mercoledì 31 dicembre 2014

Il mio 2014 libroso...

Fine anno, tempo di bilanci e buoni propositi. Tempo di classifiche e preferenze. Vediamo di andare con ordine...
Secondo Goodreads ho letto 36 libri quest'anno, ai quali vanno aggiunti 4 libri non segnati che fanno parte di un Mammut della Newton Compton che non sono arrivata a finire...Insomma!, in totale i libri sono 40. Guardate che bel numero pieno!
Devo ammettere che sono molto soddisfatta. Tra esami, lezioni e impegni sono riuscita a leggere di più dell'anno scorso. Sono sempre in crescendo e questo mi piace.

Analizziamo un po' questi 40 libri:
  • 19 libri sono classici;
  • 3 libri sono in lingua originale (tanto soddisfatta di averli letti!);
  • 17 libri sono di autori italiani o stranieri, ma contemporanei;
  • 1 libri è tecnicamente un fumetto.

Alcuni libri di questo 2014. 
Leggo sempre più classici. Solo alcuni anni fa non mi piacevano, invece ad oggi sono quelli che mi soddisfano maggiormente. 


La mia lettura impegnativa del 2014 è stata Lolita di Nabokov. Non si tratta di un volume impegnativo a causa della mole, non è poi così lungo, ma è assai impegnativo per quanto riguarda il tema trattato. Ho trovato geniale la struttura del romanzo, il fatto che il protagonista racconti la sua storia in prima persona rivolgendosi ai giudici e la capacità di Nabokov di far patteggiare il lettore per il protagonista pedofilo. Davvero un bel romanzo!


I tre libri che maggiormente mi sono rimasti nel cuore sono:
  1. The girl in Times Square di Paullina Simons. Letto in lingua originale, l'ho divorato in una settimana o poco più nonostante le sue 700 pagine e oltre (la Simons tende a scrivere sempre enciclopedie). Storia struggente di malattia, amore e rinascita. Bello, bello, bello;
  2. Dracula di Bram Stoker. Romanzo gotico per eccellenza, non credevo potesse appassionarmi così tanto e invece mi ha catturata. Lo stile narrativo, i personaggi e l'ambientazione lo hanno portato tra i miei preferiti in assoluto;
  3. L'amore ai tempi della neve di Simon Sebag Montefiore. Io adoro Montefiore, riesce a catapultarti in un mondo nuovo come pochi sanno fare. Storia intensa, che si svolge tutta in un lasso di tempo breve. Fatti storici e avvenimenti sono ben amalgamati con la storia, ma non potrebbe essere diversamente visto che Montefiore nasce come storico.
Mentre i tre libri peggiori (anche se forse ce ne sarebbe un quarto) sono:
  1. Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford. Tutti mi consigliavano caldamente questo romanzo. L'ho cercato molto tra bancarelle e negozietti dell'usato. L'ho letto piena di aspettative che sono state puntualmente deluse. Storia fiacca, lenta, piena di potenziale ma priva di slancio. Che delusione!;
  2. La danzatrice bambina di Anthony Flacco. Una storia strappalacrime ogni tanto può anche starci, ma deve almeno essere scritta bene. Qui invece la storia sarebbe stata bellissima, ma sembra scritta con i piedi;
  3. Racconto di un naufrago di Gabriel Garcia Marquez. La lettura di questo volumetto non è stata intenzionale. Mi è capitato tra le mani e l'ho letto. Certo però che dice di più il titolo di tutto il volumetto messo insieme. Letto il titolo hai letto il libro.
Non mi dilungherò ulteriormente su ciò che ho letto e su ciò che mi è piaciuto o meno. Se volete sbirciare tra quello che ho letto, visitate la mia libreria su aNobii o Goodreads (trovate i link nei contatti). Vorrei invece ricordare un fatto importante: è nato questo blog! Dopo molte esitazioni ho deciso di intraprendere questa avventura. Sono contenta perché vedo che c'è chi mi segue e commenta. Spero di migliorare e proporvi sempre cose nuove per tutto il 2015.

Ora i buoni propositi:
  • Leggere Ulisse di James Joyce. Sarà il mio libro impegnativo del nuovo anno. L'ho già acquistato. Mi fa un po' paura, ma sono determinata!;
  • Mantenere gli standard di questo anno che se ne va, ovvero leggere almeno una quarantina di libri, dei quali molti classici, meglio se russi;
  • Mantenere vivo e attivo il blog, pubblicare sempre in pagina e ascoltare i consigli dei fan (che nel 2014 mi hanno fatto scoprire Alice Munro).
Io ringrazio di cuore tutti voi che mi seguite, qui o in pagina. Vi auguro un buon 2015, sereno, pieno di soddisfazioni e ricco di buoni libri!!!
Buon anno!!!

martedì 30 dicembre 2014

Sanditon, Jane Austen.

Titolo: Sanditon.
Autore: Jane Austen.
Casa Editrice: Newton Compton.
Pagine: 128.

Trama: Trasformare la tranquilla cittadina di Sanditon in una stazione balneare alla moda: è questo il sogno di Mr Parker, imprenditore entusiasta e determinato. Charlotte, figlia di un proprietario terriero della zona, è l’eroina di questo romanzo: è tentata dall'idea di Mr Parker ma al tempo stesso comprende le ragioni del padre, restio al grande cambiamento. Sidney Parker è invece il personaggio maschile positivo, interessato al nuovo ma senza l’eccesso caricaturale del fratello. Sarà lui l’uomo giusto per Charlotte?
Il manoscritto di Sanditon fu abbandonato da Jane Austen il 18 marzo 1817, esattamente quattro mesi prima della morte. Era già malata da un anno, ma questo testo non reca tracce di dolore o pessimismo e, sebbene incompiuto, è un chiaro frutto del genio comico che da sempre attraversa la sua vena narrativa.



Volevo arrivare al 31 dicembre senza libri iniziati, così da poter iniziare l'anno nuovo con un libro nuovo. Spulciando tra i libri in attesa di lettura ho trovato questo piccolo gioiellino targato Jane Austen che, non so da quanto, aspettava di essere letto.
Il formato e la lunghezza sono ideali per l'ultima lettura dell'anno. L'unico rimpianto è che sia un'opera incompleta. Un vero peccato! Questo breve racconto ha la potenza dei grandi capolavori della Austen. Se fosse stato sviluppato e terminato non avrebbe avuto nulla da invidiare ai famosi Orgoglio e pregiudizio o Persuasione. 
Molto piacevole sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista narrativo, Sanditon è un lavoro austeniano dalla prima all'ultima parola. Nulla a che vedere con i noiosi e banali Lady Susan e The Watson (belli anche quelli, ma senza slancio!).
Nella collezione di una fan della Austen questo racconto non può assolutamente mancare. 

lunedì 29 dicembre 2014

Felinia. Non tutte vogliono essere Marilyn. Sketch & Breakfast.

Titolo: Felinia. Non tutte vogliono essere Marilyn.
Autore: Sketch & Breakfast. 
Casa Editrice: Edizioni Dentiblù.
Pagine: 96.

Trama: In questo libro, Felinia racconta la storia della sua vita, fin da quando era una bambina e si doveva adattare, già da allora, alle regole della vita sociale. Schivata e snobbata, prima dai suo compagni di classe, poi dalle amiche e infine, e in particolare dai “maschi della specie umana”, cerca in tutti i modi di adeguarsi, di diventare attraente, di tendenza e sexy... proprio come Marilyn. Purtroppo l’amore di Felinia verso la poltrona e la Nutella, non aiuta questo processo di cambiamento. Forse Felinia non riuscirà a diventare come Marilyn, ma a noi piace così: golosa, pigra e totalmente priva di eleganza!



Seguo, non so più da quando, Sketch & Breakfast su Facebook e non mi sono voluta perdere la ghiotta occasione di avere tra le mani un intero volume curato da questi due talentuosi fumettisti: Simona Zulian (in arte Felinia) e Andrea Ribaudo (in arte Ribosio).
Non si tratta di strisce messe una dietro l'altra, ma di una storia ben strutturata e sviluppata, divertente e, a tratti, irriverente. Le risate sono assicurate!

Felinia racconta la sua vita dalla tenera età fino ad oggi. Fin dall'inizio, la piccola Felinia si trova costretta ad affrontare i problemi di una femmina (trucco, parrucco, apparenze,...). Insomma, il sottotitolo potrebbe essere: "Guida pratica alla sopravvivenza di una giovane donna.". 
Per fortuna, non tutte vogliono essere come Marilyn e, quindi, nemmeno l'incontro con la famosa icona di stile cambierà Felinia.

Una nota a parte meritano i tributi alla fine del volume. Singole vignette di moltissimi fumettisti più o meno noti e seguiti che donano un qualcosa in più al volume che già di per sé è bellissimo. 
Perfetto come regalo per fidanzate, mamme, amiche, nonne e per tutti quei maschietti che non hanno paura di sentirsi un po' Felinia.

venerdì 26 dicembre 2014

IntervistAutore #8: Sara Zelda.

Ultimo appuntamento con "IntervistAutore" per questo 2014. Sono un pochino in ritardo con l'uscita di questa intervista, ma spero che per Sara, che conosciamo oggi, non sia un problema! Leggete cosa mi ha raccontato.

Nome, Cognome, Età .
Sara M., in arte Zelda (in omaggio alla moglie di Francis Scott Fitzgerald) , classe 1980.

Professione.
Scrittrice, blogger, casalinga. Per arrotondare insegno l’italiano a domicilio (dato che vivo in Germania).

Aspirazioni professionali.
Mi auguro di potermi dedicare alla scrittura a tempo pieno. Ho una personalità esuberante che mi rende impossibile praticare qualsiasi tipo di lavoro che non sia artistico.

Raccontaci qualcosa di te.
Sono toscana di origine ma dal gennaio 2011 vivo a Monaco di Baviera insieme a mio marito, che è un musicista. Oltre alla scrittura, e naturalmente alla lettura, le mie grandi passioni sono la musica e gli sport in genere. Passivamente seguo soprattutto il calcio: sono una grande tifosa del Bayern München e vado allo stadio ogni volta in cui riesco a trovare un biglietto. Attivamente pratico yoga, arti marziali e pattinaggio su strada e su ghiaccio. Non amo proprio stare ferma, e anche quando leggo un libro di solito passeggio per il mio salotto. La mia valvola di sfogo per eccellenza sono i concerti hardcore punk, che frequento assiduamente insieme a mio marito. 

Visto che questo è un blog che parla di libri, vorrei sapere qual è il tuo libro preferito e perché. E magari anche qual è il tuo autore preferito.
È sempre difficile scegliere un unico libro o un unico autore: come ogni scrittore ho moltissimi amori e riferimenti. Farò uno sforzo sovrumano e indicherò Il grande Gatsby per il libro e Jack Kerouac per l’autore, ma il quadro che ne esce è davvero riduttivo. In generale, sono cresciuta con l’underground americano, che resta il mio principale riferimento, ma sono passata attraverso una serie di folgorazioni che spesso si sono tramutate in amori duraturi: per esempio, in tempi recenti ho scoperto grande affinità di sentimenti con i classici russi, e di pensiero con il filone distopico/fantascientifico tradizionale (non quello alla Hunger games, per capirci, sebbene non disdegni del tutto neppure queste interessanti derive contemporanee).

Oh!, qualcuno a cui piacciono i classici russi come a me. Tutti mi dicono che sono pazza, che i russi sono pesanti e noiosi. Qual è il romanzo o racconto russo che più ti appartiene?
Sono indecisa tra due romanzi di Dostoevskij, I Demoni e L'idiota, che possono essere visti come due facce della stessa medaglia. Di fatto, io li vedo così, ed è per questo che li considero altrettanto rappresentativi della mia personalità. Sono i libri più emozionanti che ho letto negli ultimi due anni, e li sento così strettamente legati non solo alla mia storia ma a quella dell'intera Europa odierna che non ho potuto fare a meno di citarli anche ne I Dissidenti.

Quando è nata la tua passione per la scrittura? E da dove pensi sia scaturita?
Immagino sia nata insieme a me. Ho sempre avuto un’immaginazione ingombrante, e l’esigenza di creare. Naturalmente non ho potuto esercitarla finché non ho imparato a scrivere, ma per fortuna l’ho fatto molto presto, grazie a una scolarizzazione precoce e soprattutto all’educazione di mia madre, una donna estremamente colta che mi ha insegnato ad apprezzare e valorizzare il mio cervello prima di qualsiasi altra cosa.

Da quando scrivi in modo regolare e, permettimi il termine, serio?
Solamente da un paio di anni. Prima ho avuto molte difficoltà a perseguire questa strada, ma soprattutto non avevo ancora trovato la giusta fiducia in me stessa. In questo senso devo tutto a mio marito, che ha creduto in me fin dal principio e mi ha messo in condizione di dedicarmi quasi interamente a quello che spero diventerà presto un vero e proprio mestiere.

Quanti lavori hai portato a termine? Ti va di elencarli e raccontarci qualcosa di essi?
Al momento solo due. Sono estremamente esigente nei confronti delle mie opere e le cesello con cura prima di pubblicarle. Nel 2013, grazie alle insistenze di una carissima amica e collega, Angela C.Ryan, e ai preziosi consigli della stessa e di Patrisha Mar, ho preso il coraggio per pubblicare una raccolta di vecchi racconti e altro materiale che va sotto il nome di Cronache dalla fine del mondo. Si tratta per lo più di un felice connubio tra esperimenti stilistici e riflessioni filosofiche vomitate di getto in un periodo molto complicato della mia vita, ma il valore potenzialmente universale di quegli scritti li rende forse addirittura migliori di altri lavori su cui sono tornata molte volte, nel desiderio di renderli perfetti.
Lo scorso novembre ha invece visto la luce il mio romanzo I Dissidenti, la cui idea di base si è generata ben sette anni fa, ma a cui ho cominciato seriamente a lavorare solo nel corso del 2012. Si tratta di un’opera fortemente sperimentale, in cui il genere fantasy serve a tracciare un’allegoria della società contemporanea. Ambientato nell'Italia di un ipotetico presente alternativo, il romanzo immagina un mondo in cui la musica pop sia al centro della vita pubblica. L’intera storia recente del nostro paese è stata pertanto riscritta come in un video musicale di MTV. La televisione, su cui la mia generazione è letteralmente cresciuta, è onnipresente, soprattutto negli incubi dei protagonisti.

Da dove ti è venuta l'idea di riscrivere la storia dell'Italia come in un video di MTV? E' una riscrittura molto originale!
L'impatto che la musica pop ha avuto sulla mia generazione è stato fortissimo, forse più di qualsiasi altra cosa. Tutti i ricordi dei miei conoscenti sono legati a una lunga serie di canzoni e credo di poter affermare con una certa sicurezza che un buon cinquanta per cento di ciò che siamo oggi si è formato proprio su MTV. Molti autori del Terzo millennio hanno provato a narrare il legame tra i propri contemporanei e la musica (il primo nome che mi viene in mente: Nick Hornby), ma quest'ultima restava sempre in sottofondo, senza che se ne avvertisse la reale potenza, la funzione di stimolo vitale. Io ho voluto spingermi più a fondo.

Come hai fatto a pubblicare i tuoi lavori? Ti sei affidata ad una casa editrice o hai fatto da te?
Li ho auto-pubblicati entrambi tramite Narcissus, una valida piattaforma che garantisce ampia diffusione e che, tra le altre cose, mette a disposizione degli utenti anche un servizio di editing gratuito e professionale per l’impaginazione degli E-book. L’unico punto debole è quello relativo al monitoraggio delle vendite e ai relativi pagamenti, le cui modalità potrebbero venire migliorate, ma per il resto non posso che consigliare questo mezzo a tutti gli autori indipendenti.

Quindi sei felice di aver pubblicato da sola i tuoi lavori? Tornando indietro non proveresti a cercare una casa editrice interessata al tuo lavoro?
In realtà sto già cercando una casa editrice adatta a rappresentare il mio romanzo, nonostante abbia compiuto il primo passo da sola. Purtroppo una fetta consistente del pubblico italiano è ancora stolidamente attaccata ai formati cartacei e per cercare di raggiungerla devo cedere alla stampa, quantomeno di minimi quantitativi: operazione che non mi conviene fare da sola, in quanto i costi sono proibitivi per le mie entrate di emergente. D'altronde, non mi sono presa la briga di scrivere un libro per lasciare che non venisse letto.

Infine, la fatidica domanda da lettore: e-book o libro cartaceo?
Avendo scoperto i molteplici vantaggi dell'E-reader (in termini economici, ecologici e spaziali), torno alla carta soltanto se sono costretta.

Io ringrazio di cuore Sara per essersi prestata all'intervista. Se volete maggiori informazioni, potete contattarla tramite il suo profilo Twitter. 

lunedì 22 dicembre 2014

Nemico, amico, amante..., Alice Munro.

Titolo: Nemico, amico, amante...
Autore: Alice Munro.
Casa Editrice: Einaudi (Super ET).
Pagine: 315.

Trama: In questa raccolta la Munro conferma le sue qualità narrandoci una manciata di esistenze dove avvenimenti inattesi o particolari dimenticati modificano il corso delle cose. Una cameriera dai capelli rossi, nuova arrivata in una vecchia dimora, viene per caso coinvolta nello scherzo di una ragazzina. Una studentessa universitaria si reca per la prima volta in visita a un'anziana zia e, riconoscendo un mobile di famiglia, scopre un segreto di cui non era a conoscenza. Una paziente giovane e in fin di vita trova un'inaspettata speranza di proiettarsi nel futuro. Una donna ricorda un amore brevissimo e che tuttavia ha modificato per sempre il suo vivere.




Non avevo mai letto nulla di Alice Munro, Premio Nobel per la Letteratura nel 2013. In pagina moltissimi fan continuavano a raccomandarmela e allora ho deciso di provare. Non sapevo da dove iniziare. Con tanta convinzione mi era stata consigliata l'autrice, ma nessuno sapeva consigliarmi da dove partire. Ho quindi optato per una raccolta di racconti, più pratica e meno impegnativa rispetto ad un romanzo. 
Ho comprato "Nemico, amico, amante..." a settembre, ma ho aspettato alcuni mesi prima di prenderlo in mano. Ho atteso che il libro mi chiamasse con forza dallo scaffale. Doveva venire il suo tempo.

Ho iniziato a leggere il libro con un po' di diffidenza. Spesso non mi riesce di apprezzare quello che piace a molti. Alla fine del primo racconto ho soltanto pensato "Che amarezza!". Non mi sono persa d'animo e ho proseguito. Alla fine del secondo racconto mi son detta "Caspita se scrive bene!". E alla fine del terzo ero innamorata. Innamorata della scrittura della Munro, così reale e cruda, diretta. Innamorata dei suoi personaggi femminili, senza stereotipi, naturali, veri. 

La Munro ha la grandissima capacità di catturare il lettore con la sua scrittura, di farlo sentire parte del racconto e di descrivere la realtà umana senza scadere nel banale o nel non-vero. I racconti di questa raccolta sono uno più veritiero dell'altro. 

Non saprei dire quale dei 9 racconti mi sia piaciuto di più. Forse l'ultimo, "The Bear Came over the Mountain".  Non so come la Munro sia riuscita a raccontare la malattia in un modo così delicato ed educato da risultare quasi un sogno. 

Io ve lo consiglio. E' un'ottima lettura. Va bene anche assunta a piccole dosi: un racconto al giorno. E' un libro che si può tranquillamente regalare a mamma, nonna, zia, sorella, cugina, amica,... Ogni donna, almeno a tratti, si ritrova nei personaggi femminili della Munro. Perciò leggetelo, regalatelo e consigliatelo!