giovedì 30 giugno 2016

Snapshots #15.

Snapshots è una rubrica di recap mensile.
Salve lettori!
Anche giugno volge al termine ed è tempo di recap mensile. Giugno è stato, per me, un mese di rinnovamento e ritorno. Rinnovamento perché ho assunto un atteggiamento nuovo e leggermente più positivo verso la vita, ho iniziato ad affrontare gli ostacoli con un pizzico di ansia in meno ed ho cercato di ritagliarmi i miei spazi. Ho anche cominciato a fare la vice-badante alla mia nonna ed è una grande soddisfazione vederla contenta che ti ringrazia. Ho esposto pure gli annunci per le ripetizioni ed ogni mattina, quando vado a fare la spesa, ci butto l'occhio; al momento hanno staccato qualche bigliettino, spero mi contattino presto! Ritorno perché, dopo quasi un anno di pausa, sono tornata all'università per sostenere un esame. Non è andato come avrei sperato, però sono certa che al prossimo appello non potrà che andare bene...
Insomma, giugno è stato un mese impegnativo. 

Tornando alla rubrica, questo mese ho pensato di aggiungere un paio di categorie in più alle istantanee del mese, ma non so se saranno categorie fisse d'ora in poi oppure saltuarie. Magari fatemi sapere se sono categorie che vi interessano oppure no, così mi regolo di conseguenza...
Bene!, cominciamo. 

Un libro.

Il libro del mese è The lost wife di Alyson Richman (trovate la recensione qui). Ho scelto questo libro per due motivi: primo, mi è piaciuto moltissimo; secondo, è un libro emozionale, sulla stessa linea d'onda del mio prediletto Cavaliere d'inverno di Paullina Simons.
Il fatto che sia molto vicino allo stile e alla storia del Cavaliere è uno dei motivi principali che mi ha spinta ad acquistarlo e leggerlo. L'ho letto in inglese, in quanto non sono riuscita a trovare l'edizione italiana che volevo da nessuna parte. E forse è stato meglio così, visto che ho fatto esercizio di lettura in lingua ed ho potuto assaporare fino in fondo la scrittura e la potenza narrativa della Richman.
Lo consiglio? Certo. E' un libro perfetto per chi ama l'amore in tutte le sue declinazioni e per chi ama le ambientazioni storiche (seconda guerra mondiale).

Una copertina.

Dopo aver letto Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian (la recensione la trovate qui), edito da Keller Editore, ho spulciato meglio il catalogo di questa casa editrice che ho sempre osservato e seguito a distanza con attenzione e devozione. Il catalogo è interessantissimo e ricco, fosse per me li comprerei tutti!, ma non credo che le mie finanze me lo permettano. Purtroppo, temo di dover fare il filo a questi volumi ancora per un bel po'...
Tra le recenti pubblicazioni della Keller, ho notato Le lupe di Sernovodsk di Irena Brezna. La copertina mi piace molto, mi catapulta nella giusta dimensione spaziale (la Cecenia, il mondo russo). Non so se questo libro sarà mai mio, ma la copertina resta assolutamente bellissima.

Un film.

Ok, calmi. Lo so che è scandaloso!, ma io non lo avevo mai visto tutto. 
So che è un film cult, amatissimo e assolutamente-non-recente, ma io l'ho guardato tutto l'altra sera. Era in programmazione sul canale Nove e, siccome è un must per molti miei amici e per il mio ragazzo, mi sono seduta sul divano decisa ad arrivare fino in fondo (in passato avevo visto molte parti, ma non il film intero).
E devo ammetterlo!, mi è piaciuto, mi sono divertita e mi sono pentita di non averlo mai guardato prima.
So che dovrei vergognarmi per essere arrivata alla veneranda età di 27 anni prima di guardare un film di questa portata, soprattutto perché ha segnato molte persone della mia generazione.

Una canzone.

Non citerò nessuna canzone in particolare per questo mese. Non perché non ci siano canzoni che ho canticchiato più di altre, ma perché questo è il periodo dei tormentoni estivi e delle canzoni mononote e monotone. Ma, siccome a casa ed in macchina ascolto sempre Radio Italia, avete qualche canzone straniera da consigliarmi? Qualche canzone che va molto di moda in questo periodo?

Un booktuber.

Nuova categoria per le mie istantanee. Io seguo moltissimi booktubers e youtubers in generale. Mi piace guardare i loro video e ricavarne consigli utili (sia di lettura che generali). Scelgo molto accuratamente chi seguire, quindi nel momento in cui vi consiglio qualcuno, sento di consigliarvi un buon 'prodotto', valido e interessante.
Questo mese vorrei suggerirvi di spulciare il canale Jean BookishThoughts di Jean, una ragazza inglese (scozzese se non ho capito male). Quindi sì!, i video sono in inglese, ma lei parla davvero bene e si capiscono perfettamente. Anzi!, io faccio davvero un ottimo esercizio guardando i suoi video. 
Conoscete questa ragazza? Avete mai ascoltato le sue video-recensioni ed i suoi consigli librosi? Avete altri booktubers inglesi (non americani!) da consigliarmi? 

Un articolo.

Anche questa è una nuova sezione. Personalmente, seguo moltissimi blog e mi capita spesso di imbattermi in contenuti davvero interessanti e di livello. Ci sono certe blogger che, per il loro stile di scrittura e il loro modo di vedere il mondo, mi incantano ogni volta.
Questo mese ho scelto di proporvi la lettura di Lo scandalo Mein Kampf e l'omofobia di Orlando: l'errore della violenza connotata di Athenae Noctua. Ho trovato questo articolo molto attuale e intelligente, quindi vi consiglio di leggerlo.


Il post è diventato lunghissimo, ma spero vi sia piaciuto. Fatemi sapere qualcosa del vostro mese di giugno e ditemi se le nuove categorie vi piacciono!
Alla prossima!

mercoledì 29 giugno 2016

Confessions of a Book-Blogger. #6

Confessions of a Book-Blogger è una rubrica a cadenza casuale nella quale parlo di me mentre parlo di libri e letteratura.

HAI MAI COMPRATO UN LIBRO SOLO PERCHE' AVEVA UNA BELLA COPERTINA? E COSA TI ATTRAE NELLA COPERTINA DI UN LIBRO?

Devo fare una breve premessa per rispondere a questa domanda, altrimenti quello che dirò non avrà alcun senso (come se quel che dico di solito lo avesse!,...). Io sono molto pignola e scrupolosa quando scelgo un libro da acquistare. Certo, come tutti guardo che sia perfetto, che non abbia graffi o segni in copertina, e via dicendo, ma tre sono i criteri che mi permettono di individuare il Predestinato. Ve li cito qui di seguito, in ordine casuale, ma non troppo:

1. La copertina. Se non mi piace, il libro resta sullo scaffale;
2. La Casa Editrice. Se trovo il libro che mi interessa, ma è stato pubblicato da una CE che non mi piace molto, cerco un'alternativa;
3. L'edizione. Se non è buona (traduzione, formato ed impaginazione), opto per un'edizione diversa.

Avrete quindi intuito che la copertina è per me fondamentale. Spessissimo mi innamoro di un libro per la sua copertina, prima ancora di sapere se è il genere di libro che leggo. La copertina dice molto su un libro e prima di acquistare un libro, deve convincermi la copertina. Non so bene cosa mi attragga maggiormente delle copertine, ma ci metto molta attenzione. 
Non credo sia questione di copertine accattivanti, colorate o elaborate, credo sia più una scelta dettata dal mio cervello-da-lettrice, che separa le copertine azzeccate con il tema del libro da quelle che, con il contenuto del libro, ci stanno come la maionese sulla torta di compleanno. Insomma, una copertina deve essere, sì!, bella esteticamente (per me, ovviamente), ma deve anche essere in linea con il libro e il suo contenuto. Spiegarvi bene cosa pensa la mia mente quando sceglie un libro in base alla copertina è pressoché impossibile, quindi non ci provo nemmeno.

Certo è che le copertine delle edizioni italiane, specialmente di alcuni generi letterari, si assomigliano davvero tutte. Sti illustratori e sti editori, un po' di fantasia no?! Le edizioni inglesi mi piacciono molto di più, soprattutto se si tratta di libri contemporanei, anche perché, per una come me che sceglie basandosi sulla copertina, c'è il rischio di perdersi belle storie a causa di tutte queste copertine-copia-incolla. Vi faccio un esempio.

Ho letto Billy and me di Giovanna Fletcher (qui trovate la recensione). Volevo esercitarmi un pochino con la lettura in lingua e cercavo un libro non troppo impegnativo. Su Instagram una ragazza (non ricordo chi, altrimenti la taggherei volentieri) aveva postato una foto di questo libro. La copertina mi era piaciuta subito. Colorata e semplice. Sono corsa a leggermi la trama e rispecchiava quel che cercavo: una storia semplice e lineare che mi permettesse di esercitarmi senza tanti sbattimenti di testa. 
Quando ho ricevuto il pacchetto con il libro, non vedevo l'ora di leggerlo. Poi, mentre lo leggevo, ho avuto la malaugurata idea di vedere su internet se era stato tradotto in italiano. Ebbene, la risposta e sì.
Un cupcake con Mr Darcy l'hanno intitolato. Ma perché? Un-cupcake-con-Mr-Darcy? Titolo orribile. Se l'avessi visto in libreria non l'avrei mai comprato. Era così difficile lasciare il titolo originale e la copertina dell'edizione inglese? Questa scelta non solo sminuisce la storia a mero romanzetto rosa, ma non invoglia a comprarlo. Comprereste un libro con in copertina una tipa che fissa dei cupcakes e il titolo racchiuso in un'insegna luminosa? Io no. Questo è proprio il genere di copertina che rifuggo. Sono tutte uguali, tutte con la stessa tipa in copertina con aria sognante e ingenua. 
Ecco perché preferisco le edizioni inglesi. Sono più belle, non sminuiscono la storia e sono bellissime nella loro semplicità.

Con questo esempio spero di avervi chiarito la mia posizione sulla questione 'copertina', anche se ne avrei altri da citare, ma rischieremmo di fare notte. E voi? Quanto peso date alle copertine dei libri? Vi piacciono le edizioni italiane o preferite quelle inglesi? Raccontatemi!

lunedì 27 giugno 2016

Il coltello, Noemi Gastaldi.

Titolo: Il coltello.
Autore: Noemi Gastaldi.
Genere: racconto.
Pagine: 23 (in .epub).


Trama: Due facce separate da un coltello, una sola essenza: la lama. E quella lama, quel filo intangibile, non è cosa da aversi. Non si può far altro che tentare di recepirlo nei dolorosi tagli che sa infliggere.


Il racconto si legge velocemente e tutto d'un fiato. Lo stile è fluido e molto piacevole, curato e non banale. 
Chi segue già Noemi Gastaldi avrà familiarità con il protagonista, in quanto il racconto è uno spin-off della sua saga.
Io ho trovato la similitudine della lama molto interessante e suggestiva e, proprio per questo, aggiunto al fatto che più di tanto di un racconto non si può dire, ho pensato di porgere alcune domande all'autrice per scoprire qualcosa di più.


Ciao! Benvenuta sul blog. Partiamo subito con le domande. Perché hai scelto di cimentarti nel racconto? Lo trovi una forma a te più congeniale e diretta per esprimerti?
Ciao, in realtà no, tutto il contrario. Ho lavorato per qualche anno a una trilogia fantasy, lunga e dalla trama piuttosto complessa, e spesso mi sono sorpresa a chiedermi: sarò in grado di fare qualcosa di completamente diverso? Così, finita la trilogia, mi sono dedicata alla stesura di tre racconti brevi: Casamatta, Male Dire, e Il coltello, che è il più recente. Per me è stato un modo per mettermi alla prova e sperimentare qualcosa di diverso, senza però abbandonare del tutto il mio progetto: i tre racconti sono infatti tre "spin-off" della trilogia, slegati dalla trama portante, ma che trattano le vicende di personaggi che avevo già creato. 

La copertina del racconto è bellissima. Opera tua o di un artista?
Non è mia. Ho preso l'immagine da Fotolia, sito internet che offre molte immagini da usarsi per fini commerciali e non, e poi l'ho impaginata. L'ho scelta perché il ragazzo dall'aria scontrosa raffigurato mi ha fatto pensare al protagonista del racconto.

Il racconto gira attorno alla similitudine della lama che divide il prima e il dopo, il bello e il brutto, il giusto e lo sbagliato. Da dove è nata l'idea?
L'idea è nata osservando una persona che, a seguito di un trauma, ha manifestato un disturbo bipolare. Ed era come divisa in due, vista dall'esterno, poteva sembrare una persona molto strana e scostante. Ma un po' più da vicino si poteva capire che la sua vera personalità era quella rimasta dentro, quella che, nel periodo peggiore, non c'era modo di afferrare. Il filo della lama, appunto. Ho voluto dare a Bruno le caratteristiche che ho avuto modo di osservare, cercando di immaginare come potesse essere trovarsi ad interagire con lui arrivando da fuori dal suo mondo e trovandosi quindi a conoscerlo poco a poco. Il fatto che questo incontro generi tanto turbamento nella voce narrante ha poi scaturito da sé il resto, la netta separazione tra le due personalità di Bruno crea automaticamente un concetto di prima e dopo che si fa estremo (prima e dopo il fatto che lo ha cambiato, prima e dopo l'aver fatto la sua conoscenza, ecc...), il giusto e lo sbagliato... le mezze misure non sono più concesse perché concentrate sul filo della lama. 

Il racconto è uno spin-off della tua saga. Vuoi raccontarcela brevemente?
Ma certo! La mia saga, Oltre i confini, parla di un mondo che va oltre ciò che è materiale e comprensibile a tutti; il mondo oltre i confini, appunto.
Ho rappresentato questo mondo come uno spazio onirico, dove molti si recano tramite il sogno, e vivono dunque ogni esperienza come fantasia, mentre altri lo raggiungono con la consapevolezza che tutto ciò che vivranno sarà reale. Ho battezzato questi altri "Viator", viaggiatori, e Bruno è uno di loro, solo che si è perso. E, tornando alla metafora del coltello, la sua "vera essenza", la lama. si trova oltre i confini, e sarà la protagonista della mia saga a riportarla indietro.

Progetti futuri?
Sto lavorando a una versione integrale e definitiva della trilogia: sono un'autrice self, e questo, fra le altre cose, significa che ho la possibilità di rivedere ciò che pubblico con una certa facilità. Ho deciso di mettermi a rileggere i tre volumi e sottoporli ad alcuni beta reader per poi pubblicare il volume unico e... quando avrò finito deciderò su cosa mettere le mani, ho un vecchio diario pieno di appunti, idee e mezze idee... Ma prima voglio finire ciò che ho iniziato nel migliore dei modi.

Due ultime domandine. Qual è il tuo libro preferito?
Difficile! Il libro che mi ha portata a questo progettone (anche se come tema c'entra poco e niente) è stato Il signore degli Anelli, per cui ho avuto una folgorazione da ragazzina.
Un'altra saga fantasy che sto seguendo con moltissimo interesse è Nuova Galatia, di Mara Fontana... che è una collega self e mi ha anche fatto da editor per la trilogia, ma che secondo me non ha proprio nulla da invidiare agli autori famosi.
Però un libro preferito in assoluto non ce l'ho!
Diciamo così: il libro che mi è piaciuto di più tra quelli che ho letto (relativamente) di recente è stato un romanzo che non conoscevo di Virginia Wolf, Notte e Giorno. 

Quali sono i tuoi scrittori preferiti? Quelli che prendi ad esempio quando scrivi?
Amo molto Stefano Benni, da un po' di anni i suoi libri li leggo tutti. Mi sono piaciuti molti libri di Banana Yoshimoto. Diamine, faccio una fatica tremenda a rispondere a queste domande, credo di essere una lettrice onnivora, forse anche poco critica, perché fatico a eleggere dei libri preferiti e degli scrittori preferiti.
Più sul classico, ho sempre amato molto i romanzi di Calvino. Per colpa delle edizioni economiche della Newton sto rileggendo molte cose di Fedor Dostoevskij che avevo già amato anni fa.
Se però penso a qualcosa a cui vorrei i miei libri somigliassero un po'... mi vengono in mente Alice nel paese delle meraviglie e Dietro lo specchio. Perché ci sono il mondo onirico che stupisce e rapisce, come vorrei accadesse con il mio mondo oltre i confini, e il paradosso della realtà nel sogno.

Chi è Noemi Gastaldi? Noemi Gastaldi è nata e cresciuta in provincia di Torino, città in cui attualmente risiede. Ama scrivere fin da quando era piccola, ma la sua prima pubblicazione risale al 2009, quando collabora al romanzo erotico-sentimentale 22 fiori gialli, attualmente edito da Eroscultura. Nel 2011, affascinata dal mondo sommerso dell’arte indipendente, riprende in mano una vecchia bozza ideata anni prima e mette le basi per la saga Oltre i confini. Il primo volume della stessa, Il tocco degli Spiriti Antichi, viene autopubblicato nel novembre 2012. Il secondo volume, Il battito della Bestia, viene autopubblicato nel gennaio 2014. Il volume conclusivo, Il canto delle Forze Ancestrali, è disponibile dal marzo 2015.

giovedì 23 giugno 2016

Il mondo dell'altrove, Sabrina Biancu.

Titolo: Il mondo dell'altrove.
Autore: Sabrina Biancu.
Casa Editrice: Del Bucchia.
Pagine: 116.

Trama: Cinque racconti - in cui fantasia e realtà si mescolano - capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d'importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.


Verso metà aprile vi avevo presentato questo libro in un post della serie interviste-presentazioni. In questo post vi avevo detto che avrei letto e recensito il libro. Ebbene, seppur con due mesi di ritardo, eccomi qui a dirvi cosa ne penso di questo libricino.

Si tratta di una raccolta di racconti (cinque per l'esattezza) e sapete bene che i racconti mi piacciono, mi permettono di avvicinarmi ad un autore nel suo stile di scrittura più diretto e distillato di tutti i fronzoli che si possono, invece, utilizzare in uno scritto più lungo. 
Lo stile di Sabrina Biancu è molto semplice e lineare ed è proprio la sua semplicità che permette al Lettore di entrare in sintonia con queste storie tra il fantastico e il reale. 
Il libro si legge molto velocemente, in un paio d'ore circa, e lascia con un sorrisino quando si gira l'ultima pagina. Credo che questo sia dovuto alla purezza e al candore dei racconti, a quei personaggi tanto reali e vicini a noi quanto fantastici. 

Se siete tipi-da-racconto come me, questo libro sarà per voi una piacevole scoperta. Ovviamente, credo che per l'autrice sia solo l'inizio; in futuro saprà sicuramente fare ancora di più e ancora meglio, ma come partenza è buona.
Il mio racconto preferito è l'ultimo, quello della stellina Irina. L'ho trovato poetico, romantico e ben costruito.

Di più non posso dirvi. I racconti sono un genere personale per chi li scrive e per chi li legge. Ognuno ci trova qualcosa di diverso e personale. 
A voi piacciono i racconti? O siete tipi-da-romanzo? In entrambi i casi, date una possibilità a questa autrice!

martedì 21 giugno 2016

Billy and me, Giovanna Fletcher.

Titolo: Billy and me (Un cupcake con Mr Darcy).
Autore: Giovanna Fletcher.
Casa Editrice: Penguin.
Pagine: 402.

Trama: Chiudi gli occhi e immagina di lavorare in una graziosa tearoom che sforna cupcake e altre delizie in uno sperduto paesino della campagna inglese. Ora pensa a cosa accadrebbe se un giorno si sedesse a prendere un tè Billy Buskin, il più famoso attore del momento, appena arrivato per girare il remake di "Orgoglio e pregiudizio". È il tuo libro preferito, e lui sarà niente meno che Mr Darcy. Tu però non lo sai e, quando lo conosci, non fai che ripetergli quanto ti piacerebbe che a interpretare quel ruolo fosse Jude Law, il tuo idolo. Billy, nonostante la tua gaffe, ti chiede di uscire, e tra voi sboccia un amore travolgente. Ecco, benvenuta nella vita di Sophie. Da quel momento per lei tutto cambia: si trasferisce a Londra, dove è assediata dai paparazzi, sfila sui red carpet e, indossando abiti da sogno, partecipa ai party più esclusivi proprio insieme a Jude Law. Sembra una favola, ma per Sophie si trasforma presto in un incubo. Quell'ambiente sfavillante non le appartiene e non riesce a farsi accettare per quello che è: una ragazza semplice, introversa e romantica che sente la mancanza della madre, delle sue giornate tranquille e soprattutto di Molly, l'amica del cuore. Come se non bastasse, il manager di Billy cerca di ostacolare il loro rapporto in tutti i modi. E la sua splendida ex non l'ha dimenticato, e anzi è pronta a sfoderare le sue armi di seduzione e architettare qualsiasi inganno pur di riconquistarlo... Come reagirà la dolce Sophie alle spietate regole dello show business?


Premessa. Sì!, anche stavolta una premessa è d'obbligo. Ho acquistato questo libro per esercitarmi un po' in inglese. Sapevo, avendo letto la trama, che non si sarebbe trattato di un libro impegnato, più una lettura estiva e fresca. Ho visto per la prima volta questo libro su Instagram (non ricordo chi ha pubblicato la foto, comunque un'utente australiana o inglese), mi sono incuriosita e ho deciso di comprarlo. Come ho già detto altre volte, per tenere attivo e pronto all'uso il mio inglese, preferisco storie semplici, per non causare ulteriori ed inutili sbattimenti di testa. Lo scopo è tenere il mio cervellino attivo su più lingue, non esercitarmi per diventare miss-inglese-perfetto (non potrei mai esserlo!). E, per inciso, non lo faccio nemmeno per snobismo, solo che a volte è piacevole e gratificante leggere in una lingua che non è la mia.
Insomma, dicevo, ero molto contenta del mio nuovo acquisto e quando l'ho ricevuto non vedevo l'ora di leggerlo.
Una volta iniziata la lettura, sventuratamente, ho avuto la malaugurata idea di verificare se il libro fosse stato tradotto anche in italiano. Ebbene, signore e signori!, la risposta è sì. Con che titolo? Un cupcake con Mr Darcy. Eh sì!, perché non si poteva tenere il titolo originale, non si poteva evitare di ridurre tutta la storia ad un mero romanzetto rosa senza sugo e senza pasta, non si poteva semplicemente mantenere lo stile semplice e lineare del libro, non si poteva riadattare la copertina originale. No, no, si doveva rivoluzionare tutto per seguire quel filone di libri tutti uguali e sciocchini. Beh, io in italiano non lo avrei mai comprato. Solo la copertina mi avrebbe fatta scappare a gambe levate. E mi sarei persa una storia davvero carina e divertente che dalla sua ha anche qualche momento intenso e un pizzico più alto. 
Io non so davvero come si possa rivoluzionare così un libro. Era così brutto intitolarlo Io e Billy, lasciare la copertina originale e non venderlo come un prodotto frivolo per ragazzine e signore attempate? No perché, sinceramente, non so quanti di voi, tra le due edizioni, sceglierebbero quella italiana...

Detto questo, passiamo al romanzo (eh sì!, perché, nonostante tutto, di romanzo si tratta). Il libro è scorrevole, piacevole e fresco. La storia è molto semplice (come vedete dalla trama, presa in prestito dall'edizione italiana edita Fabbri Editore), sembra quasi uno di quei film di Rosamunde Pilcher o Inga Lindstrom, e proprio per questo credo mi sia piaciuto. Ogni tanto una lettura meno impegnativa ci vuole e questo romanzo aveva tutti gli elementi per divertirmi. 
Gli stereotipi ed i luoghi comuni non mancano, certo!, però io non vorrei ridurre la storia solo alle vicende tra la lei acqua-e-sapone che vive in provincia e il lui famoso-figo-giovane-e-aitante. Nel romanzo si parla di perdita, di amicizia e di famiglia, e questi sono tutti temi di un certo peso che, anche se raccontati in un contesto all'acqua di rose, fanno riflettere. Cosa fareste se vostro padre morisse? Quanto vi sentireste fortunati ad avere un'amica del cuore come Molly che, oltre ad esservi amica, è consigliera e mentore? Come potreste vivere per lungo tempo lontani dalle persone care senza sentirne la mancanza? Sono solo alcune delle domande che il Lettore si pone leggendo la storia di Sophie e Billy. 
Quindi, non solo amore romantico, impossibile, luccicante e glamour, ma anche temi più importanti, trattati con delicatezza e rispetto. 

Un romanzo adatto per chi vuole esercitarsi con la lettura in lingua. Un romanzo perfetto per staccare un po' dai romanzi più impegnativi e tosti. A me è piaciuto, aspetto di sapere se voi lo avete letto e cosa ne pensate. 

P.S. Mi scuso se la premessa è risultata più lunga del commento, ma ci tenevo tantissimo a confrontare le due edizioni.