modo dubbioso e breve come ho fatto io.

E voi avete letto questo famosissimo libro? Vi è piaciuto? Lasciatemi un commento e raccontatemi la vostra esperienza con il nonsense!

martedì 21 marzo 2017

Random Updates. #6

Rubrica a cadenza casuale per aggiornamenti a caso.
Salve lettori!
Finalmente sono riuscita a trovare il tempo per scrivere un post di aggiornamento! Ho scoperto che questo genere di post vi piace molto, quindi eccomi qui a raccontarvi qualcosa di nuovo sulla mia quotidianità.
Dato che è quasi un mese che non scrivo un articolo come questo, le cose da dirvi sono moltissime, perciò evito di perdermi in chiacchiere inutili e parto subito con la prima big news!

Quest'anno sarò a Torino per il Salone del Libro! Ancora non ci credo!, ma sono riuscita ad organizzare tutto, prendere i biglietti del treno a prezzi stracciati, prenotare un alloggio che, almeno da internet, sembra bellissimo e trovare chi mi accompagna! Non potete immaginare la mia gioia dopo anni di sterminata invidia per chi ci andava. Resterò a Torino per tre giorni, quindi se qualcuno di voi sarà al Salone me lo dica perché mi farebbe piacere incontrare di persona chi mi segue sempre. Ah!, ovviamente ho già iniziato a stilare una lista di libri che vorrei, sebbene io stia cercando di contenermi!

Detto questo, passo a chiedervi consiglio. Come vi avevo già accennato nell'ultimo post di aggiornamento, ho iniziato a scrivere. Non scrivo ogni giorno e, anzi!, seguo moltissimo l'estro, quindi passano settimane senza che io scriva nulla, ma sono alla ricerca di qualche buon esercizio pratico per implementare le mie capacità di storytelling e scrittura creativa. E qui entrate in gioco voi...vorrei sapere se conoscete esercizi, manuali, siti o altro che possano aiutarmi in questo. Ve ne sarei grata!
Seguendo la mia nuova passione da scribacchina, vorrei anche ripartire con il bullet journal. Mi ero già approcciata a questo metodo e mi ero trovata abbastanza bene (ve ne avevo parlato su Instagram e Facebook), ma l'avevo impostato in maniera troppo restrittiva e complicata, così che, dopo soli tre mesi, avevo abbandonato il progetto. Ora, lavorando, mi sono accorta di quanto io organizzi mentalmente tutto ciò che ho da fare proprio seguendo lo schema del bullet journal, quindi vorrei ritentare, impostandolo in modo più semplice e diretto. So che moltissime ragazze, soprattutto blogger, utilizzano questo sistema e personalmente mi sento di consigliarlo, anche se il mio primo tentativo è andato a vuoto.

In quanto a letture, nell'ultimo mese ho terminato I fratelli Karamazov, La libreria dei nuovi inizi e Una storia comune. Due classici russi e una favola moderna, non male visto che continuo a lamentarmi di non avere tempo per leggere! Ho anche letto un saggio intitolato Istruzioni per ragazze smart, che mi ha deluso non poco e che ho recensito soltanto su Goodreads. Al momento sto leggendo Alice attraverso lo specchio di Lewis Carroll e credo ve ne parlerò a breve!

In questo post non vi ho praticamente parlato del Servizio Civile, magari lo farò la prossima volta. Mi premeva soprattutto mandare un segnale di fumo per farvi sapere che ci sono, sto bene, ma sono dannatamente impegnata e incasinata!
Se vi va raccontatemi le vostre novità e lasciate un commento qui sotto!

venerdì 10 marzo 2017

Una storia comune, Ivan Gončarov.

Titolo: Una storia comune.
Autore: Ivan Gončarov.
Casa Editrice: Fazi Editore.
Pagine: 426.


Trama: Una storia comune racconta le vicende di Aleksandr Aduev, un giovane romantico e sognatore che si trasferisce dalla provincia, dove la madre lo ha sempre coccolato, a San Pietroburgo a casa dello zio Pjotr, un pragmatico capitalista sposato con Lizaveta Aleksandrovna, una bellissima donna molto più giovane. Aleksandr crede nell'amore eterno, nell'amicizia indissolubile e soprattutto si reputa un grande poeta. Lo zio, uno dei caratteri più indimenticabili della letteratura di sempre, cerca di orientarlo verso una visione più realistica della vita.Il romanzo è una vicenda umoristica travolgente, una narrazione serrata intorno allo scontro di due mondi che sembrano in apparenza irriducibili. Il registro di Gončarov è la comicità: un’intelligenza che nasce da Puškin e continua in Gogol’ e negli altri grandi del suo tempo. Gončarov è il maestro di una verità che spesso dimentichiamo: la vita deve continuare a nutrirci con qualcosa di intangibile, qualcosa che soltanto il riso sa conservare nell'assurda idiozia delle nostre azioni. Scritto in prosa e versi e pubblicato nel 1847, è il primo libro di una trilogia (a cui seguono il celebre Oblomov e Il burrone). Dimenticato per oltre un secolo a causa della sua mancanza di impegno politico e sociale, il libro viene oggi riscoperto come un grande capolavoro della letteratura russa dell’Ottocento, al pari dei grandi Tolstoj, Dostoevskij, Leskov e Gogol’.


Un altro romanzo russo. Un'altra recensione entusiasta. Un altro consiglio di lettura fuori dagli schemi. Lo so, sto diventando monotona: leggo sempre più russi e continuo a invitarvi a leggerli. Voi ormai non ne potete più, ma che fare se è questo il genere che prediligo?! 
Questo romanzo lo volevo da quando è stato pubblicato dalla Fazi perché avevo letteralmente adorato Oblomov (miglior libro nel 2016 per me) e quindi non potevo fare a meno di questo. Gončarov è un autore sicuramente meno conosciuto rispetto ai "soliti" Dostoevskij e Tolstoj, ma la potenza della sua narrazione lo fa entrare di diritto nei miei autori preferiti. Certo, Gončarov scrisse più nel registro comico che non in quello impegnato degli altri autori, ma i quadri che sa dipingere con le sue descrizioni sono eccezionali. I ricchi appaiono oziosi, avidi o vuoti, i servi sono delle vere e proprie macchiette e tutto quando assume le tonalità pastello di un paesaggio da cartolina tra il sognante e il tragico.

Non starò qui a raccontarvi di Aleksandr Aduev, il sognatore, il protagonista, una specie di Peter Pan che non vuole adattarsi alla vita, ma che preferisce vivere nel suo mondo ovattato finché può, perché poi cambia, caspita se cambia!, e non di certo in meglio. Vorrei invece parlarvi di un paragone che mi è venuto in mente così, un pochino per caso, riflettendo sull'interezza del romanzo. Forse sarà una visione azzardata che va contro tutte le belle parole degli studiosi competenti e preparati, ma io ve la spiego lo stesso.

Illustrated by Ronald Searle, in Life Magazine, 1960.
Secondo me, il protagonista vero del libro è lo zio Pjotr, un Mr Scrooge tutto russo, attaccatissimo al denaro e dimentico degli affetti umani. Lo incontriamo una prima volta quando Aleksandr arriva a San Pietroburgo e lo vediamo non accettare nemmeno un abbraccio dal nipote ventenne, sprovveduto e avvezzo a vivere nella bambagia. Nel corso della narrazione, ogni momento è buono per questo Scrooge pietroburghese per disprezzare amore, amicizia e famiglia e riversare la propria attenzione sul vile metallo. Gli unici pensieri buoni di zio Pjotr sono per la fabbrica, per il circolo e per chi può fargli guadagnare qualcosa. Mal sopporta i tormenti amorosi del nipote che, per otto anni vive vicino a lui e con lui si confida. Deride ogni tentativo del giovane Aleksandr di sperare in una vita o in una fortuna migliore, non attaccata al denaro e al profitto. Denigra ogni aspirazione letteraria del nipote e lo critica ogni qualvolta che qualcuno gli soffia la promozione da sotto il naso. Non ama ascoltare le chiacchiere della moglie, sposata più per consuetudine che per affetto (non userò la parola amore perché in tutto il libro zio Pjotr la usa solo in modo dispregiativo). Insomma, un bel personaggio tutto preso dal denaro e per nulla attento a ciò che davvero può contare nella vita per un animo giovane come quello del nipote o quello della moglie. 

Se zio Pjotr è Mr Scrooge, voi vi starete chiedendo chi sono i tre fantasmi. Ora ve lo dico! 
Il Fantasma dell'amore passato è la famiglia di origine di Pjotr e di Aleksandr. Pjotr ha lasciato la casa di famiglia, in una regione rurale della Russia, molto giovane per tentare la fortuna (poi perfettamente riuscita!) e si è lasciato alle spalle amori giovanili, batticuori e speranze. Ma, si sa!, la famiglia è quella cosa che ti accompagna per tutta la vita, che tu lo voglia o no. Ed ecco che quindi, puntualmente, arrivano da casa lettere di raccomandazione, inviti e chiacchiere per tenere vivo quel filo che, da tempo, Pjotr ha cercato di spezzare senza successo. Si può essere indifferenti alla famiglia, ma la famiglia non lo sarà mai nei tuoi confronti.
Il Fantasma dell'amore presente è la moglie di Pjotr, Lizaveta Aleksandrovna, giovane, bella ed estremamente intelligente per un uomo come lui. Ogni momento è buono per Lizaveta per ricordare al marito la sua incapacità di comprendere, di consolare e di aiutare il nipote nei momenti difficili dei suoi amori (ben tre!). Sembra quasi, ad un certo punto della narrazione, che Lizaveta si sia innamorata del nipote a forza di consolarlo e ascoltarlo, ma, anche fosse vero, l'autore non ne parla.
Il Fantasma dell'amore futuro è, ovviamente, Aleksandr. E' presente in tutto il romanzo, vive amori e dolori, cerca fino alla fine di non perdere la sua spontaneità e il suo essere sognatore, ma poi, vittima degli eventi e delle chiacchiere dello zio, si arrende a un'esistenza omologata e pietroburghese. Un uomo di successo non ha tempo per l'amore, meglio un matrimonio di convenienza e una posizione sicura, così come lo zio aveva detto sin dall'inizio. Questa volta il Fantasma del futuro perde, non riesce a far vincere la sua forza di spirito, e, a trent'anni, soccombe alle consuetudini e alla noia.

Io non lo so, forse starete ridendo a crepapelle dopo aver letto i miei vaneggiamenti, ma secondo me questo paragone con Il canto di Natale di Dickens non ci sta male. Certo, lo stile russo non contempla il lieto fine a cui siamo abituati, ne prevede uno più cinico e dettato dall'interesse. Aleksandr cresce, matura e si fa responsabile, smette di sognare e si adegua ai tempi, mentre lo zio Pjotr, dopo aver guadagnato a sproposito, si ritira a vita privata, ma è comunque un buonissimo finale.
Voi avete letto questo romanzo? Se sì, raccontatemi le vostre impressioni. Io mi scuso se ho lanciato qualche piccolissimo spoiler, ho tentato di non dare troppe indicazioni sulla trama, ma per esporre la mia bizzarra teoria qualche riferimento mi serviva!
Se non vi trovate d'accordo con me, spero almeno di avervi fatto compagnia per dieci minuti. Alla prossima!

martedì 28 febbraio 2017

Snapshots #23.

Snapshots è una rubrica di recap mensile.

Salve lettori!
Siamo già arrivati a fine febbraio e, come sempre, il tempo è volato! Sarà che febbraio è più corto, ma questo mese non l'ho proprio visto. 
Mi ero ripromessa di essere più presente qui sul blog e in pagina, ma, come da consuetudine, ho disatteso ogni aspettativa. Da quando faccio Servizio Civile e mi occupo di comunicazione digitale stando tutto il giorno al computer, la sera faccio davvero fatica a mettermi ancora davanti a uno schermo e scrivervi. Ho tutte le buone intenzioni di questo mondo, ma arrivo ad un punto in cui le mio poche diottrie rimaste si rifiutano proprio di collaborare...
A letture sono messa abbastanza bene: ho terminato la lettura di zio Dostoevskij e, dopo una parentesi più leggera, ho iniziato un romanzo di Goncarov, quindi mi ritengo soddisfatta!

Prima di passare ai preferiti del mese, vorrei però raccontarvi alcune cosette veloci veloci... Innanzitutto, vorrei invitarvi ad aggiungermi su LinkedIn se lo utilizzate (per chi non lo sapesse, detto in parole spicce, è un social network dedicato alle professioni dove l'utente può crearsi la propria rete di contatti). Poi, passando alle cose serie, ieri ho partecipato alla formazione generale del Servizio Civile e ho seguito un mini-workshop dal titolo Digital storytelling e documentazione sociale ed è stato bellissimo! Oltre ad essersi rivelato molto istruttivo, è stato davvero interessante mettersi immediatamente alla prova e ne sono uscite davvero cose incredibili (questo entusiasmo conferma la mia sempre più seria convinzione di aver finalmente trovato la mia strada). Io vi consiglio caldamente di seguire un corso così, se ne avrete la possibilità, perché è davvero utile e, oserei dire, illuminante! Last but not least, per il mio compleanno (eh sì!, sono un pochino più vecchia dall'ultima volta che vi ho scritto) i miei genitori hanno regalato a me e al mio ragazzo una gita col mitico trenino del Bernina e, beh!, WOW! Io vi suggerisco di fare questo giro perché è pazzesco, si vedono scorrere attraverso il finestrino paesaggi così diversi ed è molto suggestivo. E' stata una giornata bellissima e credo rifarò lo stesso giro anche in estate prima o poi, per vedere le differenze.
Detto ciò, parto con i preferiti perché non vorrei scrivere l'ennesimo post lungo eterno.

Un libro.

Anche questo mese il libro da citare è, senza ombra di dubbio, I fratelli Karamazov di Dostoevskij. Il mese scorso ve l'avevo citato come libro in lettura, questa volta vi propongo di leggere la recensione che ho scritto perché esprime quasi tutto quello che volevo dire su questo romanzo-capolavoro.
Voi che mi seguite ormai lo sapete, per me vale l'equazione romanzi russi = garanzia, ma stavolta le aspettative sono state altamente superate. 

Fa più onore l'abbandonarsi a un'infatuazione magari irragionevole, ma scaturita da un grande amore, che il non cedervi affatto. Tanto più nella giovinezza, poiché un giovane troppo e sempre giudizioso non può che essere sospetto e non deve valere un granché. (cit.)
Una copertina.

Ultimamente mi sono imposta di non entrare in libreria, un po' perché so che rischierei di comprare qualcosa, un po' perché mi sono appassionata agli scambi su Acciobooks e trovo quasi sempre tutto quello che mi interessa. Questo mese dunque niente copertina, solo attesa per i libri in viaggio che dovrebbero arrivare a breve!
Ah!, e comunque sappiate che con Acciobooks si risparmia davvero molto e i libri sono sempre ben tenuti. Provatelo!

Una canzone.

Febbraio è il mese del Festival di Sanremo, quel gran carrozzone che apparentemente nessuno segue, ma che poi raggiunge picchi di share che manco quando gioca la Nazionale...Beh, io lo guardo sempre, un po' per curiosità, un po' per farmi quattro risate quando vedo i vestiti improponibili di certe vallette, un po' perché capita ci sia un cantante che mi piace. Ah!, e sia chiaro, io non mi vergogno a dire che guardo il Festival, non lo faccio di nascosto dagli altri perché potrebbero darmi della cretina, facciano pure!, io mi ostinerò comunque a guardarlo perché è folkloristico e tipicamente all'italiana.
Di canzoni belle quest'anno al Festival ce ne sono state due, a mio parare: Portami via di Fabrizio Moro e Vietato morire di Ermal Meta. Si tratta di due canzoni finalmente sensate e struggenti a loro modo. Vi giuro che ogni volta che le sento mi commuovo...Qui ne riporterò una soltanto, ma sappiate che sono a pari-merito sul gradino più alto del mio podio virtuale!

Disobbedire vuol dire scegliere, scegliere vuol dire conoscere, conoscere vuol dire porsi sempre un dubbio. Non siamo quello che qualcuno ci impone, siamo le nostre scelte, disobbedire è la nostra prima scelta. (frase tratta dal discorso di Ermal Meta durante una tappa del firmacopie instore)
Un film.

A febbraio è uscito un film che avrei dannatamente voluto vedere: A United Kingdom di Amma Asante. Purtroppo però i mille impegni miei e della mia mamma ci hanno impedito di andare al cinema a vederlo. Sono sicura che sarebbe stato il film del mese. Ora non mi resta che cercare di recuperarlo in streaming o sperare che venga proiettato ancora in qualche occasione speciale...

Un booktuber.

A febbraio, lo ammetto, qualcosina sono riuscita a vedere, ma siccome non ho scoperto nessuno di nuovo, mi limito a citarvi un video che mi era piaciuto molto e che spero possa piacere anche a voi. Si parla di libri, ma con un occhio di riguardo ad altre tematiche...Vorrei sapere cosa ne pensate e se anche voi seguite questa youtuber!



Un articolo.

Anche questo mese, articoli ve ne cito due: il primo l'ho scritto io e si intitola Leggo i classici e mi piace! e, come si può ben intuire, si tratta di un breve soliloquio nel quale mi schiero apertamente sul fronte degli amici-dei-classici; il secondo si intitola Wallflower o l'arte della tappezzeria ed è stato scritto dalla mia cara amica Duille che, come sempre, dimostra grandissime doti di scrittura e comunicative, quindi non potete perdervela!


Bene!, anche per questo mese è tutto. Spero di avervi dato buoni spunti e aspetto di conoscere i vostri preferiti, che, sono certa, mi incuriosiranno e mi faranno scoprire cose nuove! Buon inizio marzo e alla prossima!

martedì 21 febbraio 2017

La libreria dei nuovi inizi, Anjali Banerjee.

Titolo: La libreria dei nuovi inizi.
Autore: Anjali Banerjee.
Casa Editrice: Rizzoli.
Pagine: 338.

Trama: C'è una vecchia libreria, a Shelter Island, dove ad aggirarsi in cerca di compagnia e buone letture non sono solo gli affezionati clienti. Qui, tra stanze in penombra, riccioli di polvere e parquet scricchiolanti, i libri hanno davvero un'anima e, quasi godessero di vita propria, sanno farsi scegliere dal lettore giusto al momento giusto...Che non si tratti di una libreria come le altre Jasmine lo capisce subito: in fuga da Los Angeles e da un ex marito che le ha spezzato il cuore, non si aspetta certo che ad accoglierla, accanto all'eccentrica Zia Ruma, siano gli spiriti della Grande Letteratura. E quando la zia parte, affidando proprio a lei la guida del negozio, saranno Shakespeare ed Edgar Allan Poe a svelarle a poco a poco i segreti del mestiere. E se Beatrix Potter la aiuterà a sedare orde di bambini scatenati e Julia Child le consentirà di accontentare anche le signore più esigenti in cucina, come potrà Jasmine resistere alle suadenti parole di Neruda, deciso, a quanto pare, a spingerla tra le braccia di un affascinante sconosciuto? La libreria dei nuovi inizi è una irresistibile commedia romantica, e insieme un omaggio lieve e incantato al potere della letteratura. Perché in un buon libro c'è tutto: le emozioni, gli incontri e le risposte che possono anche cambiarci la vita.


La scorsa settimana vi ho proposto la recensione di I fratelli Karamazov di Dostoevskij e oggi sono qui a parlarvi di un romanzo leggero e romantico. Ma tranquilli, non sono una scheggia impazzita! E' solo che, dopo la lettura di un tomo come quello di zio Dosto, non potevo buttarmi nuovamente in un altro classico (anche se la tentazione è stata alta), avevo bisogno di staccare per qualche giorno, tirare il fiato e leggere senza pensare troppo.

In mio soccorso per lenire le ferite provocate dalla separazione da Alësa, Dmitrij e Ivan è arrivata Jasmine, una giovane donna in cerca di se stessa e di mille risposte. La storia è abbastanza scontata e prevedibile, ma piacevole e scorrevole. Non c'è molto di cui parlare se si vogliono evitare gli spoiler, ma vi basti sapere che, come in ogni romanzo romantico che si rispetti, il cuore ferito verrà riaggiustato dal tipo bello-e-tenebroso quanto basta e Jasmine avrà il suo lieto fine come nelle più belle favole.

Il personaggio più bello del libro, a mio avviso, è zia Ruma, una donna con molte storie e tantissimo intuito. La sua libreria sta al centro del romanzo ed è il luogo in cui Jasmine incontra il suo destino e scopre il suo potere: vedere gli spiriti dei grandi della Letteratura che, con le loro parole, la guidano attraverso le mille peripezie della vita da libraia improvvisata. 

Il libro in sé è carino, ideale come lettura poco impegnativa ed è scritto molto bene. Per chi vuole prendersi una pausa da libri più importanti o per chi non ha molto tempo in questo periodo, questo romanzo è perfetto! Ben scritto, fluido e divertente
Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Lasciatemi un commento con le vostre impressioni, se vi va!

P.S.: E' un periodo abbastanza pieno per me. Non sono neppure arrivata a pubblicare qualche aggiornamento a caso...Spero di tornare operativa e costantemente presente molto presto! Intanto portate pazienza e continuate a seguirmi. Un abbraccio,