lunedì 31 agosto 2015

Snapshots #7.

Salve lettori!
Un altro mese se ne è andato ed è già tempo di bilanci. In queste settimane ho letto moltissimo, soltanto esordienti, e devo dire che sono molto soddisfatta. Ho scoperto titoli ed autori davvero interessanti (per tutte le recensioni vi rimando direttamente ai post nel blog, non starò qui ad elencarvi tutto). Inoltre ho portato a casa un esame davvero tosto: Meccanica dei Fluidi, 12 cfu di pura ansia e fatica! 
Tra letture ed esami, però, il pensiero fisso è sempre stato la partenza. Ebbene sì!, il 6 settembre parto e ancora non so nulla...Domani pomeriggio finalmente si terrà la riunione informativa e conoscerò il mio destino, ma al momento posso soltanto dirvi che sono emozionatissima e carica per questa nuova avventura (wifi permettendo avvierò una nuova rubrica con la quale vi terrò aggiornati su questa esperienza). Anche se nei prossimi tre mesi vivrò a Plymouth, tenterò comunque di mantenere gli standard del blog come ora e di postare il più possibile...Quindi non vi abbandono!, state tranquilli.
Ora meglio passare alle snapshots di questo mese.

Un libro.

Come già detto, questo mese ho letto moltissimi libri (nove per l'esattezza), tutti di autori esordienti o comunque poco conosciuti. Tra tutte queste piacevoli letture, vi cito Ultimo piano (o porno totale) di Francesco d'Isa del quale ho parlato ampiamente qui. In realtà molti di questi libri mi sono piaciuti, ma non posso citarli tutti. Comunque vi invito a dare un'occhiata ai post del mese e scoprirete titoli davvero interessanti.




Una copertina.

Spulciando tra i titoli in lingua originale che vorrei scovare quando sarò a Plymouth, ho trovato questa bella edizione di The lost wife di Alyson Richman (in italiano Un giorno solo tutta la vita). Sarà uno dei miei acquisti. Punto.






Un film. 

Avevo un paio di biglietti del cinema che scadevano il 30 agosto, quindi abbiamo scelto un po' a caso cosa andare a vedere, anche perché in agosto le proposte nelle sale non sono moltissime. Abbiamo scelto Come ti rovino le vacanze. Un film demenziale e abbastanza diseducativo, a mio avviso. Pieno zeppo di quei luoghi comuni e di stereotipi da far rabbrividire. Qualche risata c'è scappata, però non è un gran film...




Una canzone.

Agosto. Mese di tormentoni per tutti i gusti e per tutte le tasche. E anch'io posso essere considerata una vittima del classico tormentone senza senso e senza sugo. La canzone del mese è (*rullo di tamburi*):



Il mio mese si conclude qui. Aspetto le vostre scelte ed i vostri commenti. A presto!

sabato 29 agosto 2015

Un amore firmato Louboutin, Giulia Rizzi.

Titolo: Un amore firmato Louboutin.
Autore: Giulia Rizzi.
Casa Editrice: Narcissus.
Formato: e-book (pdf circa 220 pagine).
 
Trama: Rebecca Losi è la pecora nera della famiglia. A trent'anni suonati vive ancora a Verona, nell'appartamento che condivide con Alessandra e Fabrizia dai tempi dell'università, e si barcamena fra un lavoro poco redditizio e la passione per la scrittura. Nonostante le pressioni delle invadenti zie, non ha nessuna intenzione di sposarsi e "mettere la testa a posto", come hanno fatto i suoi fratelli maggiori. Al contrario, lei è una donna indipendente e non ha alcun bisogno di un uomo, soprattutto ora, che il sogno di una vita sembra essere incredibilmente vicino e l'idea di pubblicare il suo romanzo d'avventura si fa sempre più concreta. Rebecca è talmente convinta delle proprie idee che è pronta a dichiararle alla trasmissione televisiva alla quale è stata invitata, per presentare il suo Lit-blog "Lib(e)raMente". Ha tutto sotto controllo: domande concordate, risposte accattivanti, scarpe griffate tacco dodici e essenza di Fiori di Bach in abbondanza. Il destino, però, decide di metterla alla prova, facendo finire le sue Louboutin, dalla suola rossa fiammante, dritte nelle mani di Leonardo Davies. Per fortuna Reby è una tipa tosta, praticamente immune allo sguardo magnetico e al sorriso disarmante del bel modello inglese...oppure no? Fra sketch tragicomici e odissee famigliari, Rebecca si lascerà trascinare in un'avventura fuori dagli schemi, accompagnata dalle amiche di sempre, sullo sfondo di un'incantevole Verona.
 
 
Ho letto questo libro su invito dell'autrice Giulia Rizzi. Questo suo secondo romando è una fiaba moderna, di quelle che siamo abituati a vedere al cinema, una via di mezzo tra Bridget JonesCenerentola e Pretty Woman.  Uno stile fresco, divertente e ironico trasporta il Lettore tra le mille avventure di un trio di ragazze veronesi, amiche da sempre: Rebecca (Reb o Becky, la protagonista), Alessandra e Fabrizia. Un tantino queste tre mi hanno ricordato il trio di Che Dio ci aiuti (avete presente no?! Azzurra, Margherita e Giulia della prima stagione? Se la risposta è no correte a vedere). 

Rebecca è una ragazza normale, piena di sogni, e tranquilla. E' una blogger (questo me l'ha resa subito simpatica) che si destreggia tra la vita quotidiana e le sue disavventure. Nella sua vita apparentemente tranquilla fa capolino un giovane modello, Leonardo, che le ruba immediatamente il cuore. Tra vicende più o meno divertenti e colpi di scena, la blogger Rebecca, detta Becky (con accento molto british), e il bel Leo iniziano la loro storia da favola, ma solo chi arriverà fino alla fine potrà scoprire i dettagli. Vi basti sapere che l'oggetto magico di questa fiaba moderna è un paio di Louboutin di vernice nera con l'immancabile suola rossa. Queste scarpe rappresentano per Rebecca una svolta e, indubbiamente, un portafortuna (un po' come il paio di jeans per quelle quattro amiche di quella collana di romanzi per adolescenti...vi ricordate?).

Una storia fresca e piacevole che non manca di strappare qualche risata al Lettore. Una lettura estiva per nulla banale, scritta molto bene e non smielata. Assolutamente da leggere!

mercoledì 26 agosto 2015

A mezzogiorno del mondo, Maria Cristina Sferra.

Titolo: A mezzogiorno del mondo.
Sottotitolo: Una storia d'amore.
Autore: Maria Cristina Sferra.
Formato: e-book.
Pagine: 84.
Casa Editrice: Narcissus.

Trama: Durante un viaggio itinerante a Cuba, una giovane donna e un giovane uomo si trovano casualmente a condividere la camera di albergo. Mentre i giorni trascorrono, tra i due protagonisti cresce un'attrazione irresistibile che li conduce a un lento e inesorabile avvicinamento. Il racconto si snoda sulle strade dell'isola percorrendo luoghi, incontri e atmosfere. Solo il tempo di un viaggio per indagare le sfaccettature segrete di un sentimento che nasce con uno sguardo tutto femminile sulle mille emozioni di un amore.


L'autrice Maria Cristina Sferra è stata così gentile da inviarmi una copia digitale del suo racconto (solita storia...un libro di meno di 200 pagine lo definisco racconto, visti i tomi a cui sono avvezza). Ho iniziato la lettura sapendo soltanto che si trattava di una storia d'amore, nulla più.

Il libro si apre durante il viaggio di una variegata comitiva nella Cuba più profonda e pittoresca. Una giovane donna (la voce narrante dell'intero racconto) e un giovane uomo si trovano a dover dividere la stanza d'albergo (per quale motivo o cosa sia successo prima non si sa bene...). La forzata convivenza notturna trasporta i due in un universo surreale fatto di lunghe chiacchierate e confidenze prima e di qualcosa di più in seguito. La voce narrante della donna trascina il Lettore tra sentimenti nascosti, fantasie e paure che ben descrivono la mentalità femminile. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto prenderla per le spalle e urlarle: "Datti una mossa! Il viaggio sta per finire e tu sei lì che ti fai mille pensieri come una ragazzetta delle medie!", ma poi per fortuna la protagonista si è svegliata fuori da sola (con un piccolo aiutino dell'aitante giovanotto dai bei riccioli...).

Quello che però mi ha colpito di questo romanzo non è la storia d'amore (per altro non interessantissima, un tantino troppo riflessiva...insomma, a Cuba uno si aspetta follie, non ripensamenti), ma la descrizione minuziosa e realistica di Cuba.
L’Avana, L’Avana, il vento la scompiglia come una donna dalle forme generose disfatte dall’età e da una vita dissoluta. Ma nel suo sorriso vacuo ancora si può scorgere la malia di un fascino sensuale e languido, fascino di sole e di mare, di musica e colori. E c’è un vento un po’ dolce un po’ violento a muovere i capelli, i ricordi, di questa vecchia prostituta stanca, a sollevare quel suo odore acre e intenso nei suoi vicoli segreti, tra le sue mani di muri sgretolati e le sue folle di figli sorridenti. Amata madre, dolce, melodica, tristissima, povera, ricca Avana.
Leggendo le pagine di questo libro sembrava quasi di essere a Cuba con la simpatica comitiva. L'autrice ha una potenza descrittiva incredibile! Alcune pagine sembravano quasi un racconto di viaggio e non di una storia d'amore. Leggere quelle pagine mi ha fatto venir voglia di partire e andare a vedere quei posti così lontani ed esotici.

Un libro piacevole più per l'ambientazione e le bellissime descrizioni che non per la storia d'amore (poche pagine non possono contenere il tumulto di emozioni che aleggia pagina dopo pagina). Una scrittura fluida, ricercata e precisa. Un libro adatto per un buon momento di relax. Vi consiglio di dargli una possibilità.

martedì 25 agosto 2015

Presentazione #15: Demetrio Verbaro.

Salve lettori!
Anche se siamo ad agosto il blog non è andato in vacanza e non si sono fermate le presentazioni e le anteprime. Oggi conosciamo insieme Demetrio Verbaro e il suo romanzo La farfalla con le ali di cristallo

Il libro.

Il 3 marzo del 1520, il sacerdote azteco Ghetumal consegna al conquistadores spagnolo Hernan Cortes un libro sacro. Ghetumal l’aveva trovato qualche anno prima sotto la statua della dea della pioggia. Nessuno sa chi l’ha scritto, né quando. Nel libro c’è sia una profezia sul futuro: il 18 agosto del 2044 qualcosa sconvolgerà il mondo, e sia una mappa da decifrare per cambiare il corso degli eventi. 
Los Angeles 2043. L’esploratore Matthew Lekos e lo studioso di storia Walden Green entrano in possesso del libro. Derisi dalla comunità scientifica per la loro ingenuità, sono gli unici a credere nella profezia e riescono a decifrare la mappa, cercando in tutti i modi di aiutare l’umanità. 
La profezia sarà vera? Cosa succederà il 18 agosto del 2044? 
In un susseguirsi di colpi di scena, tra svolte imprevedibili e pagine piene di suspence, il lettore arriverà all’incredibile finale. 
Il romanzo è un thriller intimistico ambientato in un futuro prossimo, con uno stile diretto e ricco di pathos. 
La donna scosse la testa e rispose in tono lento e riservato: "Io rimango qui a guardare l'oceano. " Sulla superficie increspata del mare tremolavano i riflessi della luna, il vento accarezzava l'acqua e cullava le onde, che avanzavano lente, cariche di vita, di profumi, di silenzio, per poi frangersi sulla riva come un vetro che si rompe. Il padre si avvicinò, le diede un bacio sulla guancia e disse ad alta voce come se si rivolgesse anche a Walden: "chi osserva le onde troppo a lungo, ne rimane ammaliato e potrebbe non distogliere mai più lo sguardo. La bellezza va guardata con moderazione, altrimenti ferisce gli occhi. "
L'autore.

Demetrio Verbaro nasce a Reggio Calabria il 14 dicembre 1981. Sin da bambino s’innamora della lettura. L’altra sua grande passione è il calcio. E’ sposato e ha due figli. Ha pubblicato con Lettere Animate Editore tre romanzi: il thriller Il carico della formica, il romanzo d’amore L’attimo eterno e il romanzo di fantascienza La farfalla con le ali di cristallo.


Hai scritto tre romanzi affrontando tre generi molto diversi: thriller, amore, fantascienza. Quale genere ti appartiene maggiormente?
Non ho un genere preferito, quando una storia mi cattura mi lascio trascinare senza sapere dove arriverò, infatti il mio romanzo di fantascienza in realtà era nato come una storia d'amore che si doveva svolgere al tempo degli aztechi.

Nella tua biografia si legge della tua passione per la lettura nata in tenera età. La passione per la scrittura quando è nata? E' stata una naturale conseguenza dell'amore per i libri?
La passione per la scrittura è nata tardi: avevo già superato i vent'anni e il momento esatto in cui ho sentito quel brivido è stato dopo aver letto Chiedi alla polvere di John Fante.

Hai pubblicato i tuoi lavori con una giovane casa editrice (Lettere Animate Editore). Com'è stata la tua esperienza? E cosa pensi del mondo editoriale italiano oggi?
L'esperienza con la mia casa editrice è ottima, è giovane, dinamica, sempre attenta alle esigenze di noi scrittori. Le case editrici "top" secondo me si concentrano troppo su veline, attori e star di youtube che sono tutto fuorché scrittori, ma che vendono perché famosi. Sono come quelle squadre di calcio che comprano calciatori a casaccio al''estero invece di guardare nei vivai e valorizzare i giovani italiani.

domenica 23 agosto 2015

I caduti di pietra, Giuseppe Russo.

Titolo: I caduti di pietra.
Sottotitolo: Campania 1940-1943; Storia di una regione in cui cadde anche la cultura.
Autore: Giuseppe Russo.
Casa Editrice: Photocity Edizioni.
Pagine: 224.

Trama: Il 10 giugno del 1940 l'Italia fascista entrava in guerra, persuasa da un'illusione storica e da calcoli politico-militari totalmente errati. A Napoli, diventata uno strategico trampolino di lancio verso il Mediterraneo, la guerra portò enormi disastri, inghiottendo non solo più di ventimila civili innocenti, ma danneggiando e devastando per sempre una grande fetta del patrimonio storico, artistico e culturale della città. La stessa sorte, seppur in misura minore rispetto alle tragedie della problematica città partenopea, toccò ad altre zone della regione. Numerosi centri furono prima bombardati dagli angloamericani, poi colpiti dai nazisti in ritirata, e successivamente usati e violentati dall'occupazione degli Alleati. Questi ultimi, inizialmente definiti "liberatori", alla fine agirono ugualmente come un esercito d'occupazione feroce e non meno odioso del nemico in ritirata. Gli anni della guerra, in Campania, furono tre volte più devastanti che nel resto d'Italia. Non caddero solo militari e civili. Caddero anche le pietre angolari della nostra cultura.


Non sono mai stata un asso in storia, tant'è che alle superiori preferivo programmare le interrogazioni piuttosto che affidarmi al caso. E pure alla maturità, per evitare sorprese, avevo inserito storia in tesina così da levarmi il pensiero (stessa cosa avevo fatto con filosofia, ma questa è un'altra faccenda...). In casa mia però sono cresciuta a pane e Storia (e altre cose, ma fa figo scrivere solo così!) perché il mio papà è un grande appassionato: non si perdeva un numero di Storia Illustrata (chi se la ricorda alzi la mano!) e i libri a tema storico in casa sono ancora oggi tantissimi. 
Ora che vi è chiaro il quadro del mio rapporto con la storia, non vi sarà difficile capire che i libri a tema storico non sono esattamente il mio forte, anche se i romanzi storici mi piacciono molto. Il libro di Giuseppe Russo non è però un romanzo storico, bensì un saggio (il primo saggio che recensisco qui sul blog!), ma non uno di quei noiosissimi e pesantissimi tomi che siamo abituati a trovare nelle biblioteche di facoltà, bensì un libricino scritto con termini semplici e che illustra in modo chiaro e conciso gli avvenimenti.

Giuseppe Russo ha scritto un testo adatto a tutti, anche a chi non è avvezzo a leggere di storia e nella Storia. In modo chiaro ed estremamente divulgativo, ci racconta gli anni della Seconda Guerra Mondiale nella sua Terra, la Campania, attraverso brevi capitoli di storia pura, immagini, citazioni e documenti. Il risultato è un'indagine su un aspetto spesso dimenticato nei conflitti passati come in quelli attuali: la distruzione di tutto ciò che è cultura e che caratterizza un popolo. 
«...I bombardamenti a tappeto non prevedevano solo la distruzione delle infrastrutture e degli obiettivi militari, ma si prefiggevano soprattutto di distruggere il morale delle popolazioni colpite attraverso la cancellazione delle basilari strutture civili di una città: palazzi, ritrovi, piazze, monumenti, trasporti, uffici, fabbriche, chiese. Nulla fu lasciato al caso, né alla pietà...»
Il libro permette al Lettore di compiere un viaggio attraverso ciò che si è dimenticato, riportando alla memoria quei caduti di pietra di cui spesso non rimane che il ricordo. 
Un lavoro curato, di ricerca e riscoperta della memoria, portato avanti da chi quei luoghi li vive e da chi porta con sé i racconti tramandati.

In tutta sincerità, non è stato facile leggere questo libro. Insomma, tornando a quello che dicevo all'inizio, la storia non è mai stata la mia materia preferita. Forse mi mancano delle nozioni base che mi avrebbero permesso di procedere più spedita, però il libro è davvero fatto bene. Il mio giudizio quindi non è completamente attendibile perché non leggo quasi mai libri così (per non dire mai!, ma suona troppo male), ma sono intenzionata a prestarlo al mio papà e al mio ragazzo, due appassionati di storia con i fiocchi, anche se per epoche e motivi diversi. Credo in tutta onestà che lo apprezzeranno e, se così sarà, sarò ancora più convinta del buon lavoro che ha fatto Giuseppe Russo con questo libro! 

sabato 22 agosto 2015

Ultimo piano (o porno totale), Francesco d'Isa.

Titolo: Ultimo piano (o porno totale).
Autore: Francesco d'Isa.
Casa Editrice: Imprimatur.
Pagine: 208.
Formato: e-book.

Trama: Ultimo piano narra la vicenda di un fratello e una sorella, di nome Claude e Claude, che lavorano nell'industria pornografica in ruoli diversi e con scopi opposti. La loro storia ruota attorno alla nascente carriera della donna e a un film dalle incredibili proprietà, il “porno totale”, che risucchierà le loro vite assieme a quelle di congiunti, amici e colleghi. Narratore e deus ex machina è Frank Spiegelmann, «uomo orrendo» e proprietario della più grande casa di produzione pornografica di una Varsavia immaginaria, «capitale dell’Europa Federale». Tutto inizia, si svolge e finisce all'interno del grattacielo della sua azienda; un edificio che, grazie alla sua particolare struttura, influirà sullo stesso svolgersi degli eventi. Un romanzo che intreccia erotismo, filosofa, satira e distopia, ben imbrigliati dalla figura narrante, che li porterà verso la sintesi di un'inattesa conclusione. Un libro permeato da un erotismo che lo avvolge nella sua interezza senza mai esplicitarsi: la tensione rimarrà un rumore di fondo inespresso – perlomeno fino alla chiusura dell’inevitabile climax.


"Tutti i ragazzi intelligenti sono depravati", inizia così, con una citazione di Vladimir Nabokov (il grande, incredibile e geniale Nabokov), questo breve libro di Francesco d'Isa. Una brevissima frase che fa già entrare il Lettore nel vivo del libro o almeno nel tema che si suppone sia il fulcro di questo libro. Chi meglio dell'autore di Lolita può aprire la strada a questo racconto? Io credo nessuno...

Ultimo piano (o porno totale) è un libro geniale e scottante. Moltissimi "benpensanti" al solo vedere la parola "porno" nel titolo si scandalizzerebbero di sicuro. Leggere un libro che ne parla poi!, lasciamo stare. Eppure secondo me c'è di più. 
Il libro narra le vicende di un fratello e una sorella, Claude e Claude, che per ragioni diverse e con intenzioni diverse entrano nel luccicante e perverso mondo di Perverse Angels, una casa di produzione di film per soli adulti in una Varsavia irreale, capitale dell'Europa Federale. La Perverse Angels è un palazzo di 50 piani al cui interno si possono trovare tutti i tipi di essere umano: dall'approfittatore alla starlette, dal parassita al magnaccia, dal ricco al povero e via dicendo. Un mondo in verticale costruito e diretto da Frank Spiegelmann e i cui attori sono un variegato e pittoresco gruppo di personaggi: attori e attrici, aspiranti tali, registi e tecnici. Insomma, il mondo verticale della Perverse Angels sembra essere una vera e propria allegoria del mondo reale orizzontale che ogni giorno vediamo. Lo so!, costruire un'analogia tra il mondo del porno e la realtà non è sicuramente cosa facile (e forse l'autore non aveva questo scopo), ma io una sottile analogia l'ho vista e mi è piaciuto scovarla tra le pagine. 
"Non angosciarti Marie, Claude è un ragazzo intelligente, saprà cavarsela. Poi, insomma, oggigiorno la pornografia è un lavoro come un altro...capisco, ecco bé, se volesse far l'attore, allora forse, metti il caso di vederlo, di trovarselo su uno schermo, così, mentre...sì, sì, capirei l'imbarazzo - pur non giustificandolo. Ma un regista, che male c'è? E poi tutto questo mettere il sesso sotto i tappeti...siamo europei o coloni? Abbiamo ricevuto un'educazione avanzata, sediamo sulla vetta del mondo. Persino nella Russia dell'Est il sesso non scandalizza più nessuno, e dovremmo essere noi a preoccuparci? [...]" (discorso del padre di Claude e Claude)
Il tema 'pornografia' è un tema semi-tabù anche nella nostra "modernissima" società, uno di quei temi di cui non si parla e che si finge non esistano. E a questo proposito credo che il padre dei due protagonisti abbia centrato il punto: ci proclamiamo tanto evoluti e avanzati, ma non abbiamo il coraggio di parlare apertamente di sesso e di tutto ciò che lo riguarda, come appunto la pornografia. Ognuno avrà la propria idea in merito, ma importante è non nascondersi dietro a dei paraventi. Ogni giorno la televisione ci bombarda di immagini ed episodi che hanno come fulcro la mercificazione del corpo e della persona e poi vogliamo scandalizzarci per la pornografia. Almeno la pornografia se non la cerchi non ti capita sotto agli occhi, mentre la televisione è davanti a noi sempre, eppure non ci scandalizziamo, anzi ci divertiamo a guardarla. Questo libro sdogana in parte questa stupida credenza secondo la quale la pornografia è il male assoluto. Lo sarà per alcuni, ma non per altri. L'importante è non fare di tutta l'erba un fascio e rispettare la scelta di chi ha deciso di far parte del mondo pornografico senza tramutarci in rigorosi benpensanti bacchettoni. Solo dopo aver fatto queste considerazioni è possibile leggere il libro senza preconcetti e pregiudizi. 
La nostra industria accoglieva a braccia aperte questi scarti delle muse, era qua che potevano mettere a frutto le proprie mediocri competenze e sentirsi incompresi in eterno. Eppure in queste massa di falliti c'erano rari casi di geni incompresi, così come tra i diecimila manoscritti scartati da una casa editrice c'è sempre un Kafka o un Joyce. (considerazione di Frank Spiegelmann)
Il deus ex machina di tutta la storia è Frank Spiegelmann, proprietario e burattinaio di quel mondo in verticale che è la Perverse Angels. Frank ci racconta tutte le vicende che portano al finale (un po' deludente rispetto a tutto il resto del libro, mi aspettavo una conclusione più 'wow', più scenografica, anche se capisco le motivazioni dell'autore che lo hanno spinto ad una conclusione così; d'altronde Frank è il burattinaio): ci racconta dei due fratelli, dei rapporti, del grande progetto, di chi vuole ottenere il potere e di tutto ciò che accade nel palazzo. Frank, come un Grande Fratello, controlla, dirige e decide le vite di tutti quelli che vivono nel palazzo. Frank dona e toglie la fortuna, prende o lascia, esalta o mortifica. 
Frank consente al Lettore di riconoscere nell'arrivo di Claude-sorella il fattore scatenante di tutta la vicenda che condurrà all'atto finale. Claude-sorella merita una menzione particolare. A differenza di Claude-fratello, lei è furba e determinata, oltre che morbosamente attaccata al fratello. In breve riesce a ritagliarsi un ruolo di rilievo e diventa improbabile protagonista di una vicenda assolutamente più grande di lei. 
La strategia della ragazza comunque funzionò alla perfezione. Iniziò con l'autodefinirsi una "pornostar esistenzialista" e, nonostante avesse frequentato a malapena il primo semestre dell'università, intasò il proprio blog con gli oggetti del desiderio di ogni pseudo-intellettuale: design postmoderno, architettura Bauhaus e Brutalist, cinema New Wave, Situazionismo, letteratura postfederale, Carl Gustav Jung, Pasolini, Miles Davis, Bob Dylan, i Clash e lo scotch doppio malto. Non che non sapesse trattare gli argomenti con sufficiente padronanza, era, come vi ho detto, una ragazza sveglia, degno sangue del fratello. Le sue qualità erano rare, ma ebbero un effetto esplosivo per la carriera che si era scelta. [...] Così, come al liceo si ritagliò il ruolo di "più bella dei nerd", scavalcando le cheerleader che non seppero approfittare dell'ascesa dei secchioni, deve altrettanto in seguito, e, in un'epoca in cui la pornografia dominava il mondo, divenne la regina delle pornostar. (Frank narra l'ascesa di Eva Bolena - Claude sorella)
Un libro, come ho già detto, geniale. Tratta il sesso da un punto di vista nuovo, più materiale e assolutamente reale. Se non si è capito fino ad ora, questo libro mi è piaciuto e merita di essere letto. Un esperimento letterario su un tema quasi tabù anche nell'evoluto 2015 che regala al Lettore un punto di vista nuovo e aperto, come se questo libro avesse il potere di donare a chi lo legge una coscienza diversa, più aperta al mondo e meno bigotta. Concludo con le parole di Claude-fratello che ben rendono l'idea su quello che è il mondo della pornografia così come, spesso, il mondo reale.
[Le persone sono troppe per vederla tutte allo stesso modo - rispose Claude, lievemente irritato - Ma] "Può essere che abbia ragione. Anch'io in fondo credo che il mio lavoro, come quello di mia sorella, sia in parte condannabile." [Come il suo del resto. Abbiamo qualcosa in comune, lavoriamo per lo spettacolo, e lo spettacolo non è così pulito]."Che intende dire?""Il nostro lavoro è creare illusioni e guadagnarci denaro. C'è qualcosa di sporco in questo, le illusioni possono far male".
Ovviamente, se avete letto questo libro fatemi sapere cosa ne pensate. Alla prossima!

giovedì 20 agosto 2015

Di Venezia. D'amore. Di magia., Anna Castelli.

Titolo: Di Venezia. D'amore. Di magia.
Autore: Anna Castelli.
Casa Editrice: Lulu Press.
Pagine: 200.

Trama: Anna Castelli riceve un pacchettino di lettere consunte dalle mani di due misteriosi personaggi che le affidano la loro storia. 
Dopo una lunga giornata di lavoro, Jérôme de Seingalt sta fumando l’ultima sigaretta sulla sua “altana” (terrazza alla veneziana), godendosi il chiaro di luna e il silenzio della Laguna. All'improvviso dentro allo specchio della sua camera appare una donna graziosa, Lavinia de Merteuil. Dopo aver combattuto strenuamente per tirarla fuori da lì, Jérôme ascolta sbalordito la sua storia: Lavinia gli racconta che si sono già conosciuti e amati trecento anni prima e gli chiede aiuto per sconfiggere la maledizione che l'ha allontanata da lui, costringendola a viaggiare di specchio in specchio per secoli fino allo scioglimento del maleficio; l’unica maniera per farcela è quella di raccontarsi fiabe. Inizia così uno scambio di lettere con il quale i due riscopriranno ai giorni nostri la loro antica passione, tra passeggiate e appuntamenti nei luoghi più belli di Venezia, che i lettori possono ammirare assieme a loro. Tra una lettera e l’altra contrastano la maledizione con le loro fiabe: storie d’amore ambientate in tutto il mondo e in ogni epoca, che seguono col loro andamento la passione che travolge Lavinia e Jérôme, fino all'incredibile epilogo in cui il lettore scoprirà se il potere dell’amore è più forte della stregoneria che incombe su di essi.


Agosto. Mese di caldo, relax, divertimento e compagnia. No, beh, in realtà solo caldo. E sessione estiva. Comunque, nonostante caldo ed esami, su invito dell'autrice ho letto Di Venezia. D'amore. Di magia., un libro unico nel suo genere, coinvolgente e piacevole. 

Il romanzo è un concentrato di vite, sentimenti ed avventure. Nella mani dell'autrice arriva un carteggio antico e a consegnarlo a lei sono gli stessi protagonisti di quelle pagine: Jérôme e Lavinia. Due figure magiche e misteriose che attraversano il tempo e lo spazio ritrovandosi ogni volta tra le viuzze ed i canali di Venezia. Due figure fantastiche o reali (questo spetta al Lettore deciderlo, seguendo il proprio istinto e le proprie credenze) che vivono del loro amore, come se il tempo, per due innamorati, non passasse mai.
Poi però capita che io torni a Venezia, percorrendo il suo labirinto senza particolari pensieri addosso, e loro sono lì: passeggiano tranquillamente a braccetto e mi fanno un lieve cenno di saluto, a sottolineare il segreto prezioso che mi hanno regalato e il fatto che, attraverso me, qualcun altro potrà continuare a credere alla magia della Serenissima. (Introduzione a cura dell'autrice)
Il carteggio di Jérôme e Lavinia è costituito da un gran numero di lettere e fiabe. Ebbene sì!, fiabe. Lavinia è infatti vittima di una maledizione e per sconfiggerla e ritrovarsi i due innamorati devono raccontarsi un numero sufficiente di fiabe e ripercorrere così la loro storia di amore e passione.
Ci sono fiabe per tutti i gusti: lunghe o corte, piccanti o ingenue, giovanili o adulte, fiabe raccontate due volte da due punti di vista diversi, fiabe che si completano tra loro. Un carteggio complesso che costringe il Lettore a riflessioni, collegamenti e scoperte. Ovviamente non sarei sincera se dicessi che mi sono piaciute tutte allo stesso modo; alcune mi sono piaciute meno, altre di più (Onirika e Akirino).

Lo stile e la complessità del libro sono molto accattivanti, ti catturano nella loro rete e non ti lasciano più. Ammetto che arrivata alla fine, a quel Come tutto ebbe inizio..., un po' mi sono rattristata. Più le pagine scorrono, più Jérôme e Lavinia diventano conoscenti, amici, amici affezionati. Il desiderio che tutto si risolva per il meglio costringe il Lettore a simpatizzare sempre più con i protagonisti e con le loro avventure tra gli specchi.

Da un bel po' ho in programma una nuova gita a Venezia di tempo e credo che, dopo aver letto questo racconto-leggenda-fiaba-e chi più ne ha più ne metta, farò molta più attenzione alle coppie che incontrerò per le strade...Magari mi capiterà di incrociare lo sguardo di Jérôme e Lavinia e, sorridendo, potrò ripensare alla storia del loro amore nella magnifica Serenissima. 

mercoledì 12 agosto 2015

Sei parte di me, Giulia Borgato.

Titolo: Sei parte di me.
Autore: Giulia Borgato.
Pagine: 180 (.epub).
Formato: e-book.

Trama: Giada ha appena iniziato una nuova vita dopo la perdita di sua madre: nuova città, nuovo lavoro e nuovi amici. Antonio nasconde un passato doloroso e non vuole legami. Tra loro scocca subito una scintilla, ma quando la sera del loro primo appuntamento Antonio non si presenta all'incontro, Giada viene presa dallo sconforto. La sua atavica mancanza di autostima emerge con violenza, minando tutte le sue sicurezze, ma ancora non sa che il destino ha altri piani per loro due e li pone davanti a un bivio. La direzione scelta da entrambi sarà la stessa, oppure le loro strade si divideranno per sempre?


Ammetto la mia ignoranza: prima di essere contatta da Giulia Borgato, non conoscevo il suo libro. Un libro bello, intenso, scritto davvero bene. Grazie allo stile e alle scelte narrative, le pagine scorrono che è una meraviglia! Un libro che ti tiene incollato alle sue pagine e non ti permette di staccare (e intendo letteralmente, non metaforicamente; per credermi vi basti pensare che ho letto l'e-book, e sottolineo e-book, in soli tre giorni! Io che non amo il digitale...).

La storia è costruita su due livelli narrativi, ma non temporali: si alternano sezioni in cui la vicenda è narrata da Giada e sezioni in cui la vicenda è narrata da Antonio. Due punti di vista che si intrecciano perfettamente a creare un unico filo narrativo...
Giada, poco più di vent'anni, bella ma non troppo, intelligente, determinata ma non troppo, impacciata quanto basta e "leggermente" incasinata nella vita. Dopo la perdita della madre fugge da casa perché non riesce ad accettare la nuova relazione del padre. Mentre si destreggia tra i vari problemi della vita incontra Antonio: bello, anche troppo!, centauro 35enne, tecnico informatico e rubacuori. Tra i due sembra nascere qualcosa, ma Antonio le tira buca al loro primo appuntamento. (Qui starete tutti pensando: 'ecco la solita storia in cui lei frigna dietro a uno che non se la fila, ma poi se la fila...'; e invece no!)
Giada si convince di non essere abbastanza, di essere stata mollata ancora prima di essere stata "qualcosa" per lui perché "non è": non è abbastanza bella, provocante, sensuale, ecc...
Ma la realtà è ben diversa...Antonio ha avuto un'incidente e lotta per sopravvivere e non ha mai smesso di pensare a lei, quella ragazza così diversa dalle altre e così unica.
Un po' la coppia Giada-Antonio mi ha ricordato i miei cari Tatia-Shura, ma in versione più moderna (e chi mi segue sa quanto "pesi" questo paragone per me).
Quello che succede dopo non ve lo racconto sennò l'autrice potrebbe "denunciarmi" per eccessivi spoiler. Sappiate che i risvolti della vicenda non saranno affatto banali e, mentre cercherete di scoprire che succede, vi ritroverete a fine libro in un lampo con il sorriso più ebete di sempre stampato in faccia! Una storia di vita, di amore, di speranza. Una storia talmente "normale" da poter essere la nostra.

Un libro leggero, ma non banale, che conquista il lettore fin dalle prime pagine. Una lettura piacevole, scorrevole e sorprendente. Una storia reale, senza contenuti inverosimili. Uno spaccato di vita quotidiana e sentimentale. Un racconto che indaga nei sentimenti e nell'animo umano affrontando temi delicati come la malattia e la morte.
Consigliatissimo. Leggetelo e fatemi sapere cosa ne pensate. 

lunedì 10 agosto 2015

Jolly Roger, La terra di nessuno (vol.1), Gabriele Dolzadelli.

Titolo: Jolly Roger, La terra di nessuno.
Autore: Gabriele Dolzadelli.
Formato: e-book pdf.
Pagine: 352.
Nota: primo libro di una saga.

Trama: 1670. In un clima di scontri per la colonizzazione del nuovo mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O'Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l'isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull'isola. Il tutto sotto l'occhio vigile di una nave pirata ancorata all'orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.


Primo libro della saga Jolly Roger di Gabriele Dolzadelli, giovane autore emergente italiano, indubbiamente promettente, che avevamo già conosciuto in occasione di una presentazione proprio qui sul blog alcuni mesi fa. Il romanzo è scorrevole, scritto bene, fluido. Una lettura estiva perfetta (ma intendiamoci!, non è una lettura leggera o superficiale, il romanzo è molto buono e avvincente), ideale per chi ama il genere alla Jack Sparrow per intenderci: pirati, navi, complotti, tesori e tutto quello che può venirvi in mente. 
Un romanzo con tanti, troppi (?!), personaggi. Ho fatto un tantino fatica a stare dietro a tutti i nomi e i collegamenti, soprattutto perché non si risolve quasi nulla in questo primo volume e tutto resta in sospeso: i destini, le vite, le verità.
Ecco, l'unica pecca di questo libro è che non finisce. Mi spiego. E' una trilogia, quindi, ovviamente, la conclusione è aperta per permettere alla storia di proseguire nei due volumi successivi, però è troppo aperta. Ho letto altre volte trilogie o duologie (si dice?!, boh...), ma ogni libro aveva una conclusione propria, mentre in questo caso il lettore tenta di girare pagina perché pensa manchi qualcosa...

I personaggi. Come detto sono moltissimi, ma fortunatamente l'autore ha pensato bene di venire incontro a noi lettori e a inizio libro ci regala un indice dei personaggi con una breve descrizione. Grazie!, questa cosa mi ha aiutata molto. 
Il protagonista è Sidvester O'Neill, giovane pescatore irlandese, partito alla volta dei Caraibi in cerca del fratello minore Alexander. Durante il suo viaggio incontra molti personaggi più o meno singolari. La sua vita si intreccia con quella di scozzesi e inglesi, i quali a loro volta intrecciano le proprie vite con olandesi e spagnoli. Una specie di scatola cinese di vicende temporali (sì!, perché il racconto passa dal 1660 al 1670, dal 1662 al 1670 e via così), spaziali (Cork, Puerto Dorado, i vari fortini) e personali (in ogni capitolo il lettore incontra nuovi personaggi e parte della loro sorte prima di passare alla vicenda centrale del libro). Un bel garbuglio che costringe il lettore a proseguire nella lettura per sbrogliare la matassa, per quanto possibile.

Un libro scritto bene, con una buona idea di fondo. Un genere un tantino lontano dal mio solito, ma neanche troppo. Un autore sicuramente promettente. Ma non posso dire molto di più perché la storia non è ancora conclusa e se aggiungo altro potrei fare uno spoiler colossale e né l'autore né chi vuole leggere il libro ne sarebbero contenti. I colpi di scena non mancano. L'ambientazione spaziale e quella temporale sono accattivanti. Quindi non vi resta che dare una possibilità a Gabriele Dolzadelli e al suo Jolly Roger!!!

martedì 4 agosto 2015

Macerie, Claudio Piras Moreno.

Titolo: Macerie.
Autore: Claudio Piras Moreno.
Casa Editrice: VandA.
Pagine: 190 (e-book).

Trama: Durante un’alluvione una frana distrugge il paese di Antro e con esso svanisce ogni possibilità per Pietro di ricordare il proprio passato. Mentre tra le macerie ancora si scava, i sogni lo tormentano e lo guidano. Egli allora torna ad Antro e vi trova un ultimo superstite: Antòni. Se lo porta a casa, convinto che costui possa rendergli il passato, ricomponendo la sua storia e quella del paese. Si succedono i racconti “delle genti” ormai scomparse. Storie drammatiche e poetiche, difficili da credere, perché non tutto corrisponde a quanto i superstiti rammentano. Chi è allora Antòni? Mente dunque quando dice di parlare con i fantasmi di Antro? Difficile dirlo, ma pian piano le sue parole paiono indicare una via di redenzione per un’umanità colpevole e innocente insieme.


Ho letto Macerie su invito dell'autore. Come sapete, non amo molto leggere in formato digitale, ma qui ho fatto una delle poche eccezioni. Il libro mi incuriosiva e a ragione. Non è un romanzo e men che meno uno di quei libri da birra e ombrellone. E' un racconto di vita ed esperienza. Un libro molto emozionale. Lo stile è molto particolare e il lessico molto ricercato. Si legge velocemente (a parte la sottoscritta che ci ha messo un sacco a causa del formato...) perché non si vede l'ora di girare pagina e vedere cosa succede poi. I personaggi sono davvero tanti e, ammetto, ci ho messo un po' ad inquadrarli tutti. Tutti con la loro storia. Tutti con la loro verità. Tutti alla ricerca della Verità.
Il cuore del libro credo sia questo:
Già da anni Antro non era più la stessa. I suoi boschi si facevano più radi e malati. La gente tagliava gli alberi, li bruciava, a volte per dispetto a uno, per rabbia nei confronti di un altro, per un poco di legna a buon mercato, per costruirci al loro posto una casetta nuova, per farci una strada più comoda dalla quale raggiungerla o per piantarci un orticello e coltivarci le verdure. Tante motivazioni, tutte senza mai interpellare la montagna. E, forse perché era stata tradita e stuprata, alla fine lei si era ribellata, vendicandosi con ben poca clemenza. Ora per quei pochi sopravvissuti, e forse persino per i morti, la cosa più importante era riuscire a dimenticare, addormentare la propria coscienza, cancellare la memoria e, se ancora rimaneva qualcosa, prendersela con il prossimo.
infatti il tema centrale del libro è il rapporto uomo-Natura. Un rapporto, lo sappiamo bene, difficile e che sempre più mette alla prova regioni e uomini. La Natura, sfruttata, distrutta, violentata, spesso si ribella all'uomo ed ecco che si verificano i grandi disastri naturali che si portano via uomini, case e ricordi. 
La storia narrata in Macerie inizia proprio in questo modo, con una gigantesca e distruttiva frana che si porta via persone, cose e memorie. A ridonare memoria ai superstiti, e soprattutto a Pietro (con un colpo di scena ben costruito a mio avviso), ci pensa Antòni, il dissepolto, colui che è rimasto per sette lunghissimi giorni sotto le macerie della vecchia Antro e che parla con gli spiriti dei morti. Tra un racconto e l'altro, Antòni ricostruisce la vita e la memoria di chi è stato portato via dalla frana. Tra verità, mezze-verità ed errori, si scoprirà che le macerie non sono solo quelle materiali rappresentate dalle case e da ciò che la montagna ha distrutto, ma che le macerie, quelle più pesanti e difficili da rimuovere, sono quelle nell'animo di chi è sopravvissuto alla montagna, tra inganni, tradimenti e bugie. 

Un libro molto particolare, importante, che attraverso la tragedia scava nell'animo umano per coglierne le mille sfumature. L'occhio del Lettore segue quello indagatore dell'autore nelle vite e nei pensieri degli abitanti di Antro per scoprire che spesso l'uomo porta nel proprio cuore macigni enormi dei quali è quasi impossibile liberarsi senza l'aiuto di altri. 
Un libro di tragedia e speranza. Di morte e rinascita. Di odio e amore. 
Stavolta mi sento proprio di consigliarvelo. Spero di avervi incuriositi almeno un po'. Alla prossima!

lunedì 3 agosto 2015

La fata perduta, Erika Scarano.

Titolo: La fata perduta.
Autore: Erika Scarano.
Casa Editrice: Cingolani Alessandro Edizioni.
Pagine: 47.


Trama: Una favola per bambini. Apparentemente. Aurora, la protagonista del racconto, è una bambina che incontra quasi casualmente una fata. Questa insolita creatura infatti ha deciso di chiedere aiuto ad Aurora per ritrovarsi. “Mi sono persa”, spiega, e non è una perdita di luogo, ma di identità quella che caratterizza l’avventura delle due, affiancate da alcuni aiutanti, come il lupo, fedele compagno della fata, e il cugino di Aurora. Una ricerca di sé, un racconto introspettivo, un modo per ricercare tra le pagine di una favola una parte di sé. Uno, nessuno e centomila Io da vivere e sentire sulla propria pelle. La ricerca della complessità dell’animo umano, la moltitudine di Io all'interno di ciascuno, un racconto per iniziare questo cammino fin da piccoli, un racconto per continuare la ricerca a qualunque età.


Conosco (virtualmente) Erika da molto tempo ormai e ve l'ho già presentata in un'intervista su questo blog un po' di mesi fa. Dopo così tanti mesi di conoscenza è stato quasi naturale scegliere di leggere qualcosa di suo. Ho scelto La fata perduta perché già dalla copertina mi ispirava moltissimo e poi è un racconto breve e a me i racconti brevi piacciono, soprattutto quando devo avvicinarmi ad un nuovo autore.
Dopo una settimana di attesa (è noto quanto le Poste siano lente nel recapitare la posta...), ho ricevuto questo libro e ho deciso di portarlo con me nel mio week-end di vacanza in Alto Adige. Non volevo portarmi dietro il tablet per proseguire con la lettura degli e-book e il libro di Erika è arrivato giusto in tempo. Un libricino piccolo, per nulla pesante, perfetto per un paio di giorni fuori porta.

Ho trovato l'ambientazione altoatesina (la vedete nella foto qui a fianco) perfetta per leggere questa favola per bambini ed adulti. Non so se Erika avesse in mente un luogo tipo questo, ma mentre leggevo mi immaginavo proprio posti così, un po' magici e un po' incantati. 

Il racconto è molto breve, ma racchiude in sé un grande insegnamento: non è mai troppo tardi per scoprirsi, riscoprirsi e ricrearsi. Una morale più per adulti che non per bambini. Una morale che dovremmo tenerci a mente più spesso. Una morale perfetta per il periodo che stiamo vivendo e ancor più perfetta per noi giovani che, spesso, ci perdiamo e fatichiamo a ritrovarci in questa realtà frenetica e sempre di corsa. Io quantomeno ho letto questo nella favola che Erika ha scritto, se poi non è così aspetto solo che lei stessa mi corregga e mi indichi la giusta chiave di lettura.

La piccola protagonista, Aurora, è l'anima pura, ingenua e fresca che apre gli occhi della fata "perduta" sulla sua esistenza e sul suo "perché". Anche in questa storia gli occhi dei bambini sono lo specchio della realtà, senza veli o impedimenti. Ho apprezzato moltissimo il rapporto di Aurora con la sua nonna, la loro reciproca fiducia e confidenza. 
Sebbene la storia sia breve, i personaggi sono ben caratterizzati e le descrizioni sono molto suggestive. Le illustrazioni poi sono eccezionali, davvero belle ed evocative. Lo stile narrativo è fluido ed incantevole, come è giusto che sia per una favola. 
Un racconto piacevole, che si legge velocemente, ma che lascia un'importante lezione a chi sa coglierla. Un libro adatto a tutte le età, che regala al Lettore, grande o piccolo, sensazioni ed emozioni diverse.

Attendo di ricevere le vostre opinioni. Sperando di avervi incuriositi almeno un pochino, vi aspetto alla prossima!