domenica 13 novembre 2016

Pills of Books. #14

Pills of Books è una rubrica domenicale nella quale vi regalo e mi regalo una breve citazione tratta dal libro in lettura seguita da un brevissimo commento.

Di fronte a due terapeuti dotati di carisma e prestigio, nessuno dei quali era presumibilmente in grado di nascondere il proprio coercitivo ottimismo, i pazienti, sia pure inconsciamente, obbedirono recitando la parte che ci si aspettava da loro; ne seguì puntualmente la solita pantomima di trance, crisi e "guarigioni". E dato che il comportamento di ogni soggetto aveva per testimoni tutti i ricoverati del reparto, l'influenza terapeutica della "immaginazione" crebbe in progressione geometrica, garantendo così un successo unanime.  
Perdere Conoscenza, Jonathan Miller, tratto da Storie segrete della scienza

Oggi è domenica e, ogni tanto, mi ricordo di pubblicarvi una puntata di questa rubrica. Avendo in lettura ben quattro libri al momento (sono pazza!, non penso di poterne uscire), non sapevo quale utilizzare per la citazione di oggi. Poi ho optato per Storie segrete della scienza, libro che mi è stato prestato alcuni giorni fa dal responsabile del mio progetto di Servizio Civile.
Non sono una tipa da saggistica e so che, estrapolata dal suo contesto originale, questa frase si presta a molteplici interpretazioni, ma lasciate che vi dica cosa ha fatto pensare a me una frase così, seppur snaturata dal suo quadro originale.
I terapeuti sono gli esperti di marketing, comunicazione e commerciali. I pazienti siamo tutti noi (inteso come umanità) che ci facciamo raggirare dai nuovi mezzi di comunicazione e ci lasciamo influenzare da tutto e tutti, dimenticandoci del nostro Io e delle nostre capacità ed esigenze. Trance, crisi e guarigioni sono le nostre reazioni al mondo virtuale che, sempre più spesso, viene assimilato al mondo reale; reazioni che ci etichettano come persona di successo o eterno sfigato e che potrebbero essere ben identificate nei 'mi piace' e nei commenti ricevuti ogni giorno. In questa mia interpretazione, il messaggio è chiaro. Se sei il comunicatore e sei bravo nel tuo mestiere (sia esso marketing o commerciale), la gente ti crederà, renderà il tuo messaggio o il tuo prodotto virale, e tu avrai successo.
Lo so, forse mi sono spinta un filino oltre con la fantasia, ma penso non sia un'interpretazione così errata, anzi!, ci sta proprio bene.
Voi che cosa ne pensate? Mi sono lasciata travolgere un po' troppo da quello che sto vivendo ultimamente? Aspetto di conoscere le vostre opinioni. Alla prossima!

2 commenti:

  1. Ciao Anto, prima di iniziare a dirti la mia su questo argomento interessantissimo, vorrei plaudere il tuo dono della sintesi: sei stata chiarissima in pochissime righe (sto rosicando vistosamente). Riguardo alla citazione che hai scelto, io, a causa di una malefica deformazione professionale, ho subito pensato ad un'analisi di un intervento psicologico e mi sono trovata a pensare all'effetto placebo e ad una cosa che ha detto un importante psicoanalista riguardo all'intervento analitico, ovvero che non è importante riuscire sempre a dire il vero ma essere efficace ai fini del miglioramento del soggetto. La tua interpretazione mi sembra altrettanto (anzi, forse più) calzante e sono completamente d'accordo con te. Siamo una società in cui l'immagine è tutto ed in cui ciò che contano sono i numeri e il modo in cui si dicono le cose, non la qualità o la bontà dei contenuti. Io stessa sono caduta e cado ancora spesso in questa trappola, ogni volta che vedo il minuscolo numero di followers del mio blog. Eppure, come giustamente dici tu, c'è un Io da considerare che non va dimenticato né sottomesso alle esigenze di mercato. Il che di solito mi porta a dire "al diavolo i numeri, io continuo questo progetto per me e per me sola, indipendentemente da quello che vedono gli altri". Forse non sarò una comunicatrice carismatica, ma almeno resto me stessa. Come sempre ci regali ottimi spunti di riflessione! Un bacione

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    1. Ahahah ma cara!, non era mia intenzione farti rosicare! E poi i tuoi post sono bellissimi e perfetti così come sono. A volte il potere della sintesi è sopravvalutato. ;)
      In effetti credo che il tuo pensiero sulla citazione sia più corretto se si pensa al contesto in cui è inserita, ma, non essendo io del mestiere, mi sono permessa di estrapolarla!
      Mi fa piacere che ti sia piaciuta! <3

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