domenica 12 febbraio 2017

I fratelli Karamazov, Fëdor Dostoevskij.

Titolo: I fratelli Karamazov.
Autore: Fëdor Dostoevskij.
Casa Editrice: Dalai Editore.
Pagine: 1037.


Trama: I fratelli Karamazov è l'ultimo romanzo scritto da Fëdor Dostoevskij, spesso ritenuto il vertice della sua produzione letteraria. La famiglia Karamazov, che vive nella profonda provincia russa, è dominata dal tirannico padre Fëdor che esercita la sua autorità sui quattro figli: Alësa, Dmitrij, Ivan, e Smerdjakov, quest'ultimo figlio illegittimo. Quattro diverse personalità, quelle dei fratelli Karamazov, che trovano come punto di convergenza l'odio comune verso il padre. L'autore Fëdor Dostoevskij (Mosca, 11 novembre 1821 - San Pietroburgo, 9 febbraio 1881) è stato uno scrittore e filosofo russo. È considerato, insieme a Tolstoj, uno dei più grandi romanzieri e pensatori russi di tutti i tempi. 


Sei settimane. Quarantadue giorni mi sono serviti per leggere questo capolavoro della letteratura. Quarantadue giorni di completa immersione in un mattone di 1037 pagine e milioni di avvenimenti, personaggi e situazioni. Quarantadue giorni per un unico libro, perché questo è un romanzo che merita attenzione, dedizione e pazienza. Non si legge I fratelli Karamazov a cuor leggero, è impossibile perché ci vogliono costanza e coraggio per non farsi travolgere dalla mole di pagine che lo costituiscono. Si deve iniziare questo romanzo con lo spirito giusto e non mollare nemmeno nei punti più difficili, oscuri o complicati perché, come sa bene chi ha letto Dostoevskij, i piani narrativi si accavallano, i personaggi si parlano uno sopra l'altro e la narrazione non è sempre lineare. Detto questo, posso provare a esporvi le mie sensazioni post lettura, anche se temo diventerà un post leggermente sconclusionato e chiacchiericcio...

Partiamo dall'inizio: i personaggi. Sono tantissimi e hanno talvolta nomi impronunciabili, perciò la tecnica migliore è quella di limitarsi a guardare quei nomi e fissarli affascinati per quei pochi secondi necessari a memorizzarne l'azione. Il bello di questi romanzi è anche questo: far crescere nell'animo del lettore un senso di rispetto e venerazione che fanno entrare in un mood tutto particolare e unico.
I principali sono comunque i tre fratelli Karamazov e il fratellastro Smerdjakov, accomunati solo dal pessimo rapporto con il padre. Un padre dispotico, per nulla amorevole nei confronti dei figli, completamente corrotto (nell'animo ma non solo) e un cattivo esempio per chiunque. Potremmo riassumere questo capofamiglia con tre parole per nulla lusinghiere: corrotto, stronzo e puttaniere (perdonate i francesismi!). Insomma, un anti-padre. Il lettore smette quindi di stupirsi nel corso della lettura di quanto rancore gli serbino i figli e gli altri. Io ho trovato insopportabile Fëdor Pavlovic sin dal primo capitolo, non so, a pelle già sentivo che non sarebbe stato né un buon padre né un buon personaggio nel romanzo. E non mi sbagliavo. 
I tre fratelli, Alësa, Dmitrij e Ivan, non potrebbero essere più diversi l'uno dall'altro. Alësa è il minore, il più taciturno e introverso. Ho amato molto il suo rapporto con lo starest Zosima e i suoi dilemmi morali che regalano al lettore vere e proprie perle di saggezza (non riporterò qui le citazioni che mi hanno colpita perché ho già riempito la pagina Facebook e il mio profilo e non vorrei ripetermi). Ivan è un po' il jolly della situazione: in un primo momento passa per il distaccato, il disinteressato, ma poi diventa la figura cruciale dell'intera vicenda giudiziaria. Quale vicenda giudiziaria? Quella che coinvolge il terzo fratello, Dmitrij, che, a causa della sua esuberanza e del suo carattere, finisce per essere accusato e processato per aver ucciso il padre. Ebbene sì!, l'intera vicenda famigliare gira attorno a questa accusa di parricidio. Sarà stato davvero Dmitrij oppure no?! Solo il lettore determinato che arriva all'ultima pagina può scoprire la verità e sbrogliare questa intricata matassa di vicende ed emozioni. Io non vi dirò se è stato o meno Dmitrij, lo scoprirete da voi se leggerete il romanzo.

Avrete capito dalle mie parole che questo romanzo mi ha regalato davvero moltissime emozioni. Mi ha fatto esclamare, ancora una volta, che ha senso leggere i classici, perché regalano momenti di intimità e scoperta che, ahimè!, moltissimi romanzi contemporanei non riescono a dare. 
Non è stato facile decidere cosa scrivere in questa recensione perché sei settimane di lettura non possono essere concentrate in una manciata di righe e liquidate con un "mi è piaciuto, passiamo al prossimo libro". Parlare di romanzi come questo che racchiudono in sé interi mondi ed emozioni complesse richiederebbe preparazione e conoscenze che io, onestamente, non posso avere, ma ho voluto provarci lo stesso perché 1. ve lo avevo promesso; 2. amo troppo leggere e commentare i romanzi che leggo, ancor di più se si tratta di romanzi russi. 
Io non so davvero più cosa aggiungere. I pensieri che mi frullano in testa sono moltissimi e quello che ho scritto oggi è solo un millesimo di quello che ci sarebbe da dire, ma spero possiate decidere di scoprire da voi quello che questo romanzo regala, un po' come ho fatto io che me l'ero procurato senza nemmeno sapere di cosa trattasse solo perché era un romanzo di zio Fëdor. 

Io mi fermo qui. Ho scritto un numero sufficiente di frasi sconclusionate, ma spero di avervi incuriositi. Se vi va di parlare di questo romanzo con me non esitate a contattarmi e sarò felicissima di discuterne in dettaglio con voi. E adesso che ho finito di scrivere questo commento, mi rannicchio nel mio angolino a soffrire in silenzio per aver terminato questa lettura che mi ha lasciata orfana, ma mi ha regalato grandissime soddisfazioni e scoperte! 

4 commenti:

  1. Ciao Anto! Finalmente ho trovato un attimo per leggere il tuo post! Quando ho visto che avevi postato la recensione dei fratelli Karamazov mi sono spuntati i luccichini agli occhi! Dico davvero! E adesso, che ho finito di leggere il tuo post, la situazione è la seguente: 1- i luccichini sono aumentati e adesso sembro un faro in pieno giorno e 2- mi sto rammaricando terribilmente per aver preso in biblioteca altri due libri! Perché sì, mia cara, come sempre mi hai conquistata con il tuo approccio personale e le emozioni che riesci a trasmettere nelle tue recensioni: io, che non ho mai letto neanche un autore russo (shame on me, ma a mia discolpa posso dire che mi fanno un po' paura), sono entusiasta e desiderosa di leggere questo librone pieno di nomi impronunciabili! La lunghezza non mi preoccupa, il Signore degli anelli ha sdoganato i miei timori verso i grossi tomi! :) Bravissima come sempre! ^_^

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    1. Grazie mille cara!!! :* Certo che se andiamo avanti di questo passo, ben presto per "colpa" mia avrai una lista di libri infinita e che mai avresti pensato da leggere.. :D
      Comunque se vuoi cominciare con i russi inizia da cose brevi tipo "Le notti bianche" così almeno ti approcci alla scrittura...iniziare con i tomi non è mai una buona idea perché si rischia di perdersi...
      Felicissima che la recensione ti sia piaciuta! ^_^ Un abbraccio

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  2. Ho in lista un paio di libri di Dostoevskij da leggere ma, avendo letto di suo solo "Le notti bianche" (e un sacco di anni fa!), credo non incomincerò proprio con questo librone.
    Leggere molto non mi infastidisce (sto leggendo "I miserabili"), piuttosto prima di affrontare le letture più impegnative voglio conoscere meglio l'autore.
    Hai consigli particolari su Dostoevskij? :)

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    1. Ciao! ^^ A dir la verità, se "Le notti bianche" già lo hai letto, temo dovrai provare a tuffarti in uno dei suoi tomi e vedere come va... ;) Io avevo letto al liceo "Delitto e castigo" ma non ho un bel ricordo (infatti vorrei riprovarci), mentre "I fratelli Karamazov", se non si è capito, mi è piaciuto moltissimo e mi ha davvero coinvolta... =)

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