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lunedì 30 novembre 2015

Plymouth. Week #12.

Salve lettori!
Oggi non è domenica, ma sono qui a scrivere (in ritardo!) la weekly da Plymouth, l'ultima. Sono infatti rientrata in Italia venerdì scorso dopo tre mesi passati in terra inglese. Sono stati tre mesi molto speciali. Ho imparato tanto e scoperto tante cose. Ma era tempo di tornare a casa, anche perché presto è Natale. E che Natale è se non sei a casa?

Mount Edgecumbe
Il progetto MoVE2015 mi ha permesso di fare un'esperienza lavorativa ed umana all'estero che non tutti hanno la fortuna di fare. So di essere stata molto fortunata.
Sono partita in un momento in cui tutto mi sembrava ancora più difficile del solito e molto, ma molto, più grigio. Alla fine dell'estate ero stanca e stufa della mia situazione e partire per un po' mi ha fatto molto bene.

Ho capito che mi piace lavorare. A fine giornata vedi che hai prodotto qualcosa, vedi dei risultati. Quando torni a casa sei soddisfatto e puoi staccare e fare altro, senza quella costante spada di Damocle sopra la testa che ti ricorda che avresti potuto studiare qualche pagina in più o frequentare un corso in più.
Ho imparato a stare da sola. Ad arrangiarmi ed andare avanti anche se ho qualcosa che non va. 
Ho imparato a camminare nel mondo e tra le persone senza guardare per terra. Perché anch'io valgo (e soprattutto al lavoro me lo hanno fatto capire, apprezzando il mio lavoro e il mio impegno) e anche a me piace guardare il sole che splende.

Tramonto a Ernesettle
Ho capito che un po' "inglese" lo sono. Mi piacciono i posti, le storie, le ambientazioni. Amo cercare i luoghi di zia Jane (Austen, ndr) e zia Emily (Bronte, ndr), però casa è sempre casa. 
Non ho incontrato zia Jane o zia Emily, ma a Plymouth ha vissuto zio Conan Doyle.
Ho imparato a bastarmi quando le persone a cui voglio bene mi mancavano tantissimo. E ho capito chi conta davvero nella mia vita.
Ho conosciuto grandi persone, ma anche qualche parassita. 
Ho migliorato il mio inglese e le mie competenze.

Plymouth vista da Royal William Yard
Ho capito che non posso girare per il Devon senza un Lactoflorene in borsa.
Ho appreso per certo che gli inglesi non girano sempre con l'ombrello. E' una leggenda metropolitana.
Ho visto bambini al guinzaglio, vecchiette con i capelli arcobaleno e outfit che manco Enzo e Carla riuscirebbe a migliorare. 
Ho "celebrato" Halloween secondo la tradizione british
Ho assaggiato cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. 

Dopo questa esperienza posso dire di essere cambiata. Ho più consapevolezza di me, delle mie capacità. E, forse, comincio a fare chiarezza tra quello che voglio e quello che gli altri vogliono da me. 
Dopo questi tre mesi a Plymouth ho capito che posso e voglio essere felice. La felicità non è raggiungere ciò che gli altri si aspettano che tu raggiunga, ma rincorrere ciò che ci soddisfa e ci fa alzare ogni giorno con il sorriso. La felicità è la capacità di non fermarsi, di restare sempre in movimento, di scoprire e di essere curiosi.

Plymouth mi rimarrà nel cuore. E probabilmente ci tornerò. Questa esperienza ha segnato un passaggio importante nella mia vita. Plymouth è stato il luogo di questo passaggio. 
Come avrete ben capito, io sono felicissima di aver fatto questa esperienza (se non si era già capito nelle scorse settimane!). Spero di avervi tenuto compagnia in queste settimane con questa weekly. 
Aspetto i vostri commenti e le vostre impressioni!
Alla prossima!

domenica 27 settembre 2015

Plymouth. Week #3.

Salve lettori!
Eccomi di nuovo qui a scrivere un post su un'altra settimana trascorsa a Plymouth. A differenza della scorsa settimana, stavolta ho qualcosa di più da raccontarvi.
Finalmente ho terminato il corso intensivo di lingua. Dopo tre settimane ho rispolverato grammatica e vocaboli ed ho imparato un'espressione che mi piace un sacco: "It's not my cup of tea.", espressione bellissima per dire che una certa cosa non fa per te, non è nel tuo stile.


Ieri sono stata con la scuola in Cornovaglia. Abbiamo visitato Looe e Polperro, due paesini di pescatori davvero incantenvoli. Il tempo poi era spettacolare e non sembrava nemmeno di essere in Inghilterra (guardate la foto). Oggi invece sono stata a Mount Edgecumbe (che di monte ha ben poco, è più una collinetta), anch'esso in Cornovaglia, ma ad un tiro di schioppo da Plymouth (10 minuti di traghetto). Sia ieri che oggi i paesaggi e le case erano in stile austeniano e brontiano (si può dire!?). Mi aspettavo di veder passeggiare Mr.Darcy nel parco di Edgecumbe House o di scorgere dietro agli scogli un Heathcliff pensieroso e tenebroso. Sono davvero posti magici questi dell'Inghilterra del Sud e so che molti di voi vorrebbero visitarli. Io ve li straconsiglio.

Domani finalmente inizierò il mio tirocinio presso l'Oasis Project. Sono molto contenta, ma anche un tantino in ansia. Non so bene cosa aspettarmi e l'idea di presentarmi lì domani mattina senza conoscerli e senza che loro conoscano me mi fa strano. Sono convinta sarà una gran bella esperienza e non mancherò di aggiornarvi.

Passando alle cose serie. Non ho ancora finito "Virginia Woolf in Manhattan" di Maggie Gee, ma conto di finirlo stasera. L'idea era quella di finirlo in settimana, ma poi non ho avuto così tanto tempo. Sul comodino però ci sono ben quattro libri in attesa (ma non li ho comprati tutti io!, tre me li ha regalati la mia host-mum). Ebbene si!, riesco ad accumulare libri anche così lontana da casa...
La mia host-mum, dopo aver notato che adoro leggere, mi ha preso al mercatino dell'usato due libri di Jodie Picoult (mai letta, sapete dirmi qualcosa?) e un libro di un'autrice inglese molto popolare, ma della quale al momento non ricordo il nome.

Aspetto i vostri commenti e spero tanto che il post esca leggibile e decente perché continuo ad avere problemi con Blogger e continuo ad affidarmi alla app (che è poco affidabile). Vi do appuntamento tra qualche giorno con la mia prima recensione dall'Inghilterra (spero) e alla prossima domenica con il resoconto numero quattro.

domenica 13 settembre 2015

Plymouth. Week #1.

Salve lettori!
Come avrete ben notato il blog è fermo da piu di una settimana...Non era mia intenzione abbandonarvi, ma sono approdata (anzi!, atterrata) in terra inglese e questi ultimi giorni sono stati molto intensi e li ho dedicati principalmente all'adattamento in questo nuovo luogo.
Da ora è mia intenzione pubblicare ogni settimana un resoconto delle mie avventure e/o disavventure, oltre che eventuali post di presentazioni o recensioni. Quindi il blog torna attivo!
Meglio andare con ordine però... (sappiate che scrivo con il tablet, quindi perdonatemi eventuali errori di battitura ed impaginazione)

Plymouth è una città universitaria, intenazionale e multiculturale affacciata sull'oceano (ed infatti la chiamano The Ocean's City). Non è in realtà molto più grande di Trento; ha solo "qualche" abitante in più ed è molto estesa. 

Simbolo di Plymouth è il faro (the Hoe). Diciamo che in questi sette giorni ci sono già stata molte volte e mi piace. Ci si può sedere sulle panchine o sul prato e osservare l'orizzonte...
Una cosa molto romantica e allo stesso tempo rilassante.

Posti da vedere ce ne sono moltissimi, ma visto che resterò qui tre mesi non li ho vistati tutti in questa prima settimana.

Ovviamente chi mi segue su Facebook avrà già avuto modo di vedere le foto che ho pubblicato...Gli altri avranno un assaggino di questi luoghi ogni settimana.

Le cose strane qui non mancano: cibo, guida e persone. Non è facile abituarsi alla guida a sinistra o alla cena alle sei. Come non è facile ri-abituarsi a prendere i mezzi pubblici. Un po' alla volta cercherò di abituarmi, ma le usanze italiane sono dure a morire.
La mia host-family non è male. Ne ho avute di meglio, ma anche di peggio, quindi non mi lamento. La mia stanza è minuscola, ma non conto di trascorrerci chissà quanto tempo...solo il necessario per dormire e leggere. Eh si!, perché ho cambiato Stato, ma le passioni non sono andate in vacanza...

Ho già  visitato alcune librerie e fatto qualche acquisto. Ho iniziato Virginia Woolf in Manhattan di Maggie Gee. Un libro ben scritto e di facile comprensione...a differenza del buon caro vecchio Arthur Conan Doyle che avevo provato ad iniziare durante il viaggio.

Come prima settimana è tutto. Aspetto i vostri commenti o suggerimenti (se siete già stati da queste parti). Alla prossima settimana!