lunedì 7 marzo 2016

Presentazione #26: Silvia Devitofrancesco.

Salve lettori!
Inizia una nuova settimana e quale modo migliore di iniziarla se non con una nuova presentazione? Oggi voglio presentarvi Silvia, il suo romanzo ed il suo mondo. Pronti?

Dopo il buon riscontro di pubblico, l’autrice ha deciso di dare una seconda vita al suo romanzo attraverso il self. L’opera sarà disponibile su Amazon e Kobo.

Titolo: Lo specchio del tempo.
Autore: Silvia Devitofrancesco.
Editore: Self publishing.
Genere: Romance a sfondo storico.
Pagine: 157.

«Avvertivo strane sensazioni. Avevo paura di ciò che sarebbe potuto accadere e avevo paura per me.» Due donne diverse dai destini intrecciati, l’una lo specchio dell’altra. Un manoscritto le farà incontrare mettendo così a confronto due epoche diverse e due donne simili, vittime di un padre padrone, ancorate a un amore romantico, capaci di lottare per la vita. Due storie legate dallo specchio del tempo, dove il passato incontra il presente e in cui due donne lontane eppure vicine, lottano per rivendicare il diritto di scegliere il proprio destino e il loro sogno d’amore.
Marylya, principessa del Regno del Nord, è costretta dal padre per motivi dinastici a sposare Mikelle, principe del Regno del Sud. Un tempo, infatti, i due regni erano in guerra e questo matrimonio, unito a una cospicua dote, garantirà la pace perpetua. La situazione, però, non è così semplice. Ben presto Marylya dovrà confrontarsi con una realtà totalmente diversa da ciò che immaginava: Mikelle si rivela un uomo dispotico e autoritario e sua sorella Sadyon, ostile. L’unica persona con la quale la giovane principessa instaura un dolce feeling è il principe Meros, fratellastro di Mikelle. Tra battaglie, colpi di scena e momenti ad alto tasso adrenalinico, la riconquista della pace tra i due regni diviene sempre più ardua.


Chi è l'autrice? Silvia Devitofrancesco è nata a Bari nel 1990. È laureata in Lettere (curriculum “Editoria e Giornalismo”) e ama scrivere e leggere sin da piccola. Gestisce un blog nel quale propone recensioni, blogtour e interviste. 
Twitter: @ragazzainrosso

domenica 6 marzo 2016

Gruppo di Lettura: Leggiamo Insieme i Classici Russi. Fase #1: LE NOTTI BIANCHE, Fëdor Dostoevskij. (recensione e commento)

Salve lettori!
Come sapete se mi seguite sempre qui sul blog e in pagina, a febbraio si è svolta la prima fase del gruppo di lettura che ho organizzato. Ho sempre avuto il desiderio di prendere parte ad un gruppo di lettura, ma non avendone trovati di davvero interessanti qui nella mia zona, mi sono decisa ad organizzarne uno virtuale. 
Non starò qui a spiegarvi tutto quanto di nuovo, ma se non sapete di cosa parlo vi rimando al post di presentazione del progetto. 

A febbraio abbiamo letto tutti contemporaneamente Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij. 

Le notti bianche (in russo: Белые ночи, Belye Noči), è un romanzo breve giovanile di Fëdor Dostoevskij, pubblicato per la prima volta nel 1848. L'opera prende il nome dal periodo dell'anno noto col nome di notti bianche, in cui nella Russia del nord, inclusa la zona di San Pietroburgo, il sole tramonta dopo le 22.
Le notti bianche è un romanzo sentimentale in cui appaiono molti dei temi fondamentali dell'opera di Dostoevskij.

La lettura è iniziata lunedì 15 febbraio. Per due settimane, sulla bacheca dell'evento su Facebook, la lettura individuale è stata accompagnata da brevi commenti e considerazioni per mantenere vive curiosità e attenzione. Per alcuni giorni, a partire dal 29 febbraio, è partito lo scambio di opinioni vero e proprio. 
In quanto mediatrice della discussione ho posto ai partecipanti una serie di domande per capire impressioni ed idee post lettura. Le risposte sono state varie e tutte uniche. Impressioni e pensieri individuali si sono fusi per formare una grande idea collettiva. 

In generale il romanzo è piaciuto ed ha riscosso un buon successo. Chi si è avvicinato per la prima volta a zio Fëdor ne è rimasto positivamente colpito. Chi già aveva letto Dostoevskij ha gioito per la possibilità di rileggere questo breve libro.
Riportare le risposte di tutti quanti sarebbe impossibile perché il post diventerebbe davvero lungo, quindi, per ogni domanda che ho posto, riporterò soltanto una o due risposte, quelle più particolari o complete, ma senza nulla togliere a tutte le altre (che potrete comunque leggere sulla bacheca dell'evento su Facebook).

Qual è l'aggettivo che meglio descrive il nostro Sognatore?

Avido nel senso di desideroso di nutrirsi di emozione, affamato di vita. Ho sentito proprio fame di emozioni, ma anche struggimento, voracità, tutto un po' mescolato, nella modalità tipica dell'adolescente di vedere la vita. Un grande mix di emozioni molto intense. (Cris, Letture di tutti i colori)

Che dire, le parole di Cris dicono già tutto. Ma aggiungerei una piccola nota divertente: con Cristina G. abbiamo associato una definizione al nostro Sognatore; e questa definizione è "fan della friendzone". All'epoca né Dostoevskij né il Sognatore conoscevano la parola friendzone, ma al giorno d'oggi ben rende l'idea. 

Quale edizione avete adottato? Vi siete trovati bene?

L'edizione più gettonata è stata quella della Mondadori, ma anche MiniMammut, Feltrinelli, Garzanti e Mursia hanno trovato spazio. In generale tutte queste edizioni si sono rivelate all'altezza della aspettative e le traduzioni sono state apprezzate. Unico tasto dolente: tutti quegli avverbi in -mente che hanno reso l'approccio a Dostoevskij inizialMENTE complicato.

Come vi è sembrato lo stile di Dostoevskij?

Mi aspettavo uno stile un po' più pesante a dire il vero, un romanzo così tanto introspettivo da lasciare poco spazio alla storia, ma sono stata piacevolMENTE sorpresa: l'introspezione nasce dalle vicende dei personaggi, sono riflessioni a cui il lettore è spinto, senza necessariaMENTE trovarsele lì palesate sulla pagina. (Erika, La Spaccialibri)

Ho incontrato qualche difficoltà solo quando lui parlava della sua vita. La sua bulimia verbale mi ha dato un po' fastidio. Fortuna che l'Anastasia l'ha friendzonato ché non se ne poteva più... (Cristina G., I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro)

Qual è la frase che vi è rimasta nel cuore e perché?

La citazione vincitrice (citata da molti partecipanti) è la seguente, anche se ce ne sarebbero moltissime altre da riportare:
"Dove hai seppellito il tuo tempo migliore? Hai vissuto, oppure no? Guarda, ti dici, guarda che freddo fa nel mondo. Passeranno ancora gli anni e al loro seguito giungerà la tetra solitudine, giungerà la tremolante vecchiaia col bastone, e dietro a esse l'angoscia e lo sconforto. Impallidirà il tuo mondo fantastico, morranno, appassiranno i tuoi sogni e cadranno a terra come le foglie ingiallite cadono dagli alberi..."
Perché credo renda l'idea di tutto il racconto. (Serena P.)

Non possiamo evitare la vecchiaia (se non finendo troppo precocemente i nostri giorni), quindi non resta altro da fare se non chiederci se stiamo vivendo realmente, cosa stiamo facendo, come stiamo affrontando questi giorni, questo nostro tempo migliore, dove siamo ancora così pieni di energia da poter compiere le più grandi imprese, al punto da realizzare i nostri sogni più disparati. (Erika, La Spaccialibri)

Qual è la cosa che proprio non avete capito?

Non ho avuto problemi particolari, se non per l'atmosfera un po' onirica che, come ho detto, all'inizio non riuscivo ad "afferrare" bene. Leggerò sicuramente altro, ecco...magari senza cimentarmi direttamente con le opere più lunghe e impegnative! (La libreria di Tessa)

Non ho capito la storia della tartaruga. (Serena P.)

All'inizio l'idea del "sognatore" non mi è apparsa chiarissima. Per fortuna il libro ha un'ottima prefazione che mi ha aiutata a comprendere meglio questo concetto. (Martina, Un buon libro e una tazza di tè)

Non ho capito perché Dostoevskji ha scelto di non dare un nome o un'età a questo Sognatore... (Cosa che la ragazza ha!). (Cristina G.)

Leggerete ancora Dostoevskij dopo questo primo approccio? (Domanda solo per chi leggeva zio Fëdor per la prima volta).

Tutti hanno dato risposta affermativa e questo mi rende molto orgogliosa e soddisfatta!

Impressioni, argomentazioni, idee?

Il finale secondo me fa perdere di credibilità la giovane ragazza. Mi spiego: la ragazza appare intelligente, sensibile, profonda per tutto il romanzo. Magari un po' ingenua, ma comunque profondamente buona. Non dico che il finale non mi sia piaciuto, semplicemente secondo me ha tolto un po' di "punti" alla ragazza, facendole perdere credibilità e rendendola più ingenua e superficiale di quanto ci si aspetti all'inizio. Anche se non metto in dubbio che l'amore per l'altro uomo fosse autentico e profondo. (Martina, Un buon libro e una tazza di tè)

Io ho amato questo piccolo libro. Un libro così piccolo, ma allo stesso tempo intenso, emozionante, magnetico e puro. (Simona B.)

Riflettendoci un po' su, mi sono chiesta se non fosse Dostoevskji stesso ad aver subìto questa friendzone... Te, che lo conosci bene, sai niente a riguardo? (Cristina G.)


Prima di concludere, vorrei ringraziare tutte le persone che hanno partecipato e soprattutto le altre persone che hanno commentato: Cristina S., Veronica Z. e Valentina Z.. 

Dopo la prima fase del gruppo di lettura non posso che essere felice. Il risultato mi sembra molto interessante e non vedo l'ora venga il tempo per la seconda fase. E, per la cronaca, la seconda fase prenderà il via il 21 marzo con La morte di Ivan I'lic di Tolstoj. Ricordo che chiunque può partecipare e che non è obbligatorio partecipare a tutte le fasi del gruppo di lettura. 
Ringrazio ancora una volta tutti i partecipanti e spero di ritrovarli tutti tra un paio di settimane quando affronteremo Tolstoj, magari con qualche new entry!

venerdì 4 marzo 2016

Lone Star, Paullina Simons.

Titolo: Lone Star.
Autore: Paullina Simons.
Casa Editrice: William Morrow Paperbacks.
Pagine: 622.
Lingua: Inglese.

Trama: Dalla famosa autrice di Il cavaliere d'inverno e Tully, una nuova e indimenticabile storia d'amore tra una giovane ragazza e un giovane ragazzo sempre in viaggio che sta per andare in guerra - una storia di amore trovato e perso sullo sfondo dell'Est Europa. 
Chloe sta per iniziare la sua nuova vita al college, lontana dalla sua casa nel Maine, quando parte per una grande avventura europea con il suo ragazzo e i suoi due migliori amici. La loro destinazione è Barcellona, ma prima devono forzatamente passare per le storiche città dell'Est Europa per mantenere fede ad una promessa familiare. 
Qui, nello stravagante mondo post-comunista, Chloe incontra un fascinoso vagabondo americano di nome Johnny, che porta una chitarra, un semplice sorriso - e una vita di segreti. Da Treblinka a Triste, da Karnikava a Cracovia, da Vilnius a Venezia, il gruppo di amici e amanti attraversa il vecchio mondo in treno, cambiando prospettive e priorità.
Ma i legami di una vita che Chloe e i suoi amici dividono saranno presto messi alla prova - e in un modo o nell'altro cercano di raggiungere Barcellona, certi che le loro vite non saranno più le stesse.


Ho moltissime cose da dire su questo romanzo e sono convinta che me ne dimenticherò qualcuna. Non so da dove cominciare e quindi inizio dicendo che questo libro ha significato tanto fin dal giorno in cui l'ho acquistato online. Perché? Semplice. L'ho acquistato direttamente dagli USA grazie ad un firmacopie online e l'ho ricevuto con la firma e la dedica dell'autrice (come vedete qui a fianco). Soltanto questo basterebbe da sé per farmi adorare questo libro, visto il mio livello di fangirlismo nei confronti della Simons.
Detto questo, meglio passare a cose serie.

Il romanzo è una storia di viaggio e di crescita. Un gruppo di ragazzi parte per il classico viaggio del diploma. La meta scelta è Barcellona, ma visto che i soldi scarseggiano nelle tasche degli studenti, si trovano costretti a fare un piccola deviazione verso l'Est Europa. Infatti, la nonna di Chloe, Moody, offre al gruppetto di amici tutti i soldi necessari, purché facciano tappa a Treblinka per onorare una vecchia promessa. Ma a Est, i ragazzi, non faranno solo una breve sosta, ma scoprono se stessi e i lati più nascosti delle proprie vite.
Tra intrecci amorosi, amicizie spezzate, nuovi amori e rivelazioni, i quattro amici (Chloe, Hannah, Mason e Blake) impareranno cosa vuol dire crescere e vivere nel mondo, lontani dal Maine e dalle proprie case sul lago.

A movimentare ancora di più il viaggio verso Est arriva Johnny, un ragazzo americano con la chitarra sempre in spalla e tanti segreti nella vita. Johnny è bello, divertente, spigliato, e Chloe se ne innamora come mai prima e si sente in un modo tutto nuovo, un modo in cui il suo storico fidanzato Mason non l'ha mai fatta sentire. Tra gelosie (di Blake, non di Mason!), litigi (con Hannah, con Blake, ma non con Mason) e scoperte, Chloe si scopre diversa e prende decisioni che cambieranno radicalmente la sua vita. 

Sullo sfondo dell'Europa post-comunista, l'amore tra Chloe e Johnny cresce e si fortifica, fino a diventare qualcosa che fa muovere Chloe fin dove mai avrebbe immaginato.

Lo stile del libro è quello classico della Simons. Denso, densissimo. Inizialmente lento e quasi eccessivamente descrittivo, ma poi la storia prende ritmo, spessore e significato e la lettura procede spedita e fluida.

I colpi di scena non mancano e uno su tutti mi ha letteralmente lasciata senza parole e mi sono trovata a sussultare sulla poltrona dalla sorpresa.

Mi spiego. Arrivata in fondo al libro, su una delle ultimissime pagine del romanzo, un nome spicca: Anthony Alexander Barrington III.
Per chi non ha mai letto la Simons, questo nome non significa proprio nulla, ma per chi, come me, ha letto e ha adorato i suoi romanzi  (primo tra tutti Il cavaliere d'inverno) questo nome vuol dire tutto. E con tutto intendo TUTTO. Non potete immaginare quanti viaggi mentali mi sono fatta dopo aver letto questo nome. È stato come aggiungere al puzzle un nuovo tassello e sorridere soddisfatta per averlo trovato, anche se non ho la certezza matematica che quel che ho dedotto dal libro e dal posare gli occhi su quel nome sia vero. Non vi svelerò dettagli per non spoilerare uno dei passaggi cruciali a chi leggerà questo libro, ma se qualcuno è curioso non deve fare altro che scrivermi in privato utilizzando il modulo di contatto nella sezione apposita e sarò felicissima di rispondere.

Come sempre quando un libro o un autore mi stanno a cuore, mi sono dilungata molto. Non credo di avervi detto tutto. Non credo di aver reso al meglio i miei sentimenti. Ma spero di avervi incuriositi almeno un pochetto.
Lone Star è davvero un bel romanzo. Non sarà uno dei migliori della Simons, ma resta davvero un libro piacevole, scorrevole e consigliato. E poi, diciamocelo!, quando ci sono una bella ragazza e un soldato (o quasi), che sia ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale o ai giorni nostri, un romanzo della Simons è sempre ben riuscito.

giovedì 3 marzo 2016

Presentazione #25: Alessio Del Debbio.

Salve lettori!
Settimana ricca di appuntamenti questa che sta volgendo al termine. Oggi conosciamo insieme Alessio e il suo romanzo. Siete curiosi? Allora partiamo!

Titolo: Favola di una falena.
Autore: Alessio Del Debbio.
Casa editrice: Panesi Edizioni.
Genere: romanzo per ragazzi / new adult.
Formato: digitale.

Dopo la maturità, Jonathan e i suoi amici devono prendere importanti decisioni sul proprio futuro. Jonathan rinuncia a studiare, tuffandosi nel lavoro a tempo pieno e cercando di recuperare la sua amicizia con Leo, incrinata da una ragazza che si era messa tra loro. Leonardo si iscrive a Medicina ma deve barcamenarsi tra lo studio e il prendersi cura della madre, psicologicamente instabile, e della sorella più piccola, che continua a sognare una famiglia unita, anche con il padre da cui si sono allontanati quando hanno lasciato Milano. Veronica sorprende gli amici, decidendo di iscriversi al Dams e andando a vivere a Bologna con il suo nuovo ragazzo, scardinando gli equilibri del gruppo. Francesca infine si iscrive a Lettere, sua grande passione, continuando a scrivere in un diario le avventure dei suoi amici, con l’idea un giorno di farne un libro, e faticando nel liberarsi del fantasma del suo ex che da sempre la ostacola nei suoi rapporti con il sesso maschile. 
Su queste premesse iniziano le avventure di Jonathan e dei suoi amici, in quel periodo di passaggio che è la fine dell’adolescenza e l’inizio dell’età adulta. Un periodo in cui i sentimenti appaiono amplificati, a volte confusi, di certo molto intensi. Lo sa bene Veronica che lotta per inseguire un sogno e fuggire alla maledizione di Cenerentola, oppressa da una famiglia di “matrigne”. Da bruco diventerà una falena, sbattendo le ali in cerca della sua fiamma vitale.
“Scrivere è vivere, scrivere è la mia vita, l’unico modo in cui posso essere me stessa e tirare fuori la mia vera essenza. Soltanto così posso lasciarmi andare, viaggiare lontano, fuori e dentro di me, provando emozioni che nella vita la rispettabilità e il moralismo mi impediscono di esternare. Questa sono io, seduta su una tavola di legno, mentre il vento della sera mi sbatte in faccia quest’incompleto presente. Questa sono io, innamorata della vita e dell’amore, di un amore che ho perduto, di un amore che non sono forte abbastanza da affrontare.”
Nota: per quanto Favola di una falena sia ambientato DOPO gli eventi di Anime contro e Oltre le nuvole, la lettura dei romanzi precedenti di Alessio Del Debbio non è obbligatoria, in quanto i libri sono costruiti per essere fruiti indipendentemente l'uno dall'altro. 

Sito dell’autore: www.alessiodeldebbio.it
Pagina Facebook dell’autore: I mondi fantastici 


Chi è l'autore? Grande appassionato di libri, soprattutto fantasy, Alessio Del Debbio ha pubblicato il romanzo Oltre le nuvole – storie di amici nel 2010, il racconto fantasy distopico L’abisso alla fine del mondo, nel 2014, e il romanzo young adults Anime contro, nel 2015. Il 2016 inizia con l’uscita di Favola di una falena, un romanzo new adult edito da Panesi Edizioni, e con L’ora del diavolo, antologia di racconti fantastici ispirati a leggende della Lucchesia, vincitore della terza edizione del concorso ObiettivoLibro e pubblicato da Sensoinverso Edizioni.
Dal 2015 collabora con il portale di letteratura fantastica “Lande incantate” in cui scrive recensioni di romanzi fantasy contemporanei. Nell’estate 2015 organizza, assieme alla scrittrice Elena Covani, la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari presso il Bagno Paradiso di Viareggio, per far conoscere autori toscani. Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori emergenti di letteratura fantastica italiana. Numerosi suoi racconti sono usciti in antologie e riviste, come Contempo e Streetbook Magazine di Firenze.

martedì 1 marzo 2016

Snapshots #11.

Salve lettori!
Anche il mese di febbraio è terminato ed è tempo di bilanci. È stato un mese molto strano, super-impegnato e volato via veloce.
Il lavoro con Mr Scrooge prosegue tra alti (pochi) e bassi (moltissimi) e mi assorbe completamente. Il tempo per leggere ha scarseggiato per tutti i 29 giorni di febbraio, ma ho sfruttato il giorno in più per terminare la lettura di Lone Star di Paullina Simons che spero di recensire in settimana. Mi sono trascinata questa lettura per troppe settimane, ma mi ha donato molte emozioni e sorprese.
A marzo spero di poter leggere di più e di essere molto più presente e costante sul blog. Spero anche di comprare qualche nuovo libro, per proseguire nei festeggiamenti per il mio compleanno da poco passato.
Ma passiamo alle cose serie. Ecco le mie snapshots di febbraio.

Un libro.

Il libro del mese è Lone Star, unico libro letto a febbraio. Ho letto questo libro in lingua originale. Lo stile della Simons è semplice seppur ricco di emozione e sentimento, e quindi accessibile per tutti. Da questo libro ho colto molti spunti di riflessione di cui vi parlerò nella recensione.
La frase che più mi è rimasta impressa è It's never too late to be what you might have been.

Febbraio è stato anche il mese di inizio del gruppo di lettura dedicato ai classici russi. Abbiamo letto insieme Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij. Un classico senza tempo e sempre attuale. La discussione sul romanzo è ancora in corso, ma presto arriverà un post tutto dedicato a questa esperienza.

Una copertina.

La copertina del mese è quella del libro che inizierò stasera. Non vi sembra bellissima? Io trovo le copertine della Bur-Deluxe eccezionali. Credo di avervene già parlato, ma sono troppo carine!
Oltre a questo libro, ho intenzione di leggere a breve due racconti di due autrici emergenti che aspettano da troppo un mio commento (e me ne scuso!).




Un film.

Il film del mese è The danish girl. È un film incredibile, toccante e vero. Sono andata al cinema con la mia mamma, un po' per curiosità un po' per attualità. Gli interpreti, ed in modo particolare il protagonista maschile, sono bravissimi. Le ambientazioni e i costumi perfetti.
Se non lo avete visto, provvedete a recuperarlo e non ve ne pentirete.
Mi è piaciuto tantissimo trovare in sala persone di tutte le età, attente e curiose. Mi è piaciuto molto meno il fastidiosissimo rumore che provocavano tutte quelle persone che non rinunciano ai pop-corn e alla Coca Cola e li consumano in modo più rumoroso dei bambini. Sì!, lo so, a dir così passo per la zitella-trentenne-sempre-nervosetta, ma vi garantisco che l'unica parte che mi appartiene (scusate il gioco di parole) è "nervosetta".

Una canzone.

La canzone più bella di questo mese non ha bisogno di spiegazioni o introduzioni. Un grande interprete italiano: Enrico Ruggeri.