giovedì 20 ottobre 2016

L'ospite, Sarah Waters.

Titolo: L'ospite (The little stranger).
Autore: Sarah Waters.
Casa Editrice: TEA.
Pagine: 531.


Trama: Hundreds Hall, l’antica dimora di campagna della famiglia Ayres: varcarne i cancelli dopo trent'anni è un momento di grande trepidazione per il dottor Faraday, lui che ancora bambino, nel lontano 1919, ne aveva ammirato con occhi sgranati lo sfarzo e lo splendore. Quel passato, tuttavia, è ormai un vago ricordo: i suoi abitanti — la vedova del Colonnello Ayres e i figli Roderick e Caroline — sono, infatti, impegnati in una disperata battaglia per salvare dalla rovina se stessi e la casa. Ma proprio quest’ultima sembra gettare le ombre più funeste sul futuro: stanze che di colpo diventano trappole, pareti da cui emergono sussurri malevoli e segni inquietanti, un devastante incendio notturno.., chi, o che cosa, c’è dietro questi eventi? Quale mistero grava sul destino degli Ayres? Ma, soprattutto, fino a che punto si spingerà la minaccia? Sarah Waters si confronta con un classico tra i generi letterari, la ghost story, e lo rinnova assottigliando il confine tra sovrannaturale e psicopatologico. Di consueto c’è solo la sua maestria narrativa, con cui restituisce il quadro raffinato e puntuale di un mondo drammaticamente sospeso tra passato e presente. Un mondo in cui le paure umane prendono pericolosamente forma, e dove, in un crescendo lento ma inesorabile, la voce della ragione appare sempre più un debole appiglio di fronte ai ricordi, ai desideri e alle pulsioni represse che travolgono le menti dei protagonisti, e con loro il lettore.


Non conoscevo Sarah Waters e i suoi romanzi fino a che non ho visto un video di Leda (youtuber e blogger di Lepaginedileda) nel quale lei esprimeva il suo amore per questo romanzo. Lì per lì non mi ero lasciata tentare (il video risale al 2015) perché non mi sembrava affatto il mio genere, ma poi recentemente sono riuscita a recuperarne una copia e ho pensato di dare una possibilità alla Waters. Tutti quelli che hanno letto questo romanzo me ne hanno parlato bene, se non benissimo, quindi mi ci sono buttata con grandi aspettative e qualche timore.

Il romanzo viene classificato come romanzo gotico, ma, ad essere sincera, non ho trovato molti tratti gotici sparsi nel romanzo, a meno che, chi lo ha classificato, non abbia inteso, con la parola 'gotico', di indicare la decadenza della società e della casa, con qualche pizzico di mistero e fantasmi
La narrativa della Waters è magistrale, questo sì!, e molto coinvolgente, ma fin dalle prime pagine del romanzo ho vissuto un continuo déjà vu che, davvero, non so da dove possa essere scaturito. Non ho ricordo di aver letto in passato questo romanzo (sarebbe strano che non me lo ricordassi) e sono pressoché certa di non averlo letto perché non è il genere di libri che leggo di solito, non rispecchia le mie scelte e nemmeno rientra nella mia zona di comfort. Eppure nulla nel romanzo mi ha sorpresa o spaventata particolarmente, tutto aveva l'aria familiare. Ho cercato su internet se, per caso, fosse stato tratto un film dal romanzo, ma la risposta è negativa. Ho provato ad indagare sui modelli presi ad esempio dalla Waters, sperando di trovare un autore del passato o un racconto che potesse avere qualcosa in comune con il romanzo, ma niente. Io davvero non so come spiegarmelo, ma io questa storia la conoscevo. Non nei minimi dettagli, ma nella sua impostazione e nei suoi personaggi.
L'unica cosa che mi è venuta in mente è The haunted hotel di Wilkie Collins, libro che ho letto l'anno scorso mentre ero in Inghilterra. Non so, secondo me ha qualcosa in comune con il romanzo della Waters, ma, sia chiaro!, non sto insinuando che la Waters abbia scoppiazzato, ma che abbia preso spunto forse sì.

A parte questo mio 'aver già letto il libro' che resterà nei casi irrisolti della mia vita, posso solo dirvi che il romanzo è scritto davvero bene, invoglia a girare una pagina dopo l'altra e l'ambientazione è profondamente e suggestivamente british. La decadenza della società post-bellica e i cambiamenti che hanno segnato l'Inghilterra di quegli anni fanno da cornice ad una vicenda torbida, dai risvolti poco chiari, ingarbugliata come una matassa che, purtroppo, viene sbrogliata fin là. Nel finale, infatti, si spiega, ma non si spiega, e questo, per me, non è il massimo. Avrei preferito che alla fine, in un modo o nell'altro, ci fosse un mea culpa o una chiamata agli acchiappafantasmi, insomma. Sono conscia che il finale del romanzo, in realtà, cela in sé anche la risposta, ma qualche pagina in più di dietro-le-quinte non ci sarebbe stata male.

Nel complesso il romanzo è bello, ideale per chi ama le ambientazioni british di fine Ottocento ed i suoi abitanti, un po' meno per chi ama le storie di fantasmi. Non ho altro da aggiungere, purtroppo, perché l'eterno déjà vu che ho avuto con il romanzo mi ha impedito di stupirmi, spaventarmi o focalizzarmi sulle piccole cose.
Io vi consiglio di guardare il video di Leda nel quale, molto entusiasticamente, racconta del suo rapporto con questo libro. Io spero di avervi in qualche modo incuriositi e aspetto di conoscere le vostre opinioni in merito a questo romanzo che resta comunque un ottimo libro. Alla prossima!

martedì 18 ottobre 2016

L'eterno dilemma: libro o film. #8

In questa rubrica metto a confronto un libro e un film ad esso ispirato. La cadenza è, ovviamente, random.
Salve lettori!
Dopo un periodo di attesa, torno sul blog con un nuovo appuntamento di confronto libro-film. Come vi avevo già accennato, questa rubrica non può avere cadenza regolare in quanto mi serve tempo per leggere i libri e recuperare i film (ah!, sono ancora alla ricerca del film Via col vento perciò se qualcuno sa indicarmi un sito dove vederlo in streaming o un modo per recuperarlo, me lo dica!). 
Oggi vorrei mettere a confronto Jane Eyre di Charlotte Brontë con il suo adattamento cinematografico.

Il libro.

Jane Eyre è il capolavoro di Charlotte Brontë, l’affresco vivissimo di un’epoca e di una società, la storia di una proposta d’amore inaccettabile dal punto di vista della morale corrente ma che innesca il tormento della passione e la conseguente repressione. Potente figura femminile, l’eroina del romanzo ha ispirato numerose versioni cinematografiche. Cenerentola priva del candore della fiaba, Jane è la piccola governante che affascina e poi sposa il suo padrone, né bella né attraente secondo i canoni ottocenteschi della femminilità, forse ignara delle arti sottili della seduzione, ma animata da una volontà incrollabile che travolge ogni ostacolo e la preserva immune dalle tentazioni disseminate sull'aspro cammino che conduce alla realizzazione di sé come donna.


Come ho già spiegato nella recensione, questo romanzo mi è piaciuto davvero molto e rileggerlo a ventisette anni mi ha permesso di capirlo molto meglio e di apprezzarlo molto di più di quanto avessi fatto alle superiori. Il libro è arcinoto a tutti, vuoi perché viene assegnato come lettura a scuola, vuoi perché uno, per caso, ci si è imbattuto e se ne è innamorato. So per certo che ci sono molte persone che, come me, adorano i romanzi inglesi del 1800 e che sono perdutamente innamorati della zie Emily, Charlotte e Jane. Quindi non serve aggiungere altro.

Il film.

Jane Eyre è un film del 1996 diretto da Franco Zeffirelli.
Il film, coproduzione italiana, francese e britannica, mette in scena l'omonimo romanzo di Charlotte Brontë. Questa versione cinematografica è piuttosto fedele a quella cartacea, sebbene nella seconda parte del copione siano presenti alcuni tagli e cambiamenti.


Lo so, esiste più di una versione cinematografica del romanzo di zia Charlotte, ma ho scelto questa perché è quella che ho visto più volte. Infatti, ogni volta che viene trasmesso questo film in tv, cascasse il mondo io lo guardo! Mi ha sempre affascinato, anche prima di leggere il romanzo la prima volta, non so per quale motivo.
Il film è abbastanza fedele al romanzo e esprime al meglio quello che Charlotte Brontë ha messo su carta.
Io non so se voi lo avete mai visto, ma chi l'ha visto credo concorderà con me se dico che, finalmente, si può dire che il film è fedele al libro.
Penso che zia Charlotte sarebbe stata contenta, sia per l'adattamento in toto sia per cast e produzione.


Tirando le somme, direi che questa volta vince il libro, ma per un soffio in quanto anche il film è fatto bene ed è piacevole da vedere. Il romanzo resta pur sempre un capolavoro e non è possibile batterlo, ma Zeffirelli è andato vicino ad un pareggio che avrebbe avuto il sapore di una vittoria.
Voi che ne dite? Siete d'accordo con me? Avete visto altri adattamenti cinematografici di Jane Eyre? Se sì, come vi sono sembrati? Fatemi sapere e alla prossima!

martedì 11 ottobre 2016

Aristotle and Dante discover the secrets of the Universe, Benjamin Alire Sáenz.

Titolo: Aristotle and Dante discover the secrets of the Universe.
Autore: Benjamin Alire Sáenz.
Casa Editrice: Simon & Shuster.
Pagine: 360.

Trama: 1987. Dante sa nuotare. Ari no. Dante è eloquente e sicuro di sé. Ari non sa esprimersi a parole ed è eternamente insicuro. Dante si perde in poesia e arte. Ari si perde in pensieri sul fratello maggiore che è in prigione. Dante ha la pelle chiara. I tratti somatici di Ari sono più scuri. Sembra che un ragazzo come Dante, con la sua aperta e singolare visione della vita, possa essere l'ultima persona in grado di abbattere i muri che Ari si è costruito attorno. Ma contro ogni pronostico, quando Ari e Dante si incontrano, sviluppano uno speciale legame che insegnerà loro la più importante verità sulle loro vite, e li aiuterà a decidere che persone vogliono essere. Ma ci sono grandi ostacoli sul loto cammino, e solo credendo uno nell'altro - e nel potere della loro amicizia - Ari e Dante potranno risultare più forti.


Questo libro è stato spammato praticamente ovunque da quasi tutte le blogger e tutti i booktubers che seguo. Fin dalla prima video-recensione che ho visto di questo romanzo, ho deciso che dovevo leggerlo. Le correnti di pensiero su questo libro per giovani (ebbene sì!, trattasi di uno young adult) sono principalmente due: da una parte ci sono gli intellettualissimi che lo ritengono un prodotto mediocre, senza spinta e piatto (e vi posso assicurare che ne ho incontrato più di uno); dall'altra ci sono quelli come me, blogger e booktubers più terra terra, che invece lo hanno amato alla follia. Per fortuna, la maggior parte di chi ha letto questo romanzo rientra nella seconda categoria (se così non fosse, si sarebbe perso per strada un romanzo con molto potenziale).

A me questo romanzo è piaciuto moltissimo, fin dai primi capitoli. Credo sia uno dei migliori young adult che io abbia mai letto. Non posso svelarvi nulla, ma vi basti sapere che la principale dote di questo romanzo è la delicatezza con la quale l'autore tratta i suoi personaggi, le loro vite e le loro scelte. Alire Sáenz accompagna per mano Dante e Aristotele per quasi due anni della loro vita, segue i loro pensieri, i loro cambiamenti esteriori ed interiori (soprattutto questi ultimi!) come un'ombra discreta, senza giudicare, intromettersi o frenare gli eventi.
Ho trovato l'impostazione narrativa perfetta perché ben si adatta ad una mente giovane, in fase di cambiamento e bisognosa di scoprire e scoprirsi. Nel romanzo, i genitori quanto l'autore sono la personificazione della coscienza interiore, non puniscono, non giudicano, ma aiutano, supportano e trovano le risposte. 
Leggere questo libro dona serenità e speranza (due cose che i giovani d'oggi necessitano non poco). L'autore ha scritto questo romanzo con delicatezza e rispetto, per i suoi personaggi, per il diverso e per se stesso. Io l'ho trovato incredibile.

Non posso dirvi altro perché  rischierei degli spoiler clamorosi e non voglio. Se leggerete questo romanzo, verrete accompagnati anche voi per mano nella scoperta della storia e dei personaggi, raccoglierete per strada indizi e consigli, e arriverete alla fine felici e soddisfatti per un finale che non delude. Se lo avete già letto, spero vi ritroviate nelle mie parole.
Ovviamente, aspetto di sapere cosa ne pensate. Alla prossima!

giovedì 6 ottobre 2016

Jane Eyre, Charlotte Brontë.

Titolo: Jane Eyre.
Autore: Charlotte Brontë.
Casa Editrice: Newton Compton.
Pagine: 416.

TramaJane Eyre è il capolavoro di Charlotte Brontë, l’affresco vivissimo di un’epoca e di una società, la storia di una proposta d’amore inaccettabile dal punto di vista della morale corrente ma che innesca il tormento della passione e la conseguente repressione. Potente figura femminile, l’eroina del romanzo ha ispirato numerose versioni cinematografiche. Cenerentola priva del candore della fiaba, Jane è la piccola governante che affascina e poi sposa il suo padrone, né bella né attraente secondo i canoni ottocenteschi della femminilità, forse ignara delle arti sottili della seduzione, ma animata da una volontà incrollabile che travolge ogni ostacolo e la preserva immune dalle tentazioni disseminate sull'aspro cammino che conduce alla realizzazione di sé come donna.


Avevo letto questo romanzo alle superiori e, onestamente, mi aveva lasciata abbastanza indifferente. Non avevo l'età giusta per apprezzarlo e nemmeno l'esperienza necessaria per affrontare uno dei romanzi più famosi della Letteratura Inglese. Mi era stato assegnato come lettura estiva, ovvero come compito, e come tale l'avevo considerato, nulla di più, nulla di meno.
Nel corso degli anni però, una piccola molla dentro di me si è caricata fino a che, scattando, non mi ha indotta a leggere di nuovo questo romanzo. Ammetto che la voglia e la curiosità di riaffrontare libri letti alle superiori non mi mancano e infatti non è la prima volta che rileggo dei romanzi che mi erano stati assegnati a scuola (Conrad, Austen, Calvino, solo per citarne alcuni).

All'inizio di questa rilettura non sapevo cosa aspettarmi. Avevo perfettamente in mente i fatti salienti del romanzo (complice anche l'adattamento cinematografico) e perciò il fattore sorpresa non aveva presa, ma non sapevo come avrei reagito al romanzo da ventisettenne invece che da sedicenne. 
Ebbene, rileggere Jane Eyre è stato come immergermi nel più classico dei paesaggi inglesi e respirare a pieni polmoni atmosfere e suggestioni. Mi è piaciuto tantissimo e sono rimasta davvero colpita dalla semplicità e dalla modernità delle parole della Brontë. 
Lo stile lineare, intimo e schietto, unito alle atmosfere ottocentesche mi hanno catturata e mi hanno fatto amare il romanzo dalla prima all'ultima parola. Lo stile di Charlotte è assolutamente più piacevole e scorrevole di quello di Emily e la sua narrazione è molto più sincera e personale.
Insomma, un romanzo-capolavoro che sono felicissima di aver riletto. Questo romanzo è l'esempio lampante di quanto si debba essere pronti per leggere un classico perché, altrimenti, non si riesce ad apprezzarlo. La me sedicenne mai avrebbe immaginato di rileggere questo romanzo, mentre la me di adesso rimpiange di non aver saputo apprezzare, all'epoca, questo immenso libro.

Io non starò a dilungarmi oltre perché il romanzo è noto a tutti (vuoi per dovere, vuoi per piacere), invito soltanto chi lo ha letto a lasciarmi un commento su questo libro e su quello che ha significato. Per quanto mi riguarda, consiglio a chi ancora non lo ha letto di farlo al più presto, di lasciarsi travolgere dalla narrazione e di accompagnare Jane nel suo viaggio di scoperta del mondo e di se stessa.
Alla prossima!

domenica 2 ottobre 2016

Pills of Books. #13

Pills of Books è una rubrica domenicale nella quale vi regalo e mi regalo una breve citazione tratta dal libro in lettura seguita da un brevissimo commento.

In quel giorno era impossibile passeggiare. La mattina avevamo errato per un'ora nel boschetto spogliato di foglie, ma dopo pranzo (quando non vi erano invitati, la signora Reed desinava presto), il vento gelato d'inverno aveva portato seco nubi così scure e una pioggia così penetrante, che non si poteva pensare a nessuna escursione.Ne ero contenta. Non mi sono mai piaciute le lunghe passeggiate, sopra tutto col freddo, ed era cosa penosa per me di tornar di notte con le mani e i piedi gelati, col cuore amareggiato dalle sgridate di Bessie, la bambinaia, e con lo spirito abbattuto dalla coscienza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, a John e a Georgiana Reed. 
Jane Eyre, Charlotte Bronte (incipit)

E' arrivato l'autunno e, come lettrice, posso dire che adoro questo periodo dell'anno. Quando si tratta di scegliere un libro, sono abbastanza meteoropatica perché, infatti, nel mio cervello i libri si dividono in buoni per i periodi freddi e buoni per i periodi caldi. Quando arriva l'autunno, posso perciò, finalmente, dedicarmi ai miei amati classici e a quei mattoni che tutti fuggono, ma che io adoro.
Avevo già letto Jane Eyre alle superiori, in versione ridotta però. Ora è arrivato il momento di rispolverarlo un pochino, anche perché è un romanzo che sto riscoprendo essere bellissimo ed assolutamente in linea con me.
Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!